# Matteo Bertacca · Osteopata in Versilia > Osteopata in Versilia: trattamenti osteopatici a Camaiore, Pietrasanta, Viareggio, Forte dei Marmi e dintorni. Articoli semplici per capire l’osteopatia e come può aiutarti. ## Chi è Matteo Bertacca Matteo Bertacca è un osteopata che riceve a Camaiore (LU), in Versilia, Toscana. Lavora con un approccio manuale e valuta il corpo nel suo insieme. Si occupa soprattutto di mal di schiena, collo e cervicale, mal di testa di origine muscolare, tensioni da postura e lavoro al computer, fastidi ricorrenti nello sport. Segue persone di Camaiore, Lido di Camaiore, Pietrasanta, Forte dei Marmi, Viareggio, Marina di Pietrasanta, Seravezza, Massarosa e di tutta la Versilia. Per chi è in vacanza in Versilia organizza percorsi brevi: due o tre sedute ravvicinate e un piano da seguire a casa. Prima di diventare osteopata ha lavorato per anni come personal trainer e preparatore atletico. ## Formazione - Diploma in Osteopatia (D.O.), SOFI Tirrenica, Pisa (2020–2025) - Laurea magistrale in Scienze e tecniche dell'attività motoria preventiva e adattata, Università di Pisa (2018–2020) - Laurea triennale in Scienze motorie, Università di Pisa (2015–2018) - Corsi di massaggio sportivo (CSEN) e di taping elastico (ATS), Pisa (2016–2017) - Certified Personal Fitness Trainer, ISSA (2015) ## Prima visita e contatti - Prenotazione: messaggio WhatsApp (https://wa.me/393407970063) - Telefono: +39 340 797 0063 - Studio: Camaiore (LU) - La prima visita è gratuita e dura circa un'ora: colloquio, valutazione, trattamento manuale, piano con il numero indicativo di sedute. - Pagina: https://matteobertacca.com/#contatti # Articolo: Mal di schiena e freddo: perché d'inverno la schiena si blocca di più > Mal di schiena d'inverno: cosa cambia con il freddo, le situazioni in cui la schiena si blocca più spesso, cosa puoi fare tu e quando serve prima il medico. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-11-06 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/mal-di-schiena-freddo-inverno/ Da novembre in poi in studio arrivano più persone con la schiena bloccata. Il racconto spesso è simile: una mattina fredda, un gesto banale come raccogliere qualcosa da terra o tirare fuori la spesa dal bagagliaio, e una fitta in fondo alla schiena. Molti mi dicono «ho preso freddo». In parte è vero, ma il freddo da solo spiega poco. In questo articolo provo a mettere in ordine cosa cambia davvero d'inverno e cosa puoi fare per arrivare a primavera con meno blocchi. ## Cosa fa il freddo alla schiena Quando hai freddo i muscoli tendono a contrarsi un po' di più, anche senza che tu te ne accorga. Lo vedi bene quando aspetti l'autobus con le spalle alzate verso le orecchie: lo stesso succede, in modo meno visibile, ai muscoli della schiena. Un muscolo freddo e già contratto è meno elastico e tollera peggio un movimento improvviso. Gli studi che hanno cercato un legame diretto tra temperatura e mal di schiena hanno dato risultati poco chiari. Quello che conta di più, secondo me, è come cambia la vita d'inverno: ci muoviamo meno, stiamo più ore seduti, usciamo dalla macchina o dal letto senza nessun riscaldamento e poi chiediamo alla schiena uno sforzo. Il freddo fa da sfondo, ma il blocco arriva quasi sempre da una combinazione di rigidità, poco movimento e un carico preso male. Anche l'umidità viene citata spesso, soprattutto qui vicino al mare. Molte persone sentono la schiena più rigida nelle giornate umide e grigie, e non ho motivo di dubitarne. Però non è qualcosa su cui puoi intervenire, mentre sulle abitudini sì. ## Le situazioni tipiche dell'inverno Alcuni momenti tornano spesso nei racconti di chi viene in studio tra novembre e febbraio: - **La mattina presto.** Dopo la notte i dischi intervertebrali sono più idratati e la schiena è più rigida. Se ti alzi in una casa fredda e la prima cosa che fai è chinarti sul lavandino o allacciarti le scarpe in piedi, il rischio aumenta. - **La macchina fredda.** Sali, ti siedi rigido per il freddo, guidi mezz'ora con le spalle contratte e appena scendi prendi la borsa dal sedile posteriore girandoti di lato. È un gesto che vedo spesso all'origine di un [colpo della strega](https://matteobertacca.com/articoli/colpo-della-strega-cosa-fare/). - **La legna e i lavori di stagione.** Nelle zone collinari di Camaiore e Massarosa e verso le Apuane tante persone spaccano e portano legna, potano gli olivi, raccolgono le olive. Sono lavori pesanti fatti spesso nel fine settimana, dopo cinque giorni seduti. - **Il cambio di ritmo dopo l'estate.** In Versilia molti lavorano tutta l'estate negli stabilimenti, nei ristoranti, negli alberghi, sempre in piedi e in movimento. Poi arriva l'inverno e per qualche mese si fermano quasi del tutto. La schiena perde l'abitudine al movimento e alla prima occasione si fa sentire. - **Meno sport e meno camminate.** Con le giornate corte e la pioggia salta la passeggiata sul lungomare o il giro in bici. Due o tre settimane così bastano perché la schiena diventi più rigida. ## Cosa puoi fare tu Non servono grandi cambiamenti. Le cose che vedo funzionare di più sono semplici: - **Tieni coperta la zona lombare.** Una maglia lunga che resta dentro i pantaloni, soprattutto quando sei fuori o in una casa poco riscaldata. Quando ti pieghi per lavorare in giardino o raccogliere le olive è la parte che resta scoperta più spesso. - **Scalda la schiena prima degli sforzi.** Prima di portare legna o fare un lavoro pesante, cammina cinque minuti e fai qualche movimento lento: piegati in avanti appoggiando le mani sulle cosce, ruota il busto a destra e a sinistra, porta le ginocchia al petto se sei a terra. Non è allenamento, serve solo a non partire da freddo. - **Le prime ore del mattino con calma.** Una doccia calda prima di chinarti, e per lavarti i denti o i capelli piega un po' le ginocchia e appoggia una mano al lavandino. - **In macchina, qualche accorgimento.** Lascia che l'abitacolo si scaldi qualche minuto, se puoi. Quando arrivi, scendi, fai due passi e solo dopo prendi le borse, girandoti con tutto il corpo invece di torcere la schiena da seduto. - **Muoviti ogni giorno, anche poco.** Venti o trenta minuti di camminata vanno bene, anche divisi in due. Se piove, qualche esercizio in casa: ne trovi sei semplici in [Esercizi per la schiena a casa](https://matteobertacca.com/articoli/esercizi-per-la-schiena-a-casa/). - **Il caldo aiuta.** Una borsa dell'acqua calda sulla zona lombare la sera, quando senti la schiena tesa, aiuta molte persone a rilassare i muscoli e a dormire meglio. **Un caso tipico.