In estate cambia il tipo di persone che vedo in studio, e cambiano anche i motivi per cui vengono. Meno dolori da scrivania, più schiene bloccate dopo aver piantato l’ombrellone, colli rigidi dopo un pomeriggio a leggere sul lettino, spalle infiammate dal primo giorno di paddle. Sono quasi sempre disturbi banali, ma possono rovinare qualche giorno di vacanza. Qui raccolgo le situazioni più comuni in spiaggia e cosa puoi fare per evitarle.
Lettino, sdraio e telo: come stai sdraiato
Passare ore sdraiati sembra riposante, ma la schiena e il collo non sono abituati a stare così a lungo in posizioni particolari.
- Leggere a pancia in giù è la posizione che crea più problemi: per tenere il libro o il telefono davanti agli occhi inarchi la zona lombare e pieghi il collo all’indietro, spesso per un’ora di fila. Meglio leggere sdraiato su un fianco, con un asciugamano arrotolato sotto la testa, o seduto con lo schienale del lettino alzato.
- A pancia in giù per prendere il sole la testa resta girata da un lato. Ricordati di cambiare lato ogni tanto, o appoggia la fronte sulle mani incrociate per tenere il collo dritto.
- Sulla sdraio bassa il bacino scivola in avanti e la schiena si incurva. Un telo piegato dietro la vita aiuta a mantenere la curva lombare.
- Sul telo in spiaggia libera la sabbia non è piatta: prima di sdraiarti, sistemala in modo da avere un appoggio regolare.
Il principio è lo stesso che vale alla scrivania: nessuna posizione va bene se la tieni troppo a lungo. Alzati, fai due passi sul bagnasciuga, poi torna giù.
Ombrellone, borse e bambini: i carichi
Molti blocchi lombari che vedo in agosto nascono in pochi secondi, con un gesto fatto di fretta.
- Piantare l’ombrellone richiede una rotazione con la schiena piegata e le braccia che spingono. Meglio tenere i piedi larghi, piegare le ginocchia e ruotare con tutto il corpo, non solo con la schiena.
- Borse frigo, sedie, giochi: è meglio fare due viaggi dalla macchina che uno solo con le braccia piene. Distribuisci il peso tra le due mani e tieni le borse vicino al corpo.
- I bambini in braccio pesano di più di quanto sembri, soprattutto se li porti sempre sullo stesso fianco, con l’anca spinta di lato. Cambia lato spesso e, quando puoi, usa il passeggino o un marsupio anche in spiaggia.
- Sollevare un bambino dall’acqua o dalla sabbia, con la schiena piegata e le braccia tese: piegati sulle ginocchia e avvicinalo a te prima di alzarti.
Se nonostante tutto ti blocchi, trovi le prime cose da fare in Colpo della strega: cosa fare.
Nuoto, beach volley e paddle
Lo sport in vacanza fa bene, ma molti passano da undici mesi di poco movimento a due ore di beach volley il primo giorno.
- Il primo bagno: nuotare è ottimo per la schiena, ma se non nuoti da mesi parti con poco. Venti minuti a stile libero dopo un anno di stop affaticano spalle e collo, soprattutto se respiri sempre dallo stesso lato o nuoti a rana tenendo la testa fuori dall’acqua.
- Beach volley: salti e atterraggi sulla sabbia sono più morbidi, ma la sabbia fa lavorare molto caviglie e polpacci. Scalda bene le gambe prima e fermati quando senti le gambe pesanti.
- Paddle e SUP: pagaiare sollecita spalle e parte alta della schiena, e stare in piedi sulla tavola richiede equilibrio continuo. Le prime uscite brevi, poi si allunga.
- Racchettoni: tanti colpi sempre con lo stesso braccio, spesso con il busto ruotato. Alterna i momenti di gioco e le pause.
Se ti fa male una spalla dopo qualche giorno di nuoto o di paddle, ne parlo in Spalla dolorosa. Per chi fa sport con regolarità c’è anche l’articolo su osteopatia e sport.
Il collo e il sole
Il collo soffre in spiaggia anche per motivi meno ovvi. Dormire sotto l’ombrellone con la testa piegata su una borsa, passare l’aria condizionata della macchina o della casa in affitto dopo ore al caldo, il primo bagno freddo con il collo sudato. Questi passaggi bruschi non causano da soli un torcicollo, ma su un collo già teso possono far scattare una contrattura. Un piccolo cuscino gonfiabile da spiaggia e un asciugamano sulle spalle nelle ore di vento sono accorgimenti semplici.
Un esempio. Una mamma di 38 anni, di Bergamo, in vacanza a Marina di Pietrasanta con due bambini di 2 e 5 anni. Dopo una settimana di spiaggia aveva un dolore in fondo alla schiena e tra le scapole che peggiorava la sera. Il più piccolo stava quasi sempre in braccio, sul fianco sinistro, e il pomeriggio lei leggeva a pancia in giù. Nella valutazione bacino e parte alta della schiena erano molto rigidi. Abbiamo fatto due sedute nella stessa settimana e cambiato alcune abitudini: lato del bambino alternato, lettura sul fianco. Il dolore della sera si è ridotto molto, non è sparito del tutto ma le ha permesso di finire la vacanza senza pensarci troppo.
Quando venire in studio
Se un fastidio dura più di qualche giorno nonostante le accortezze, o ti limita nelle cose che vorresti fare in vacanza, un breve percorso può essere utile. Per chi è in Versilia per una o due settimane organizzo due o tre sedute concentrate nel soggiorno: lo spiego in Osteopata in vacanza in Versilia. Se invece il dolore arriva dopo una caduta, scende nella gamba con formicolio o debolezza, o si accompagna a febbre, la prima cosa da fare è sentire un medico.
Lo studio è a Camaiore, comodo da Forte dei Marmi, Marina di Pietrasanta e Lido di Camaiore: per fissare una seduta durante le vacanze puoi scrivermi.
Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. In caso di dolore forte, improvviso o accompagnato da altri sintomi, rivolgiti prima al tuo medico.




