D’estate, nella prima settimana di luglio e di agosto, vedo arrivare in studio molte persone appena scese dalla macchina. Vengono da Milano, Torino, Bologna, a volte dalla Germania, e dopo quattro, cinque o sei ore di autostrada hanno la schiena rigida, il collo che gira poco o un fastidio al gluteo che prima non c’era. Quasi sempre non è niente di grave, ma è un peccato iniziare le vacanze così. Qui spiego cosa succede alla schiena in un lungo viaggio e cosa puoi fare prima, durante e dopo.
Perché un viaggio lungo pesa sulla schiena
Stare seduti non fa male di per sé. Il problema è stare seduti a lungo nella stessa posizione, con poche possibilità di cambiarla. In macchina succedono alcune cose insieme:
- il bacino resta fermo e leggermente ruotato all’indietro, quindi la zona lombare perde la sua curva naturale;
- chi guida tiene le gambe in una posizione fissa, con il piede destro sempre sull’acceleratore e l’anca destra un po’ ruotata;
- le spalle e il collo lavorano per tenere le braccia sul volante e lo sguardo sulla strada, spesso con la testa portata in avanti;
- le vibrazioni continue dell’auto affaticano i muscoli profondi della schiena;
- la tensione del viaggio (traffico, bambini dietro, orari) fa contrarre ancora di più spalle e mandibola.
A questo si aggiungono le cose che facciamo prima di partire: caricare valigie, borse frigo, biciclette sul portapacchi. Spesso la schiena arriva al viaggio già stanca.
Come sederti alla guida
Non esiste una posizione perfetta, ma alcune regolazioni fanno una differenza reale:
- Sedile vicino abbastanza da arrivare a premere la frizione fino in fondo con il ginocchio ancora un po’ piegato. Se devi allungare la gamba del tutto, il bacino scivola in avanti.
- Schienale quasi dritto, leggermente inclinato. Uno schienale molto reclinato costringe a portare la testa in avanti per vedere la strada.
- Fondoschiena ben in fondo al sedile, in modo che la zona lombare appoggi. Se il sedile non ha un supporto lombare, un asciugamano arrotolato dietro la vita può aiutare.
- Volante raggiungibile con i gomiti piegati e le spalle appoggiate allo schienale.
- Poggiatesta all’altezza della parte alta della testa, non del collo.
- Portafoglio e telefono fuori dalle tasche posteriori: stare seduti ore su un portafoglio inclina il bacino da un lato.
Per chi viaggia come passeggero vale lo stesso: meglio evitare di dormire con la testa piegata di lato contro il finestrino. Un cuscino da viaggio a ciambella aiuta a tenere il collo in una posizione più neutra.
Le pause: quando e cosa fare
Il consiglio più utile è anche il più semplice: fermati ogni due ore circa, anche solo per dieci minuti. In un viaggio da Milano alla Versilia questo vuol dire una o due soste. Durante la pausa:
- cammina, anche solo intorno all’area di servizio, per qualche minuto;
- porta le mani sui fianchi e inarca piano la schiena all’indietro qualche volta, senza forzare;
- fai qualche rotazione lenta delle spalle e porta il mento verso il petto, poi guarda lentamente a destra e a sinistra;
- se hai una fitta al gluteo, appoggia un piede su un gradino o sul paraurti e piegati leggermente in avanti con la schiena dritta.
Se viaggiate in due e potete, alternatevi alla guida. Anche cambiare piccole cose durante il tragitto aiuta: spostare di poco lo schienale, cambiare l’appoggio delle mani sul volante, usare il cruise control per staccare ogni tanto il piede.
Cosa fare all’arrivo
Il primo istinto, dopo ore di macchina, è scaricare tutto in fretta e sdraiarsi. Meglio fare il contrario:
- scarica con calma, una borsa alla volta, piegando le ginocchia e tenendo i pesi vicini al corpo;
- fai una camminata di mezz’ora, sul lungomare o in pineta: è il modo più semplice per far ripartire la schiena;
- una doccia calda la sera aiuta a sciogliere la tensione di collo e spalle;
- attenzione al letto nuovo: un materasso diverso dal tuo può dare fastidio le prime notti. Se è molto morbido, a volte aiuta mettere un cuscino sotto le ginocchia se dormi a pancia in su.
Nella maggior parte dei casi la rigidità passa da sola in uno o due giorni.
Un esempio. Un signore di 45 anni, di Torino, in affitto con la famiglia a Lido di Camaiore. Era arrivato dopo sei ore di coda con una sola sosta, e la mattina dopo non riusciva a girare la testa verso sinistra né a stare seduto senza un fastidio in fondo alla schiena. Durante la valutazione la parte alta della schiena e il passaggio tra collo e torace erano molto rigidi. Abbiamo fatto due sedute a quattro giorni di distanza, con mobilizzazioni e tecniche sui tessuti, e gli ho dato due esercizi per le pause. Il collo è tornato a girare quasi del tutto dopo la prima seduta; per il viaggio di ritorno ha programmato tre soste e mi ha scritto che è arrivato a casa senza problemi.
Quando ha senso venire in studio
Se dopo due o tre giorni di vacanza la schiena o il collo sono ancora bloccati, o se il fastidio ti impedisce di goderti il mare, un trattamento breve può aiutare. Per chi è in vacanza organizzo percorsi di due o tre sedute concentrate nel periodo del soggiorno: come funzionano lo spiego in Osteopata in vacanza in Versilia. Se il problema principale è il collo, trovi altre indicazioni in Torcicollo: cosa fare.
Ci sono però situazioni in cui la prima cosa da fare è andare dal medico o in pronto soccorso: un dolore che scende nella gamba con formicolio o perdita di forza, difficoltà a controllare vescica o intestino, febbre, oppure dolore dopo un incidente, anche lieve. Ne parlo in Quando andare dall’osteopata e quando no.
Lo studio è a Camaiore, vicino all’uscita Viareggio-Camaiore dell’autostrada; se vuoi fissare una seduta durante il soggiorno, qui trovi come contattarmi.
Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. In caso di dolore forte, improvviso o accompagnato da altri sintomi, rivolgiti prima al tuo medico.