** Chi si blocca ogni inverno portando la legna per la stufa spesso ha le anche molto rigide e solleva i ciocchi tenendo le gambe tese, così tutto lo sforzo finisce sulla zona lombare. In questi casi, oltre a qualche seduta, lavoriamo su come piegarsi e su come caricare la carriola, e su qualche minuto di camminata prima di mettersi al lavoro. Sono cambiamenti piccoli, ma sono quelli che fanno la differenza da un inverno all'altro. ## Quando andare prima dal medico Il mal di schiena d'inverno è quasi sempre muscolare e articolare, ma alcuni segnali richiedono una visita medica prima di tutto: - febbre, brividi o malessere generale insieme al mal di schiena: d'inverno capita di attribuire alla schiena un dolore che viene da un'infezione, per esempio ai reni; - dolore molto forte anche a riposo e di notte, che non cambia con la posizione; - dolore che scende sotto il ginocchio con formicolio, intorpidimento o perdita di forza nella gamba (ne parlo in [Sciatica](https://matteobertacca.com/articoli/sciatica-osteopatia/)); - difficoltà a urinare, perdita di controllo di vescica o intestino, intorpidimento nella zona genitale: in questo caso pronto soccorso; - dolore comparso dopo una caduta, per esempio scivolando su un marciapiede bagnato o sulle foglie, soprattutto se hai più di 65 anni o soffri di osteoporosi; - perdita di peso senza motivo o una storia di tumore. ## Come lavoro in studio Se arrivi con la schiena appena bloccata, il trattamento è leggero: mobilizzazioni dolci e tecniche sui tessuti per aiutare i muscoli a ridurre la contrattura, con indicazioni pratiche per i giorni successivi. Se invece vieni perché ogni inverno ti succede la stessa cosa, ci prendiamo più tempo per capire cosa c'è dietro. Guardo la zona lombare, ma anche le anche, il bacino e la parte alta della schiena, perché spesso la rigidità di una zona fa lavorare di più quella vicina. Ne parlo più in generale in [Mal di schiena: come lo affronta l'osteopata](https://matteobertacca.com/articoli/mal-di-schiena-osteopatia/). L'osteopatia può aiutarti a muoverti meglio e a ridurre la frequenza dei blocchi, ma da sola non basta: il movimento durante la settimana e il modo in cui affronti gli sforzi contano almeno quanto le sedute. Ricevo a Camaiore e d'inverno vedo molte persone della Versilia con la schiena bloccata o rigida. Se vuoi farti vedere, puoi [prenotare una prima visita qui](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Domande frequenti sull'osteopatia > Le risposte alle domande più comuni prima di una visita osteopatica: prescrizione, dolore, abbigliamento, sedute, gravidanza, bambini, anziani e vacanze in Versilia. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-11-05 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/domande-frequenti-osteopatia/ Ci sono domande che mi fanno quasi tutti, al telefono o su WhatsApp, prima di prenotare la prima visita. Le ho raccolte qui con risposte brevi. Per ogni argomento, se vuoi approfondire, trovi il link all'articolo in cui ne parlo in modo più completo. ## Serve la prescrizione del medico? No, per prenotare una visita dall'osteopata non serve una prescrizione. Se però hai un problema di salute che ti preoccupa, o un dolore nato senza una ragione chiara, è meglio sentire prima il tuo medico. L'osteopatia lavora insieme alla medicina, non al suo posto, e se nella valutazione trovo qualcosa che richiede un medico o un esame te lo dico e ti indirizzo. ## Quanto costa la prima visita? La prima visita è gratuita. È il momento in cui mi racconti il problema, faccio la valutazione e ti dico se e come possiamo lavorare insieme. Per le sedute successive ti do tutte le informazioni in studio o quando mi scrivi. Come si svolge la prima visita lo spiego [nella home del sito](https://matteobertacca.com/#prima-visita). ## Il trattamento fa male? Non dovrebbe. Su una zona molto tesa può capitare di sentire un po' di fastidio, ma se senti dolore vero me lo dici e cambio tecnica. Le manipolazioni (i movimenti rapidi che a volte fanno il classico «crack») le uso solo quando servono e solo se sei d'accordo: molte persone non le ricevono mai. Nelle 24-48 ore successive è possibile sentirsi un po' indolenziti, come dopo una sessione di ginnastica, e passa da solo. ## Cosa devo portare? Gli esami che hai già fatto, se riguardano il problema per cui vieni: radiografie, ecografie, risonanze, referti di visite mediche. Non sono indispensabili, ma aiutano. È utile anche sapere quali farmaci prendi e se hai avuto interventi o traumi in passato, anche lontani. ## Come mi devo vestire? Con abiti comodi: pantaloncini o leggings e una maglietta vanno benissimo. Per vedere meglio la schiena potrei chiederti di togliere la maglietta, ma non è obbligatorio: si lavora bene anche attraverso un tessuto leggero. Se preferisci restare vestito, dimmelo senza problemi. ## Quanto dura una seduta? La prima visita dura circa un'ora, perché comprende il colloquio, la valutazione e il primo trattamento. Le sedute successive durano di solito 40-45 minuti. Come si svolgono passo per passo lo racconto in [Come funziona una seduta dall'osteopata](https://matteobertacca.com/articoli/come-funziona-una-seduta-dall-osteopata/). ## Quante sedute servono? Dipende dal problema e da quanto tempo te lo porti dietro. Per un disturbo recente, come un blocco della schiena o un torcicollo, spesso bastano poche sedute ravvicinate. Per un dolore che dura da anni serve più tempo e di solito anche qualche cambiamento nelle abitudini. Dopo la prima visita ti do un'indicazione realistica. Ne parlo in [Quante sedute servono dall'osteopata](https://matteobertacca.com/articoli/quante-sedute-servono-dall-osteopata/). ## Posso fare sport dopo il trattamento? Il giorno stesso è meglio evitare allenamenti intensi o gare: muoviti, cammina, ma lascia al corpo qualche ora per adattarsi. Dal giorno dopo, di solito, puoi riprendere le tue attività, a meno che non ti abbia dato indicazioni diverse. Se fai sport con regolarità e vuoi sapere come l'osteopatia può inserirsi nella tua preparazione, leggi [Osteopatia e sport](https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-e-sport/). ## Si può fare in gravidanza? Sì, in genere sì, con tecniche adattate e posizioni comode (sul fianco, seduta), e tenendo conto di quello che ti dicono il ginecologo o l'ostetrica che ti seguono. In gravidanza la schiena e il bacino cambiano molto e i fastidi lombari sono frequenti. Ne parlo in [Osteopatia in gravidanza](https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-in-gravidanza/) e, per il periodo successivo, in [Osteopatia dopo il parto](https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-dopo-il-parto/). ## Si può fare ai bambini e agli anziani? Sì, adattando le tecniche all'età. Con i bambini e i ragazzi il trattamento è molto delicato e un genitore è sempre presente. Con le persone anziane si tiene conto di eventuali problemi come osteoporosi, protesi o farmaci, e si usano tecniche dolci, senza movimenti bruschi. Per chi ha superato i 65 anni ho scritto un articolo apposta: [Osteopatia dopo i 65 anni](https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-over-65/). ## L'osteopatia è rimborsabile o detraibile? Dipende da diversi fattori: la normativa fiscale in vigore, la documentazione rilasciata, la tua eventuale assicurazione sanitaria o il fondo integrativo del tuo lavoro. Per questo non posso darti una risposta valida per tutti. Chiedimi pure in studio che tipo di fattura rilascio, e per la parte fiscale verifica con il tuo commercialista o con il CAF; per i rimborsi, con la tua assicurazione o il tuo fondo. ## Posso venire se sono in vacanza in Versilia? Sì, e lo fanno in molti, soprattutto d'estate. Per chi è in vacanza organizzo percorsi brevi, di solito due o tre sedute nell'arco del soggiorno, con qualche esercizio da portare a casa. Come funziona lo spiego in [Osteopata in vacanza in Versilia](https://matteobertacca.com/articoli/osteopata-in-vacanza-in-versilia/). Se il problema è nato durante il viaggio o in spiaggia, potrebbero esserti utili anche [Mal di schiena in viaggio](https://matteobertacca.com/articoli/mal-di-schiena-in-viaggio/) e [Schiena e collo in spiaggia](https://matteobertacca.com/articoli/schiena-in-spiaggia/). ## Quando è meglio andare prima dal medico? Ci sono situazioni in cui la prima cosa da fare è sentire il medico, o andare al pronto soccorso se la situazione è urgente: - dolore dopo una caduta o un incidente, anche lieve; - febbre, perdita di peso senza motivo, sudorazione notturna insieme al dolore; - formicolio persistente, perdita di forza a