Molte persone arrivano in studio dicendo «ho la sciatica». Di solito intendono un dolore che parte dalla zona lombare o dal gluteo e scende lungo la parte posteriore o laterale della coscia, a volte fino al polpaccio e al piede. Può essere bruciante, elettrico, oppure un dolore sordo accompagnato da formicolio. In questo articolo provo a spiegarti cosa succede, quando serve prima il medico e come lavoro io in questi casi.

Che cos’è la sciatica

Il nervo sciatico è il nervo più grande del corpo. Nasce da alcune radici nervose che escono dalla parte bassa della colonna, passa nel gluteo e scende lungo la gamba. Quando una di queste radici è irritata o compressa, il dolore viene sentito lungo il percorso del nervo, anche lontano dalla schiena. Per questo capita di avere poco mal di schiena e molto dolore al polpaccio.

Non tutto il dolore che scende nella gamba è sciatica in senso stretto. Spesso vedo dolori «riferiti»: partono da un’articolazione della schiena, dal bacino o da muscoli del gluteo contratti e si irradiano nella coscia, di solito senza superare il ginocchio. Distinguere le due situazioni è una delle prime cose che faccio durante la valutazione, perché cambia il modo di procedere.

Le cause più comuni

Le situazioni che incontro più spesso sono queste:

  • una protrusione o un’ernia del disco lombare che irrita una radice nervosa, spesso dopo uno sforzo o dopo un periodo di mal di schiena;
  • un restringimento degli spazi da cui escono i nervi, più frequente dopo i sessanta anni, che dà dolore camminando e sollievo sedendosi o piegandosi in avanti;
  • muscoli del gluteo molto tesi, come il piriforme, che possono dare sintomi simili, per esempio in chi sta tante ore seduto in macchina;
  • un bacino o un’anca che si muovono poco, per cui la zona lombare si carica di più.

Una risonanza può mostrare un’ernia, ma come per il mal di schiena l’immagine da sola non spiega tutto: ci sono persone con ernie evidenti e pochi sintomi, e persone con molto dolore e immagini quasi normali.

Quando andare prima dal medico

Ci sono segnali che richiedono una visita medica prima di qualsiasi trattamento:

  • perdita di forza nella gamba o nel piede (per esempio il piede che «ciabatta» o non riesci a camminare sulle punte o sui talloni);
  • intorpidimento nella zona dei genitali o dell’interno cosce, difficoltà a urinare o a trattenere urina e feci: in questo caso si va al pronto soccorso;
  • dolore forte anche di notte, a riposo, che non cambia con la posizione;
  • febbre, perdita di peso senza motivo, una storia di tumori;
  • sintomi in entrambe le gambe.

Se hai dubbi, ne parlo più in generale in Quando andare dall’osteopata e quando no. In molti casi il percorso migliore è quello in cui medico e osteopata lavorano in parallelo: il medico inquadra il problema e gestisce l’eventuale terapia, io mi occupo della parte meccanica.

Cosa faccio io in studio

Nella prima seduta ti chiedo come è iniziato il dolore, dove arriva, cosa lo peggiora e cosa lo allevia. Poi faccio alcuni test di movimento e alcuni test neurologici semplici (forza, riflessi, sensibilità), per capire se il nervo è coinvolto e in che misura. Se trovo qualcosa che non mi convince, ti indirizzo dal medico prima di trattare.

Quando il quadro lo permette, il trattamento non punta a «spingere dentro» il disco, che è un’idea diffusa ma sbagliata. Cerco di ridurre l’irritazione e di dare spazio e movimento alle strutture intorno al nervo. Lavoro sulla zona lombare con mobilizzazioni dolci, sul bacino, sull’anca e sui muscoli del gluteo con tecniche sui tessuti. Nella fase acuta le manipolazioni sulla zona lombare di solito le evito: preferisco tecniche lente e posizioni che non aumentano i sintomi in gamba.

Se nel corso delle sedute il dolore si ritira dalla gamba verso la schiena è un buon segno; se invece si estende verso il piede o compare debolezza, mi fermo e ne parliamo con il medico.

Un esempio. Un uomo di Camaiore, 45 anni, magazziniere, aveva dolore dal gluteo sinistro fino al polpaccio da circa tre settimane, dopo aver sollevato dei pacchi. Il medico aveva escluso segni neurologici importanti e gli aveva prescritto antinfiammatori. In studio il bacino era molto rigido e i muscoli del gluteo sinistro erano contratti. Dopo tre sedute in due settimane il dolore al polpaccio era sparito e restava un fastidio al gluteo, che è migliorato nel mese successivo con il ritorno graduale al lavoro e qualche esercizio quotidiano.

Cosa puoi fare nel frattempo

  • Resta in movimento. Camminare per brevi tratti, anche più volte al giorno, è di solito meglio che stare a letto.
  • Cerca le posizioni che danno sollievo. Per alcuni è stare sdraiati sulla schiena con le gambe su una sedia, per altri camminare; nota quali posizioni fanno ritirare il dolore dalla gamba e usale.
  • Evita di stare seduto a lungo, soprattutto su divani bassi o in macchina. Se devi guidare, fai soste frequenti.
  • Non forzare gli allungamenti. Tirare la gamba tesa per «allungare il nervo» spesso lo irrita di più. Meglio movimenti piccoli e ripetuti.
  • Segui le indicazioni del medico sui farmaci, senza aumentare le dosi da solo.

Quando la fase più acuta è passata, qualche esercizio semplice aiuta a ritrovare fiducia nel movimento: ne trovi alcuni in Esercizi per la schiena a casa.

Quanto tempo ci vuole

La sciatica tende a migliorare nel giro di alcune settimane, ma i tempi variano molto da persona a persona. Il dolore in gamba di solito è l’ultimo a scomparire del tutto, e un leggero formicolio può restare più a lungo. In studio, a Camaiore, preferisco sedute ravvicinate all’inizio e poi più distanziate, controllando ogni volta come stanno andando forza e sensibilità.

Se vuoi una valutazione per un dolore che scende nella gamba, qui trovi come prenotare.

Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. In caso di dolore forte, improvviso o accompagnato da altri sintomi, rivolgiti prima al tuo medico.