Quando si parla di dolori legati al lavoro si pensa subito alla scrivania e al computer. In Versilia però molte persone fanno lavori fisici: nei laboratori del marmo di Pietrasanta e Querceta, nelle cave sopra Seravezza, nei cantieri, nelle cucine e nelle sale dei ristoranti, negli stabilimenti balneari durante la stagione. In studio vedo spesso queste persone, di solito quando il dolore dura già da un po’ e ha iniziato a pesare sul lavoro. Qui spiego cosa succede al corpo in questi mestieri e cosa si può fare per reggere meglio, senza pretendere di cambiare il lavoro.
Tre fattori: carico, ripetizione, recupero
I disturbi di chi fa lavori fisici nascono quasi sempre da un insieme di tre cose.
Il carico. Sollevare, spingere, trascinare: lastre, sacchi di cemento, casse di bevande, pentole, ombrelloni. Non è solo il peso, conta anche come lo prendi. Lo stesso sacco da 25 chili pesa in modo molto diverso sulla schiena se lo tieni vicino al corpo o con le braccia tese.
La ripetizione. Lo stesso gesto per ore: lucidare una superficie con la smerigliatrice, portare piatti su un braccio, stare chini a impastare o a tagliare. Un gesto leggero ripetuto migliaia di volte affatica tendini e muscoli quanto un gesto pesante fatto poche volte.
Il recupero. È il fattore che si trascura di più. Turni lunghi, sei o sette giorni su sette durante la stagione, poco sonno. Il corpo si adatta bene alla fatica se ha il tempo di recuperare; quando non ce l’ha, i piccoli fastidi si sommano.
Marmo e cave
Chi lavora il marmo passa molte ore in piedi, spesso piegato in avanti sul pezzo, con le braccia sollevate o tese, e usa attrezzi che vibrano. I disturbi che vedo più spesso:
- dolore lombare, legato alle ore chinati e ai sollevamenti;
- dolore alle spalle e al collo, soprattutto in chi lavora con le braccia sopra il livello delle spalle o tiene a lungo la smerigliatrice;
- fastidi a gomito, polso e mano, da presa prolungata e vibrazioni.
In cava si aggiungono il terreno irregolare, il freddo e l’umidità d’inverno, i mezzi pesanti. Qui la sicurezza e le indicazioni del medico del lavoro vengono prima di tutto.
Edilizia
Nei cantieri il carico è spesso il primo problema: sacchi, secchi, blocchi, attrezzi. Poi le posizioni: in ginocchio per i pavimenti, con le braccia alzate per soffitti e cartongesso, a lungo su scale e ponteggi. Ginocchia, spalle e schiena sono le zone che soffrono di più.
Ristorazione e stagione balneare
D’estate il lavoro in Versilia cambia ritmo. Camerieri, cuochi, baristi, bagnini, addetti agli stabilimenti lavorano per mesi con pochissime pause.
- Camerieri: chilometri al giorno, spesso su pavimenti duri, piatti e vassoi su un braccio, chinati sui tavoli. Piedi, polpacci, schiena e la spalla che porta il vassoio.
- Cuochi: in piedi davanti al piano di lavoro, spesso troppo basso, con il collo piegato in avanti. Dolore tra le scapole e in fondo alla schiena, a volte mal di testa da collo.
- Bagnini e addetti alla spiaggia: aprire e chiudere ombrelloni e lettini ogni giorno, spostare attrezzature sulla sabbia, ore in piedi o seduti in torretta. Schiena e spalle soprattutto.
Molte persone arrivano a settembre con dolori accumulati in tre mesi senza un giorno libero. Il dolore ai piedi e al tallone è frequente in chi sta in piedi tutto il giorno: ne parlo in Fascite plantare.
Cosa puoi fare tu
Non sempre si può cambiare il modo di lavorare, ma alcune cose sono quasi sempre possibili:
- sollevare vicino al corpo, con le ginocchia piegate e senza ruotare la schiena mentre sei carico: gira i piedi, non il busto;
- alternare il lato quando puoi: il vassoio, il secchio, la borsa degli attrezzi;
- piccole pause attive: anche un minuto ogni ora per raddrizzarti, aprire le spalle, muovere il collo;
- scarpe adatte, soprattutto per chi sta in piedi molte ore: suola ammortizzata, non troppo piatta, non consumata;
- alzare il piano di lavoro se possibile, anche con un rialzo: lavorare chinati per ore è una delle cause più comuni di dolore lombare (ne parlo in Mal di schiena);
- dormire abbastanza nei mesi più pesanti, e usare il giorno libero anche per camminare o nuotare, non solo per stare sul divano.
Alcuni esercizi semplici per la schiena, da fare a casa a fine turno, li trovi in Esercizi per la schiena a casa.
Dove può aiutare l’osteopata, e dove no
Nella valutazione guardo dove si concentra il carico nel tuo lavoro e quali zone si muovono poco e costringono le altre a compensare. Con il trattamento manuale (mobilizzazioni, tecniche sui tessuti, manipolazioni quando servono e sei d’accordo) cerco di restituire movimento e ridurre la tensione, e ti do indicazioni pratiche sul modo di fare i gesti che ripeti ogni giorno. Per chi fa la stagione, spesso funziona un percorso breve a inizio estate e un controllo a metà o a fine stagione.
Ci sono però situazioni in cui serve prima il medico: un infortunio sul lavoro, un dolore con formicolio o perdita di forza a braccia o gambe, un dolore che non cala neanche a riposo. Il medico del lavoro resta il riferimento per l’idoneità e la prevenzione in azienda.
Un esempio. Un uomo di 44 anni di Querceta, lucidatore in un laboratorio di marmo a Pietrasanta. Da mesi aveva dolore alla spalla destra e al collo, peggiore il venerdì. Teneva la smerigliatrice sempre con la stessa presa e il piano di lavoro gli arrivava sotto la vita. Nella valutazione la parte alta della schiena era molto rigida e la spalla compensava. Dopo quattro sedute in sei settimane, un rialzo sotto il pezzo e due esercizi per le pause, il dolore si è ridotto a un fastidio che compare solo nelle settimane più cariche.
Lo studio è a Camaiore e, quando possibile, cerco un orario compatibile con i turni: per fissare una prima visita trovi qui i contatti.
Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. In caso di dolore forte, improvviso o accompagnato da altri sintomi, rivolgiti prima al tuo medico.