un braccio o a una gamba; - difficoltà a controllare vescica o intestino; - dolore al petto, mancanza di fiato, un mal di testa improvviso e molto forte o diverso dal solito; - un dolore che non cala mai, neanche a riposo o di notte. In questi casi l'osteopatia, se ha senso, viene dopo. Ne parlo più a fondo in [Quando andare dall'osteopata e quando no](https://matteobertacca.com/articoli/quando-andare-dall-osteopata-e-quando-no/). ## Che differenza c'è con il fisioterapista o il chiropratico? Sono professioni diverse, con formazioni e approcci diversi, e spesso si completano. In breve: l'osteopata lavora con tecniche manuali e guarda il corpo nel suo insieme, cercando le zone che si muovono poco e costringono le altre a compensare. Le differenze le spiego in [Osteopata, fisioterapista e chiropratico](https://matteobertacca.com/articoli/osteopata-fisioterapista-chiropratico-differenze/). Se hai una domanda che qui non trovi, puoi farmela direttamente quando [mi contatti](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Quando andare dall'osteopata (e quando no) > I casi in cui l'osteopatia è una buona scelta, quelli in cui serve prima un medico e i segnali da non ignorare. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-10-31 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/quando-andare-dall-osteopata-e-quando-no/ In questo articolo provo a spiegare quando ha senso venire in studio, quando è meglio prima passare dal medico, e quali segnali non vanno mai ignorati. ## Quando l'osteopatia è una buona scelta In generale, l'osteopatia dà il meglio sui problemi **meccanici** del corpo: dolori e rigidità che hanno a che fare con come ti muovi, come stai, cosa fai durante il giorno. In particolare: - **Mal di schiena** senza una causa grave, acuto o cronico ([ne ho parlato qui](https://matteobertacca.com/articoli/mal-di-schiena-osteopatia/)). - **Dolore al collo, rigidità, mal di testa di origine muscolare** ([qui](https://matteobertacca.com/articoli/cervicale-e-mal-di-testa/)). - **Dolori a spalle, anche, ginocchia** che vanno e vengono, con esami a posto, e che nessuno ti ha spiegato bene. - **Tensioni da lavoro sedentario** o da posture ripetute ([qui](https://matteobertacca.com/articoli/postura-e-lavoro-al-computer/)). - **Fastidi ricorrenti nello sport** ([qui](https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-e-sport/)). - **Rigidità generale**, soprattutto con l'età: «non sono più elastico come una volta». - **Recupero dopo distorsioni o piccoli traumi**, una volta superata la fase acuta e con il via libera del medico. - **Dopo una gravidanza**, per aiutare il corpo a ritrovare un equilibrio. In tutti questi casi il corpo si è adattato a qualcosa e ora fa fatica: è il tipo di problema su cui il trattamento osteopatico funziona meglio. ## Quando prima serve il medico Ci sono situazioni in cui l'osteopata non deve essere la prima porta a cui bussi. Non perché l'osteopatia non possa aiutare dopo, ma perché prima va escluso qualcosa di serio. - **Dolore dopo un trauma importante**: caduta, incidente, colpo forte. Prima una valutazione medica ed eventualmente una radiografia. - **Dolore che non cambia con la posizione o il movimento**, che c'è anche a riposo e di notte, che ti sveglia. Il dolore meccanico cambia; quello che non cambia va indagato. - **Febbre, perdita di peso senza motivo, stanchezza insolita** insieme al dolore. - **Perdita di forza** a un braccio o a una gamba, formicolio persistente, difficoltà a controllare vescica o intestino. - **Mal di testa improvviso e violento**, diverso dai soliti, con disturbi della vista, della parola o confusione. - **Dolore al petto**, soprattutto se con affanno o sudore: pronto soccorso. - **Bambini con dolore persistente**: sempre prima il pediatra. - **Malattie note** che riguardano ossa o articolazioni (osteoporosi grave, tumori, infezioni, artrite reumatoide attiva): l'osteopatia può avere un ruolo, ma dentro un percorso deciso con il medico. Se arrivi in studio con uno di questi segnali, la prima cosa che faccio è indirizzarti dove devi andare. ## Quando non serve (o non ancora) Ci sono anche casi in cui, semplicemente, l'osteopata non è necessario: - **Un indolenzimento dopo un'attività nuova** (i primi giorni in palestra, un trasloco): aspetta tre o quattro giorni, passa da solo. - **Un torcicollo o un blocco lieve di un giorno**: caldo, movimento dolce, pazienza. Se dopo una settimana c'è ancora, allora vieni. - **Un problema che ha bisogno soprattutto di forza**: se la schiena fa male perché i muscoli sono deboli, il trattamento aiuta ma la soluzione è un programma di esercizi, e te lo dico. ## E se non sei sicuro Scrivimi. Un messaggio con due righe su cosa senti e da quanto, e ti rispondo se ha senso vederci o se è meglio sentire prima qualcun altro. Non costa niente e ti risparmia una seduta inutile. Il percorso, se si parte, è di solito breve: ne parlo in [Quante sedute servono](https://matteobertacca.com/articoli/quante-sedute-servono-dall-osteopata/). Ricevo a Camaiore, in Versilia; [qui i contatti](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Esercizi per la schiena da fare a casa: 6 movimenti semplici > Esercizi per la schiena da fare a casa: sei movimenti semplici e sicuri per la zona lombare e la mobilità, spiegati passo per passo, e quando fermarsi. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-10-26 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/esercizi-per-la-schiena-a-casa/ Alla fine di quasi ogni seduta lascio alla persona uno o due esercizi da fare a casa. Non sono niente di complicato: servono a mantenere il movimento che abbiamo recuperato e a non far tornare rigida la schiena tra una seduta e l'altra. In questo articolo raccolgo quelli che consiglio più spesso per la zona lombare, spiegati come li spiego in studio. Sono pensati per chi ha una schiena rigida o un fastidio lombare ricorrente, non per un blocco acuto e non al posto di una valutazione. Se il dolore è forte o non sai da cosa dipende, prima fatti vedere. Del mal di schiena in generale parlo in [Mal di schiena: come lo affronta l'osteopata](https://matteobertacca.com/articoli/mal-di-schiena-osteopatia/). ## Prima di iniziare - Ti serve un tappetino o un tappeto non troppo morbido. Il letto è troppo cedevole. - Fai gli esercizi con calma, respirando normalmente. Nessuno di questi va fatto in fretta o a scatti. - Il movimento deve dare al massimo una leggera sensazione di tensione o di allungamento, mai dolore. Se un esercizio fa male, saltalo. - Bastano 10-15 minuti, meglio tutti i giorni che un'ora una volta a settimana. Molte persone li fanno la sera, altre al mattino per sciogliere la schiena. ## Gli esercizi da sdraiato **1. Respirazione con la pancia.** Sdraiati sulla schiena con le ginocchia piegate e i piedi appoggiati a terra. Metti una mano sulla pancia e una sul petto. Inspira dal naso lasciando che si sollevi la mano sulla pancia, mentre quella sul petto si muove poco. Espira lentamente dalla bocca. Fai 8-10 respiri. Serve a rilassare i muscoli della schiena e a far lavorare il diaframma, che è collegato alla colonna lombare. **2. Basculamento del bacino.** Nella stessa posizione, espirando, appiattisci la parte bassa della schiena contro il pavimento, come se volessi schiacciare una mano messa lì sotto. Inspirando, torna alla posizione di partenza, lasciando che la schiena si inarchi appena. Il movimento è piccolo, lo fa il bacino, non le gambe. Ripeti 10-15 volte. Dovresti sentire la zona lombare che si muove senza fatica. **3. Ginocchio al petto.