Molte persone mi descrivono lo stesso fastidio: un dolore sordo in mezzo alle scapole, a volte un punto preciso che brucia, come se ci fosse un nodo che non si scioglie. Peggiora verso sera, dopo ore alla scrivania o alla guida, e a volte si sente anche respirando a fondo. È un disturbo molto comune e quasi sempre di origine muscolare e articolare, ma ha alcune particolarità che vale la pena conoscere.

Com’è fatta la zona

La parte alta della schiena, quella tra le scapole, corrisponde alla colonna dorsale. A differenza del collo e della zona lombare, qui ogni vertebra è collegata a due coste, che a loro volta formano la gabbia toracica. Questo la rende una zona più stabile, ma anche più facile da irrigidire: se la gabbia toracica si muove poco, si muove poco anche la colonna.

Tra la colonna e le scapole ci sono diversi muscoli (i romboidi, una parte del trapezio, i muscoli che raddrizzano la schiena) che tengono le spalle al loro posto. Quando le spalle stanno a lungo in avanti, questi muscoli restano allungati e sotto sforzo, e il dolore nasce spesso da lì.

Le cause più frequenti

Nella mia esperienza il dolore tra le scapole ha quasi sempre più di un ingrediente:

  • La postura seduta prolungata. Spalle in avanti, schiena curva, testa protesa verso lo schermo. Non è una postura sbagliata in sé, ma tenuta per otto ore diventa faticosa. Ne parlo in dettaglio in postura e lavoro al computer.
  • Una respirazione corta e alta. Quando respiri solo con la parte alta del petto, il diaframma lavora poco e le coste si muovono poco. La gabbia toracica diventa rigida e con lei la colonna dorsale.
  • Lo stress. Le spalle si alzano, la respirazione si accorcia, i muscoli restano in tensione anche a riposo. Il legame tra tensione emotiva e muscoli lo spiego in stress e tensione muscolare.
  • Sforzi ripetuti con le braccia, come portare in braccio un bambino, lavorare con le braccia sollevate, verniciare un soffitto o fare tanti lavori di giardinaggio.
  • Dormire in posizioni scomode, per esempio a pancia in giù con un braccio sotto il cuscino.

Il ruolo della respirazione

Questo è un aspetto che spesso viene trascurato. Ogni volta che inspiri, le coste dovrebbero aprirsi un po’ in avanti, ai lati e anche dietro. Se la parte posteriore della gabbia toracica è bloccata, quel movimento non avviene e i muscoli tra le scapole lavorano contro una struttura rigida, migliaia di volte al giorno.

Un modo semplice per accorgertene: siediti, metti le mani sui fianchi all’altezza delle ultime coste e fai un respiro lento. Se senti le mani allargarsi, il diaframma sta lavorando. Se invece si alzano soprattutto le spalle e il petto, la respirazione è prevalentemente alta.

Cosa fa l’osteopata

Nella valutazione guardo come si muove la colonna dorsale in flessione, estensione e rotazione, come si muovono le coste quando respiri, la posizione delle spalle e del collo. Controllo anche la zona lombare, perché una parte bassa rigida spesso si accompagna a una parte alta che compensa.

Il trattamento comprende mobilizzazioni della colonna dorsale e delle coste, tecniche sui tessuti per i muscoli tra le scapole e intorno alle spalle, lavoro sul diaframma. Le manipolazioni dorsali sono spesso ben tollerate e possono essere utili, ma le uso solo se servono e se sei d’accordo. Alla fine della seduta ti mostro di solito uno o due esercizi da fare a casa, perché la differenza la fa anche quello che succede tra una seduta e l’altra.

Un esempio. Un uomo di Querceta, impiegato in un’azienda del marmo, lavorava tutto il giorno alla scrivania e la sera aveva un dolore fisso sotto la scapola destra. In valutazione la colonna dorsale ruotava poco verso destra e respirava quasi solo con la parte alta del torace. Abbiamo fatto tre sedute a distanza di una o due settimane, lavorando su dorso, coste e diaframma. Lui ha spostato il mouse più vicino al corpo e ha iniziato a fare gli esercizi di respirazione la mattina. Il dolore non è sparito del tutto, ma da quotidiano è diventato occasionale, legato ai giorni più pesanti.

Cosa puoi fare tu

  • Alzati ogni 30-40 minuti e fai qualche movimento: braccia in alto, rotazioni del busto, spalle indietro.
  • Esercizio delle braccia aperte. Seduto o in piedi, apri le braccia ai lati con i palmi in avanti e porta le scapole leggermente indietro, senza alzare le spalle. Tieni qualche respiro e rilassa. Ripeti cinque o sei volte.
  • Respirazione con le coste. Mani sui fianchi, inspira lentamente cercando di allargarle, espira con calma. Due o tre minuti al giorno bastano per cominciare.
  • Rotazioni da seduto. Seduto sul bordo della sedia, braccia incrociate sul petto, ruota lentamente il busto a destra e a sinistra, fin dove è comodo.
  • Calore la sera sulla zona dolente, se ti dà sollievo.

Trovi altri movimenti semplici in esercizi per la schiena a casa.

Quando andare prima dal medico

Il dolore tra le scapole è quasi sempre muscolare, ma in alcuni casi può essere il segnale di un problema diverso, che va escluso dal medico. Rivolgiti prima a lui, o al pronto soccorso se il dolore è forte e improvviso, quando:

  • il dolore arriva all’improvviso, è intenso e si accompagna a oppressione al petto, fiato corto, sudorazione, nausea, o si irradia al braccio sinistro o alla mandibola;
  • c’è febbre, tosse persistente o dolore che peggiora molto respirando;
  • il dolore è legato ai pasti, alla digestione, o si accompagna a bruciore di stomaco;
  • c’è stato un trauma, come una caduta sulla schiena;
  • il dolore è presente anche di notte a riposo, senza posizioni che lo allevino, o c’è perdita di peso senza motivo.

Ricevo nello studio di Camaiore. Se il dolore tra le scapole ti accompagna da tempo, qui puoi fissare una prima visita.

Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. In caso di dolore forte, improvviso o accompagnato da altri sintomi, rivolgiti prima al tuo medico.