Da novembre in poi in studio arrivano più persone con la schiena bloccata. Il racconto spesso è simile: una mattina fredda, un gesto banale come raccogliere qualcosa da terra o tirare fuori la spesa dal bagagliaio, e una fitta in fondo alla schiena. Molti mi dicono «ho preso freddo». In parte è vero, ma il freddo da solo spiega poco. In questo articolo provo a mettere in ordine cosa cambia davvero d’inverno e cosa puoi fare per arrivare a primavera con meno blocchi.

Cosa fa il freddo alla schiena

Quando hai freddo i muscoli tendono a contrarsi un po’ di più, anche senza che tu te ne accorga. Lo vedi bene quando aspetti l’autobus con le spalle alzate verso le orecchie: lo stesso succede, in modo meno visibile, ai muscoli della schiena. Un muscolo freddo e già contratto è meno elastico e tollera peggio un movimento improvviso.

Gli studi che hanno cercato un legame diretto tra temperatura e mal di schiena hanno dato risultati poco chiari. Quello che conta di più, secondo me, è come cambia la vita d’inverno: ci muoviamo meno, stiamo più ore seduti, usciamo dalla macchina o dal letto senza nessun riscaldamento e poi chiediamo alla schiena uno sforzo. Il freddo fa da sfondo, ma il blocco arriva quasi sempre da una combinazione di rigidità, poco movimento e un carico preso male.

Anche l’umidità viene citata spesso, soprattutto qui vicino al mare. Molte persone sentono la schiena più rigida nelle giornate umide e grigie, e non ho motivo di dubitarne. Però non è qualcosa su cui puoi intervenire, mentre sulle abitudini sì.

Le situazioni tipiche dell’inverno

Alcuni momenti tornano spesso nei racconti di chi viene in studio tra novembre e febbraio:

  • La mattina presto. Dopo la notte i dischi intervertebrali sono più idratati e la schiena è più rigida. Se ti alzi in una casa fredda e la prima cosa che fai è chinarti sul lavandino o allacciarti le scarpe in piedi, il rischio aumenta.
  • La macchina fredda. Sali, ti siedi rigido per il freddo, guidi mezz’ora con le spalle contratte e appena scendi prendi la borsa dal sedile posteriore girandoti di lato. È un gesto che vedo spesso all’origine di un colpo della strega.
  • La legna e i lavori di stagione. Nelle zone collinari di Camaiore e Massarosa e verso le Apuane tante persone spaccano e portano legna, potano gli olivi, raccolgono le olive. Sono lavori pesanti fatti spesso nel fine settimana, dopo cinque giorni seduti.
  • Il cambio di ritmo dopo l’estate. In Versilia molti lavorano tutta l’estate negli stabilimenti, nei ristoranti, negli alberghi, sempre in piedi e in movimento. Poi arriva l’inverno e per qualche mese si fermano quasi del tutto. La schiena perde l’abitudine al movimento e alla prima occasione si fa sentire.
  • Meno sport e meno camminate. Con le giornate corte e la pioggia salta la passeggiata sul lungomare o il giro in bici. Due o tre settimane così bastano perché la schiena diventi più rigida.

Cosa puoi fare tu

Non servono grandi cambiamenti. Le cose che vedo funzionare di più sono semplici:

  • Tieni coperta la zona lombare. Una maglia lunga che resta dentro i pantaloni, soprattutto quando sei fuori o in una casa poco riscaldata. Quando ti pieghi per lavorare in giardino o raccogliere le olive è la parte che resta scoperta più spesso.
  • Scalda la schiena prima degli sforzi. Prima di portare legna o fare un lavoro pesante, cammina cinque minuti e fai qualche movimento lento: piegati in avanti appoggiando le mani sulle cosce, ruota il busto a destra e a sinistra, porta le ginocchia al petto se sei a terra. Non è allenamento, serve solo a non partire da freddo.
  • Le prime ore del mattino con calma. Una doccia calda prima di chinarti, e per lavarti i denti o i capelli piega un po’ le ginocchia e appoggia una mano al lavandino.
  • In macchina, qualche accorgimento. Lascia che l’abitacolo si scaldi qualche minuto, se puoi. Quando arrivi, scendi, fai due passi e solo dopo prendi le borse, girandoti con tutto il corpo invece di torcere la schiena da seduto.
  • Muoviti ogni giorno, anche poco. Venti o trenta minuti di camminata vanno bene, anche divisi in due. Se piove, qualche esercizio in casa: ne trovi sei semplici in Esercizi per la schiena a casa.
  • Il caldo aiuta. Una borsa dell’acqua calda sulla zona lombare la sera, quando senti la schiena tesa, aiuta molte persone a rilassare i muscoli e a dormire meglio.

Un caso tipico. Chi si blocca ogni inverno portando la legna per la stufa spesso ha le anche molto rigide e solleva i ciocchi tenendo le gambe tese, così tutto lo sforzo finisce sulla zona lombare. In questi casi, oltre a qualche seduta, lavoriamo su come piegarsi e su come caricare la carriola, e su qualche minuto di camminata prima di mettersi al lavoro. Sono cambiamenti piccoli, ma sono quelli che fanno la differenza da un inverno all’altro.

Quando andare prima dal medico

Il mal di schiena d’inverno è quasi sempre muscolare e articolare, ma alcuni segnali richiedono una visita medica prima di tutto:

  • febbre, brividi o malessere generale insieme al mal di schiena: d’inverno capita di attribuire alla schiena un dolore che viene da un’infezione, per esempio ai reni;
  • dolore molto forte anche a riposo e di notte, che non cambia con la posizione;
  • dolore che scende sotto il ginocchio con formicolio, intorpidimento o perdita di forza nella gamba (ne parlo in Sciatica);
  • difficoltà a urinare, perdita di controllo di vescica o intestino, intorpidimento nella zona genitale: in questo caso pronto soccorso;
  • dolore comparso dopo una caduta, per esempio scivolando su un marciapiede bagnato o sulle foglie, soprattutto se hai più di 65 anni o soffri di osteoporosi;
  • perdita di peso senza motivo o una storia di tumore.

Come lavoro in studio

Se arrivi con la schiena appena bloccata, il trattamento è leggero: mobilizzazioni dolci e tecniche sui tessuti per aiutare i muscoli a ridurre la contrattura, con indicazioni pratiche per i giorni successivi. Se invece vieni perché ogni inverno ti succede la stessa cosa, ci prendiamo più tempo per capire cosa c’è dietro. Guardo la zona lombare, ma anche le anche, il bacino e la parte alta della schiena, perché spesso la rigidità di una zona fa lavorare di più quella vicina. Ne parlo più in generale in Mal di schiena: come lo affronta l’osteopata.

L’osteopatia può aiutarti a muoverti meglio e a ridurre la frequenza dei blocchi, ma da sola non basta: il movimento durante la settimana e il modo in cui affronti gli sforzi contano almeno quanto le sedute.

Ricevo a Camaiore e d’inverno vedo molte persone della Versilia con la schiena bloccata o rigida. Se vuoi farti vedere, puoi prenotare una prima visita qui.

Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. In caso di dolore forte, improvviso o accompagnato da altri sintomi, rivolgiti prima al tuo medico.