** Sempre sdraiato, porta un ginocchio verso il petto tenendolo con le mani dietro la coscia. L'altra gamba resta piegata con il piede a terra. Tieni 20-30 secondi respirando, poi cambia gamba. Fai 2-3 volte per lato. Senti un allungamento in fondo alla schiena e nel gluteo. Se ti trovi bene puoi portare su entrambe le ginocchia insieme. **4. Rotazione delle ginocchia.** Ginocchia piegate e unite, piedi a terra, braccia aperte. Lascia scendere lentamente le ginocchia verso destra, fin dove ti senti comodo, tenendo le spalle appoggiate. Torna al centro e scendi verso sinistra. Ripeti 8-10 volte per lato. Il movimento è morbido, non serve arrivare a terra con le ginocchia. ## Gli esercizi a quattro zampe e il ponte **5. Gatto e cammello.** Mettiti a quattro zampe, mani sotto le spalle e ginocchia sotto le anche. Espirando, arrotonda la schiena verso l'alto e lascia scendere la testa, come un gatto che si stira. Inspirando, lascia scendere la pancia e porta lo sguardo leggermente in avanti, senza forzare la curva. Ripeti 8-10 volte, lentamente. È un esercizio di mobilità per tutta la colonna. Se hai male alle ginocchia, metti un cuscino sotto. **6. Ponte.** Torna sulla schiena con le ginocchia piegate e i piedi alla larghezza delle anche. Spingi sui talloni e solleva il bacino da terra, finché cosce e busto sono più o meno in linea. Tieni 3-5 secondi, poi scendi piano, una vertebra alla volta. Ripeti 8-12 volte. Devi sentire lavorare i glutei e il retro delle cosce, non la schiena. Se senti tirare la zona lombare, sali meno. Chi passa molte ore seduto può aggiungere qualche movimento durante la giornata: ne parlo in [Postura e lavoro al computer](https://matteobertacca.com/articoli/postura-e-lavoro-al-computer/). ## Quando fermarsi Smetti di fare gli esercizi e fatti valutare se: - il dolore aumenta durante l'esercizio o nelle ore successive, invece di restare uguale o diminuire; - il dolore scende nella gamba, sotto il ginocchio, o compaiono formicolio e intorpidimento; - ti senti la gamba debole o fai fatica a camminare sui talloni o sulle punte; - dopo due o tre settimane di esercizi regolari non noti nessun cambiamento. Se sei appena rimasto bloccato con la schiena, questi esercizi non sono il primo passo: nei primi giorni conviene muoversi con cautela, come spiego in [Colpo della strega: cosa fare](https://matteobertacca.com/articoli/colpo-della-strega-cosa-fare/). ## Quando andare prima dal medico Prima di qualsiasi esercizio va sentito il medico se il mal di schiena si accompagna a febbre, perdita di peso senza motivo, difficoltà a controllare vescica o intestino, intorpidimento nella zona tra le gambe, perdita di forza a una gamba, oppure se è arrivato dopo una caduta. Lo stesso vale se hai l'osteoporosi, hai avuto un intervento alla colonna o sei in gravidanza: alcuni di questi esercizi vanno adattati. Gli esercizi aiutano a mantenere la schiena mobile, ma non dicono perché fa male. Se vuoi capirlo con una valutazione nel mio studio di Camaiore, [qui trovi i contatti](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Osteopatia dopo i 65 anni: rigidità, artrosi ed equilibrio > Osteopatia over 65: come può aiutare con rigidità, artrosi ed equilibrio, con tecniche delicate e attenzione a osteoporosi, anticoagulanti e altri farmaci. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-10-21 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-over-65/ Una parte importante delle persone che seguo nel mio studio di Camaiore ha superato i 65 anni. Spesso arrivano perché un figlio o un'amica le ha mandate, a volte con un po' di diffidenza: pensano che l'osteopatia sia fatta di manovre brusche, adatte ai giovani o agli sportivi. In realtà con le persone più avanti con gli anni lavoro in modo molto delicato, e l'obiettivo è quasi sempre lo stesso: muoversi meglio e con meno dolore, per continuare a fare le cose di tutti i giorni. ## I motivi per cui le persone over 65 vengono in studio **Rigidità.** La schiena che al mattino fa fatica a «partire», il collo che non gira abbastanza per guardare indietro in macchina, le spalle che non arrivano più al ripiano alto della cucina. Con gli anni i tessuti perdono elasticità e, se ci si muove meno, la rigidità aumenta. **Artrosi.** Ginocchia, anche, mani, colonna. L'artrosi è molto comune e la radiografia la mostra quasi sempre dopo una certa età, ma l'intensità del dolore non dipende solo da quanto è avanzata. Conta molto anche come lavorano i muscoli e le articolazioni vicine. Di anca e ginocchio parlo in [Dolore all'anca](https://matteobertacca.com/articoli/dolore-anca-osteopatia/) e [Dolore al ginocchio](https://matteobertacca.com/articoli/dolore-al-ginocchio-osteopatia/). **Equilibrio e insicurezza nel camminare.** Caviglie rigide, piedi che sentono meno il terreno, passo più corto. Molte persone iniziano a camminare guardando per terra e a uscire meno per paura di cadere, e così si muovono ancora meno. **Dolori dopo un intervento.** Dopo una protesi d'anca o di ginocchio, finita la fisioterapia, a volte restano compensi nella schiena o nell'altra gamba. ## Come lavoro La prima visita dura un po' di più. Ti chiedo quali malattie hai, quali farmaci prendi, se hai fatto interventi, se hai referti recenti (radiografie, densitometria ossea). Mi servono per scegliere le tecniche giuste e per capire se qualcosa va prima chiarito con il medico. Poi guardo come cammini, come ti alzi da una sedia, come ti giri. Il trattamento si basa su: - **mobilizzazioni lente e ripetute** delle articolazioni, sempre entro un movimento che non dà dolore; - **tecniche sui tessuti** per muscoli e fasce che si sono irrigiditi; - **lavoro sulla respirazione** e sulla gabbia toracica, che con gli anni tende a chiudersi; - **attenzione ai piedi e alle caviglie**, che contano molto per l'equilibrio. Lavoriamo nella posizione che è più comoda per te, anche seduta se distenderti sul lettino è faticoso. Ti lascio sempre uno o due esercizi semplici da fare a casa, perché quello che si fa tra una seduta e l'altra conta quanto la seduta stessa. **Un esempio.** Un signore di Seravezza, 74 anni, ex marmista, aveva smesso di fare la sua passeggiata quotidiana perché dopo dieci minuti gli faceva male la schiena e si sentiva poco stabile. Aveva un'artrosi lombare nota e prendeva un anticoagulante. Abbiamo lavorato con tecniche molto leggere su colonna, anche e caviglie, e gli ho dato due esercizi per l'equilibrio da fare appoggiato al lavello della cucina. Dopo cinque sedute in due mesi camminava di nuovo per mezz'ora, con qualche pausa. L'artrosi naturalmente è rimasta, ma il dolore era più sopportabile. ## Osteoporosi, anticoagulanti e altri farmaci Questa è la parte a cui faccio più attenzione. - **Osteoporosi.** Se le ossa sono fragili non uso manipulazioni con spinta e non faccio pressioni forti su coste e colonna. Lavoro solo con mobilizzazioni dolci e tecniche sui tessuti. Se non sai se hai l'osteoporosi ma hai avuto fratture per traumi piccoli, ne parliamo con il tuo medico. - **Anticoagulanti e antiaggreganti.** Chi li prende fa lividi più facilmente. Uso pressioni leggere ed evito tecniche profonde. È importante che tu me lo dica, anche se ti sembra un dettaglio. - **Cortisone preso a lungo**, che può rendere più fragili ossa e pelle. - **Farmaci per la pressione** che a volte danno un capogiro quando ci si alza in fretta: alla fine della seduta ti alzi con calma, prima seduta e poi in piedi. - **Protesi e interventi alla colonna.** Si lavora intorno, rispettando le indicazioni del chirurgo. L'osteopatia non sostituisce le cure del medico né le terapie per l'artrosi o l'osteoporosi. Si affianca, e se noto qualcosa che non mi convince ti chiedo di sentire il tuo medico prima di continuare. ## Cosa puoi fare tu ogni giorno - **Cammina tutti i giorni**, anche poco. In Versilia abbiamo il lungomare piatto e le pinete, ideali per una passeggiata regolare. - **Alzati dalla sedia senza mani** qualche volta al giorno, se riesci in sicurezza: è un ottimo esercizio per le gambe. - **Allena l'equilibrio** stando su un piede per qualche secondo, tenendoti al lavello o allo schienale di una sedia stabile. - **Muovi le articolazioni** al mattino prima di alzarti: piegare e stendere le caviglie, ruotare piano le ginocchia da sdraiato. - **Tieni la casa sicura**: tappeti fissati, luci notturne, oggetti di uso comune a portata di mano. ## Quando andare prima dal medico Alcuni sintomi vanno valutati dal medico prima di qualsiasi trattamento: - dolore dopo una caduta, anche lieve: dopo una certa età può esserci una frattura anche senza un trauma forte; - dolore alla schiena che non cambia con il movimento e peggiora di notte; - perdita di peso senza motivo, febbre, stanchezza insolita; - vertigini nuove, cadute ripetute senza un motivo chiaro; - debolezza improvvisa a un braccio o a una gamba, bocca storta, difficoltà a parlare: in questo caso chiama subito il 112; - dolore al petto o fiato corto. Ne parlo in modo più generale in [Quando andare dall'osteopata e quando no](https://matteobertacca.com/articoli/quando-andare-dall-osteopata-e-quando-no/). Se vuoi fissare una prima visita, per te o per un tuo familiare, [qui trovi i contatti](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Osteopatia dopo il parto: schiena, bacino, collo e spalle > Osteopatia dopo il parto: quando iniziare, come aiuta schiena, bacino, collo e spalle affaticati da allattamento e bambino in braccio, insieme all'ostetrica. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-10-16 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-dopo-il-parto/ Nei mesi dopo il parto l'attenzione va tutta al bambino, ed è giusto così. Però il corpo della mamma ha appena attraversato nove mesi di cambiamenti e un parto, e subito dopo si trova a fare cose nuove per molte ore al giorno: allattare, cullare, sollevare la carrozzina, cambiare il pannolino su un fasciatoio troppo basso. In studio vedo spesso donne che arrivano due o tre mesi dopo il parto dicendo che pensavano fosse normale avere sempre male alla schiena o al collo. In questo articolo ti spiego quali disturbi sono più frequenti, quando ha senso iniziare un trattamento e come mi coordino con chi ti segue per il pavimento pelvico. ## I disturbi che vedo più spesso **Collo e spalle.** Durante l'allattamento si sta a lungo con la testa piegata in avanti a guardare il bambino, le spalle chiuse e un braccio che sostiene il suo peso. Dopo qualche settimana compaiono rigidità alla nuca, mal di testa, dolore tra le scapole. Di quest'ultimo parlo in [Dolore tra le scapole](https://matteobertacca.com/articoli/dolore-tra-le-scapole/). **Schiena lombare.** Il bambino in braccio, quasi sempre sullo stesso fianco, con il bacino spinto in fuori per sostenerlo. Poi l'ovetto da agganciare in macchina, la carrozzina da caricare nel bagagliaio. Gli addominali in questa fase sostengono ancora poco, e la zona lombare compensa. **Bacino e coccige.** Il bacino può restare dolorante per un po', soprattutto se durante la gravidanza c'era già dolore, oppure dopo un parto lungo. Il dolore al coccige, che si sente stando seduta, è abbastanza comune dopo un parto vaginale. **Polsi e mani.** Il modo in cui si prende in braccio un neonato, con il pollice aperto e il polso piegato, sovraccarica i tendini del polso. Anche questo è un disturbo frequente nei primi mesi. ## Quando iniziare Prima di qualsiasi trattamento è importante aver fatto il controllo dopo il parto con il ginecologo o l'ostetrica, che di solito si fa intorno alle sei settimane. Dopo un cesareo aspetto che la ferita sia ben guarita e che il medico abbia dato il suo parere. Non c'è fretta: se il dolore è sopportabile, qualche settimana in più non cambia molto. Se invece hai già seguito un percorso in gravidanza (ne parlo in [Osteopatia in gravidanza](https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-in-gravidanza/)), possiamo riprendere quando il medico ti ha visitata e tu ti senti pronta. Il bambino può venire con te. Se ha fame o piange ci fermiamo, non è un problema. ## Come lavoro Nella valutazione guardo il collo, la parte alta della schiena, la zona lombare e il bacino, e ti chiedo di mostrarmi come allatti e come prendi in braccio il bambino. Spesso è lì che si trova il motivo per cui il dolore non passa. Il trattamento usa mobilizzazioni della colonna e del bacino, tecniche sui tessuti per le spalle e il collo, e un lavoro sul diaframma e sulle coste, che dopo mesi di pancia hanno bisogno di ritrovare il loro movimento. Dopo un cesareo lavoro con attenzione intorno alla cicatrice e non direttamente sopra, finché non è completamente guarita. **Il pavimento pelvico** richiede invece un lavoro specifico, che non faccio io. Se hai perdite di urina, senso di peso in basso, dolore nei rapporti o una separazione evidente degli addominali (la diastasi), la persona giusta è l'ostetrica o la fisioterapista che si occupa di riabilitazione del pavimento pelvico. In Versilia ce ne sono diverse brave, e quando serve indirizzo le pazienti da loro. I due percorsi vanno bene insieme: io lavoro su schiena, bacino e postura, loro sul pavimento pelvico e sugli addominali. **Un esempio.** Una mamma di Massarosa, con una bambina di quattro mesi, aveva dolore al collo e alla spalla destra e mal di testa quasi ogni sera. Allattava sempre seduta sul bordo del divano, piegata in avanti, con la bambina appoggiata sul braccio destro. Abbiamo lavorato sulla parte alta della schiena e sul collo, e abbiamo sistemato la posizione dell'allattamento con un cuscino sotto la bambina e la schiena appoggiata. Dopo tre sedute i mal di testa erano diventati rari. La spalla le dava ancora un po' fastidio nelle giornate più pesanti, ma sapeva come gestirla. ## Piccoli accorgimenti che aiutano - **Porta il bambino al seno**, non il seno al bambino: un cuscino da allattamento o un paio di cuscini sotto di lui evitano di piegarti in avanti. - **Schiena appoggiata** quando allatti, con i piedi a terra o su un piccolo sgabello. - **Alterna il fianco** su cui tieni il bambino in braccio, anche se uno ti viene più naturale. - **Fasciatoio all'altezza giusta**: dovresti poter cambiare il pannolino senza piegare la schiena. - **Piega le ginocchia** per sollevare l'ovetto o il bambino dal lettino, tenendolo vicino al corpo. - Quando riesci, qualche esercizio leggero per la schiena: ne trovi alcuni in [Esercizi per la schiena a casa](https://matteobertacca.com/articoli/esercizi-per-la-schiena-a-casa/). ## Quando andare prima dal medico Nelle settimane dopo il parto alcuni sintomi vanno segnalati subito al ginecologo, all'ostetrica o al medico di famiglia: - febbre, oppure una cicatrice arrossata, calda o che perde liquido; - perdite di sangue che aumentano invece di diminuire; - dolore, calore e gonfiore a un polpaccio, o fiato corto improvviso; - dolore al seno con arrossamento e febbre; - formicolio o perdita di forza alle gambe; - tristezza, ansia o stanchezza che non passano e ti fanno sentire senza forze. Anche questo è un motivo valido per parlarne con il medico. Ricevo a Camaiore. Quando ti senti pronta e hai fatto il controllo dopo il parto, [qui trovi i contatti per fissare una visita](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Osteopatia in gravidanza: mal di schiena, bacino e sciatalgia > Osteopatia in gravidanza: come si trattano mal di schiena, dolore al bacino e sciatalgia con tecniche delicate, d'accordo con ginecologo e ostetrica. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-10-11 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-in-gravidanza/ Durante la gravidanza il corpo cambia molto in pochi mesi. Il peso aumenta, il baricentro si sposta in avanti, gli ormoni rendono più elastici i legamenti del bacino. È normale che in questo periodo compaiano dolori alla schiena o al bacino, e in studio vedo spesso donne che arrivano nel secondo o nel terzo trimestre perché camminare, dormire o alzarsi dal divano è diventato faticoso. In questo articolo ti spiego quali disturbi incontro più spesso, come lavoro con una donna in gravidanza e quando invece è necessario sentire prima il ginecologo o l'ostetrica. ## I disturbi più comuni **Mal di schiena lombare.** La pancia che cresce aumenta la curva della zona lombare e i muscoli della schiena lavorano di più per tenerti in equilibrio. Il fastidio di solito peggiora la sera o dopo essere state molto in piedi. **Dolore al bacino.** Può essere sentito dietro, sui glutei, all'altezza delle articolazioni sacro-iliache, oppure davanti, sull'osso pubico. Tipicamente dà fastidio quando ti giri nel letto, quando sali le scale, quando ti infili i pantaloni stando su una gamba sola o quando scendi dalla macchina. **Sciatalgia.** Un dolore che dal gluteo scende lungo la coscia, a volte fino al polpaccio. In gravidanza spesso non dipende da un problema del disco ma dalla tensione dei muscoli del gluteo e del bacino, che irritano il nervo lungo il suo percorso. Ne parlo in modo più generale in [Sciatica e osteopatia](https://matteobertacca.com/articoli/sciatica-osteopatia/). A questi si aggiungono spesso tensioni alla parte alta della schiena e al collo, dovute al seno più pesante e alla respirazione che, con l'utero che sale, si sposta verso il torace. ## Come lavoro con una donna in gravidanza La [prima seduta](https://matteobertacca.com/articoli/come-funziona-una-seduta-dall-osteopata/) inizia sempre con alcune domande: a che settimana sei, come sta andando la gravidanza, cosa ti hanno detto il ginecologo o l'ostetrica, se ci sono state complicazioni. Ti chiedo anche di portare gli ultimi referti, se li hai a portata di mano. Se la gravidanza è considerata a rischio o ti è stato consigliato riposo, non tratto senza il via libera di chi ti segue. Poi osservo come cammini, come ti alzi, come si muovono il bacino e la schiena. Il trattamento è adattato alla tua situazione: - **Posizioni comode.** Dopo i primi mesi non si sta a pancia in giù, e nel terzo trimestre evito di farti stare a lungo distesa sulla schiena. Lavoro soprattutto con te sdraiata su un fianco, con un cuscino tra le ginocchia, oppure seduta. - **Tecniche delicate.** Uso mobilizzazioni lente del bacino e della schiena, tecniche sui tessuti per i glutei e la zona lombare, lavoro sul diaframma e sulle coste per aiutare la respirazione. In gravidanza non uso manipulazioni con spinta sulla colonna lombare. - **Tempi brevi.** Se una posizione diventa scomoda la cambiamo subito. Le sedute in gravidanza sono spesso un po' più corte. L'obiettivo è ridurre il dolore e aiutarti a muoverti meglio nelle settimane che restano, non cambiare la postura che la gravidanza richiede. **Un esempio.** Una ragazza di Camaiore, alla ventottesima settimana, aveva dolore sul lato destro del bacino che le scendeva nel gluteo, soprattutto quando si girava nel letto. La ginecologa aveva escluso altre cause e le aveva detto che poteva provare l'osteopatia. Il bacino a destra si muoveva poco e i muscoli del gluteo erano molto contratti. Abbiamo fatto tre sedute a distanza di dieci giorni, lavorando su un fianco, e le ho mostrato come alzarsi dal letto girandosi tutta insieme. Il dolore non è sparito del tutto, ma è diventato gestibile e ha ripreso a dormire meglio fino al parto. ## Cosa puoi fare tu nel frattempo - **Dormi su un fianco** con un cuscino tra le ginocchia e uno sotto la pancia. Riduce la torsione del bacino quando sei distesa. - **Muoviti ogni giorno**: camminare con calma, nuotare o fare ginnastica in acqua sono di solito ben tollerati, sempre con l'approvazione di chi ti segue. - **Ginocchia unite** quando scendi dalla macchina o ti giri nel letto: muovi gambe e bacino insieme, senza aprirle. - **Siediti per vestirti**, soprattutto per pantaloni, calze e scarpe, invece di stare su una gamba sola. - **Evita di portare pesi** su un solo lato, come la borsa della spesa o un altro figlio sempre sullo stesso fianco. ## Quando sentire subito il ginecologo o l'ostetrica Alcuni sintomi non hanno niente a che fare con i muscoli e vanno segnalati subito a chi segue la gravidanza, o in pronto soccorso ostetrico: - perdite di sangue o di liquido; - contrazioni regolari o dolore alla pancia forte prima del termine; - dolore lombare ritmico che va e viene come un crampo; - mal di testa forte con disturbi della vista, oppure gonfiore improvviso di viso e mani; - febbre, bruciore quando urini o dolore al fianco; - dolore, calore e gonfiore a un solo polpaccio; - il bambino che si muove molto meno del solito; - formicolio o perdita di forza alla gamba, o difficoltà a controllare vescica e intestino. In questi casi non si va dall'osteopata: prima va capito cosa sta succedendo. ## Dopo il parto Il corpo continua a cambiare anche dopo la nascita, e molte donne che ho seguito in gravidanza tornano qualche settimana dopo il parto per la schiena e le spalle. Ne parlo in [Osteopatia dopo il parto](https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-dopo-il-parto/). Ricevo nel mio studio a Camaiore. Se sei in gravidanza e vuoi una valutazione, [qui trovi come prenotarla](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Stress e tensione muscolare: come l'ansia si sente nel corpo > Stress e ansia possono tradursi in tensione muscolare a collo, spalle e diaframma: cosa può fare il trattamento manuale, cosa non può fare e quali abitudini aiutano. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-10-06 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/stress-e-tensione-muscolare/ Molte persone che vengono in studio per il collo rigido o le spalle contratte, a un certo punto della visita mi dicono: «In effetti è un periodo pesante». Un cambio di lavoro, un familiare da seguire, problemi economici, notti dormite male. Lo stress infatti si traduce anche in tensioni muscolari precise, che si possono sentire e spesso anche vedere. ## Cosa succede nel corpo quando sei sotto stress Davanti a una situazione impegnativa il corpo si prepara ad agire: il battito accelera, il respiro si fa più rapido, i muscoli si mettono in tensione. È una reazione utile quando dura poco. Il problema nasce quando la situazione si prolunga per settimane o mesi e il corpo non torna mai davvero a riposo. In quel caso alcuni muscoli restano contratti in modo quasi continuo, e lo fanno senza che tu te ne accorga. Le zone che vedo coinvolte più spesso sono tre. ## Le zone più colpite **Collo e spalle.** Le spalle salgono verso le orecchie e restano lì. Il trapezio, il muscolo che va dal collo alla spalla, diventa duro e dolente. Spesso compare un mal di testa che parte dalla nuca, come racconto in [cervicale e mal di testa](https://matteobertacca.com/articoli/cervicale-e-mal-di-testa/). **Il diaframma e la gabbia toracica.** Sotto stress il respiro diventa corto e alto, fatto con il petto e le spalle anziché con l'addome. Il diaframma lavora meno, le coste si irrigidiscono, e può comparire un senso di peso sul petto o la sensazione di non riuscire a fare un respiro completo. Una gabbia toracica rigida si accompagna spesso a un [dolore tra le scapole](https://matteobertacca.com/articoli/dolore-tra-le-scapole/). **La mandibola.** Stringere i denti, di giorno o di notte, è una delle risposte più comuni allo stress. Al mattino la mascella è stanca, le tempie fanno male. Ne parlo in [bruxismo e dolore alla mandibola](https://matteobertacca.com/articoli/mandibola-e-bruxismo/). A queste si aggiungono a volte la zona lombare, lo stomaco che si chiude, il sonno che si fa leggero. E il sonno scarso, a sua volta, abbassa la soglia del dolore: i fastidi che di solito tolleri diventano più difficili da sopportare. ## Cosa può fare il trattamento manuale Durante la valutazione cerco di capire dove si concentra la tensione e come respiri. Il trattamento lavora con tecniche sui tessuti, mobilizzazioni lente del collo e della parte alta della schiena, lavoro sul diaframma e sulle coste. Il ritmo della seduta è calmo e molte persone, alla fine, mi dicono di sentirsi più leggere e di respirare meglio. In concreto, il trattamento manuale può: - ridurre la rigidità e il dolore muscolare in collo, spalle e schiena; - restituire movimento alla gabbia toracica e aiutarti a ritrovare una respirazione più ampia; - farti accorgere di dove tieni la tensione, cosa che spesso le persone non sanno; - darti qualche strumento pratico, come esercizi di respirazione e movimento, da usare a casa. ## Cosa non può fare È importante dirlo con chiarezza. L'osteopatia non cura l'ansia, la depressione o i disturbi del sonno, e non elimina le cause dello stress. Se il carico che stai vivendo resta lo stesso, la tensione tende a tornare. Quando l'ansia è forte, ti impedisce di fare le cose di tutti i giorni, o si accompagna ad attacchi di panico, insonnia persistente, umore molto basso, il riferimento è il medico di famiglia, che può indirizzarti a uno psicologo o a uno psichiatra. In questi casi il trattamento manuale può affiancare il loro lavoro, non sostituirlo. Mi capita di consigliare a qualcuno di parlarne con il proprio medico, e lo faccio volentieri. **Un esempio.** Un uomo di Massarosa, 45 anni, artigiano, veniva per un dolore al collo e alle spalle che durava da qualche mese. Durante il colloquio mi ha raccontato che stava assistendo il padre malato e dormiva cinque ore a notte. Respirava quasi solo con la parte alta del petto e le spalle erano molto contratte. Abbiamo fatto quattro sedute in un mese e mezzo, e gli ho insegnato un esercizio di respirazione da fare la sera. Il dolore al collo è migliorato, anche se nei giorni più faticosi tornava. Gli ho anche suggerito di parlare con il suo medico del sonno, cosa che ha fatto. ## Abitudini che aiutano Alcune cose semplici, fatte con costanza, fanno una differenza reale: - **Respirazione lenta.** Due volte al giorno, per tre o quattro minuti: mano sulla pancia, inspira dal naso lasciando che l'addome si gonfi, espira lentamente dalla bocca, un po' più a lungo dell'inspirazione. - **Controlla le spalle.** Più volte al giorno chiediti dove sono. Se sono alte, lasciale scendere con un'espirazione. - **Muoviti ogni giorno.** Una camminata di mezz'ora aiuta a scaricare la tensione più di quanto si pensi. In Versilia abbiamo la fortuna di avere il lungomare e le colline a pochi minuti: anche una passeggiata sulla spiaggia d'inverno va benissimo. - **Proteggi il sonno.** Orari regolari, meno schermi la sera, caffè non oltre il primo pomeriggio. - **Pause durante il lavoro.** Alzarsi ogni tanto dalla scrivania serve al corpo e anche alla testa. ## Quando andare prima dal medico Alcuni sintomi che si attribuiscono allo stress possono avere altre cause e vanno valutati dal medico prima di tutto: dolore o oppressione al petto, palpitazioni, fiato corto anche a riposo, vertigini importanti, perdita di peso senza motivo, mal di testa nuovo e forte. Se hai dubbi, parlane prima con il tuo medico di famiglia. Ricevo a Camaiore. Se senti che la tensione si è fermata nel collo o nelle spalle, [qui trovi come fissare una prima visita](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Bruxismo e dolore alla mandibola: il legame con collo e mal di testa > Bruxismo, mandibola che scrocca o fa male: come l'articolazione temporo-mandibolare si collega a collo e mal di testa e come lavoro insieme al dentista. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-10-01 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/mandibola-e-bruxismo/ Al mattino ti svegli con la mascella stanca, a volte con un leggero mal di testa alle tempie. Quando mangi o sbadigli senti un clic davanti all'orecchio. Oppure è il dentista a dirti che i denti sono consumati e che probabilmente li stringi di notte. Sono situazioni che vedo spesso in studio, e quasi sempre la persona arriva per un altro motivo: il collo rigido o il mal di testa. ## Cos'è il bruxismo Il bruxismo è l'abitudine di stringere o digrignare i denti. Può succedere di notte, durante il sonno, e in quel caso spesso te lo fa notare chi dorme con te perché sente il rumore. Oppure di giorno, quando sei concentrato, alla guida o in un momento di tensione: in quel caso di solito non si digrigna, si stringe. A riposo i denti superiori e inferiori non dovrebbero stare a contatto: la lingua appoggia sul palato e tra le arcate rimane un piccolo spazio. Prova a controllare adesso: se i denti si stringono e la mascella è serrata, è probabile che tu lo faccia spesso anche senza accorgertene. ## L'articolazione temporo-mandibolare La mandibola si articola con il cranio in due punti, davanti alle orecchie: sono le articolazioni temporo-mandibolari, abbreviate in ATM. Puoi sentirle mettendo le dita davanti al trago dell'orecchio e aprendo la bocca. Dentro ogni articolazione c'è un piccolo disco che scorre quando apri e chiudi. Se i muscoli che muovono la mandibola sono molto contratti, o se il disco non scorre in modo regolare, possono comparire: - un clic o uno scrocchio quando apri la bocca; - dolore davanti all'orecchio, alla tempia o alla guancia; - difficoltà ad aprire bene la bocca, o la sensazione che la mandibola si sposti da un lato; - senso di orecchio chiuso o fastidio all'orecchio senza problemi all'orecchio stesso; - stanchezza della mascella al risveglio o dopo aver masticato a lungo. Un clic senza dolore e senza limitazioni è frequente e spesso non richiede nessun trattamento. Diventa un problema quando si accompagna a dolore o blocchi. ## Mandibola, collo e mal di testa I muscoli che chiudono la bocca sono tra i più forti del corpo. Il massetere si sente sulla guancia stringendo i denti, il temporale sulla tempia. Quando lavorano molte ore di notte, al mattino sono affaticati e possono dare un dolore che senti alle tempie e intorno agli occhi. C'è poi un legame stretto con il collo. Quando stringi i denti, si attivano anche i muscoli della nuca e quelli davanti al collo, perché testa e mandibola devono restare stabili. Allo stesso modo, una testa spostata in avanti cambia la posizione della mandibola e il lavoro dei suoi muscoli. Per questo chi soffre di bruxismo ha molto spesso anche un collo contratto, e chi ha una cervicale che fa male spesso ha anche la mandibola tesa. Del rapporto tra collo e mal di testa parlo in [cervicale e mal di testa](https://matteobertacca.com/articoli/cervicale-e-mal-di-testa/). Il bruxismo ha cause diverse, che spesso si sommano: lo stress e l'ansia hanno un ruolo importante (ne parlo in [stress e tensione muscolare](https://matteobertacca.com/articoli/stress-e-tensione-muscolare/)), così come alcuni disturbi del sonno, il consumo di caffè o alcol la sera e, in alcuni casi, aspetti legati ai denti e al morso. ## Il lavoro con il dentista e lo gnatologo Sui denti, sul morso e sui bite il riferimento è il dentista, o lo gnatologo, che è il dentista che si occupa in modo specifico della mandibola e delle ATM. Sono loro a valutare se c'è usura dei denti, se serve un bite notturno e come deve essere fatto. Io lavoro sulla parte muscolare e articolare intorno: i muscoli masticatori, il collo, la parte alta della schiena, la respirazione. Quando una persona porta un bite, il trattamento manuale può aiutare i muscoli ad adattarsi. Quando invece arriva da me senza aver mai fatto vedere i denti, e sospetto un bruxismo importante, le consiglio di passare dal dentista. Le due cose funzionano meglio insieme. Nel trattamento uso tecniche sui tessuti per massetere e temporale, mobilizzazioni delicate della mandibola, lavoro sul collo e sulla zona tra cranio e prime vertebre. Alcune tecniche si fanno anche dall'interno della bocca, con i guanti, e solo se sei d'accordo. **Un esempio.** Una ragazza di Lido di Camaiore, studentessa universitaria, veniva per mal di testa alle tempie che comparivano soprattutto al mattino, nei periodi di esami. Il dentista le aveva già segnalato un'usura dei denti e le aveva fatto un bite, che però usava poco perché al risveglio la mascella le faceva male. In valutazione il collo era molto rigido e i masseteri erano tesi. Abbiamo fatto quattro sedute in due mesi, lavorando su mandibola, collo e respirazione, e lei ha ripreso a usare il bite con regolarità. I mal di testa mattutini si sono diradati, anche se nei periodi di esami tornano un po' e in quei momenti fa una seduta di controllo. ## Cosa puoi fare tu - **Controlla la posizione a riposo** più volte al giorno: labbra chiuse, denti separati, lingua appoggiata al palato dietro i denti superiori. Un post-it sullo schermo o sul cruscotto aiuta a ricordarlo. - **Calore sulle guance** la sera, per qualche minuto, per rilassare i muscoli. - **Evita gomme da masticare** e cibi molto duri nei periodi in cui la mandibola fa male. - **Riduci caffè e alcol la sera**, che possono peggiorare la tensione notturna. - **Non forzare l'apertura** se la mandibola è bloccata: muovila con delicatezza, senza cercare lo scrocchio. ## Quando andare prima dal medico o dal dentista Fai vedere la situazione al medico o al dentista prima di un trattamento manuale se: - la bocca si blocca aperta o chiusa e non riesci a sbloccarla; - c'è gonfiore al viso, febbre, dolore a un dente o alle gengive; - il dolore è comparso dopo un colpo o una caduta sul mento; - hai dolore alla mandibola durante uno sforzo, insieme a oppressione al petto o fiato corto (va escluso un problema cardiaco, subito); - il mal di testa è nuovo, molto forte o diverso dal solito. Se vuoi una valutazione nello studio di Camaiore, [trovi qui come prenotare](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Dolore tra le scapole: da dove nasce e cosa fare > Dolore tra le scapole e parte alta della schiena rigida: il ruolo della postura seduta e della respirazione, cosa fa l'osteopata e cosa puoi fare tu. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-09-26 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/dolore-tra-le-scapole/ Molte persone mi descrivono lo stesso fastidio: un dolore sordo in mezzo alle scapole, a volte un punto preciso che brucia, come se ci fosse un nodo che non si scioglie. Peggiora verso sera, dopo ore alla scrivania o alla guida, e a volte si sente anche respirando a fondo. È un disturbo molto comune e quasi sempre di origine muscolare e articolare, ma ha alcune particolarità che vale la pena conoscere. ## Com'è fatta la zona La parte alta della schiena, quella tra le scapole, corrisponde alla colonna dorsale. A differenza del collo e della zona lombare, qui ogni vertebra è collegata a due coste, che a loro volta formano la gabbia toracica. Questo la rende una zona più stabile, ma anche più facile da irrigidire: se la gabbia toracica si muove poco, si muove poco anche la colonna. Tra la colonna e le scapole ci sono diversi muscoli (i romboidi, una parte del trapezio, i muscoli che raddrizzano la schiena) che tengono le spalle al loro posto. Quando le spalle stanno a lungo in avanti, questi muscoli restano allungati e sotto sforzo, e il dolore nasce spesso da lì. ## Le cause più frequenti Nella mia esperienza il dolore tra le scapole ha quasi sempre più di un ingrediente: - **La postura seduta prolungata.** Spalle in avanti, schiena curva, testa protesa verso lo schermo. Non è una postura sbagliata in sé, ma tenuta per otto ore diventa faticosa. Ne parlo in dettaglio in [postura e lavoro al computer](https://matteobertacca.com/articoli/postura-e-lavoro-al-computer/). - **Una respirazione corta e alta.** Quando respiri solo con la parte alta del petto, il diaframma lavora poco e le coste si muovono poco. La gabbia toracica diventa rigida e con lei la colonna dorsale. - **Lo stress.** Le spalle si alzano, la respirazione si accorcia, i muscoli restano in tensione anche a riposo. Il legame tra tensione emotiva e muscoli lo spiego in [stress e tensione muscolare](https://matteobertacca.com/articoli/stress-e-tensione-muscolare/). - **Sforzi ripetuti con le braccia**, come portare in braccio un bambino, lavorare con le braccia sollevate, verniciare un soffitto o fare tanti lavori di giardinaggio. - **Dormire in posizioni scomode**, per esempio a pancia in giù con un braccio sotto il cuscino. ## Il ruolo della respirazione Questo è un aspetto che spesso viene trascurato. Ogni volta che inspiri, le coste dovrebbero aprirsi un po' in avanti, ai lati e anche dietro. Se la parte posteriore della gabbia toracica è bloccata, quel movimento non avviene e i muscoli tra le scapole lavorano contro una struttura rigida, migliaia di volte al giorno. Un modo semplice per accorgertene: siediti, metti le mani sui fianchi all'altezza delle ultime coste e fai un respiro lento. Se senti le mani allargarsi, il diaframma sta lavorando. Se invece si alzano soprattutto le spalle e il petto, la respirazione è prevalentemente alta. ## Cosa fa l'osteopata Nella valutazione guardo come si muove la colonna dorsale in flessione, estensione e rotazione, come si muovono le coste quando respiri, la posizione delle spalle e del collo. Controllo anche la zona lombare, perché una parte bassa rigida spesso si accompagna a una parte alta che compensa. Il trattamento comprende mobilizzazioni della colonna dorsale e delle coste, tecniche sui tessuti per i muscoli tra le scapole e intorno alle spalle, lavoro sul diaframma. Le manipolazioni dorsali sono spesso ben tollerate e possono essere utili, ma le uso solo se servono e se sei d'accordo. Alla fine della seduta ti mostro di solito uno o due esercizi da fare a casa, perché la differenza la fa anche quello che succede tra una seduta e l'altra. **Un esempio.** Un uomo di Querceta, impiegato in un'azienda del marmo, lavorava tutto il giorno alla scrivania e la sera aveva un dolore fisso sotto la scapola destra. In valutazione la colonna dorsale ruotava poco verso destra e respirava quasi solo con la parte alta del torace. Abbiamo fatto tre sedute a distanza di una o due settimane, lavorando su dorso, coste e diaframma. Lui ha spostato il mouse più vicino al corpo e ha iniziato a fare gli esercizi di respirazione la mattina. Il dolore non è sparito del tutto, ma da quotidiano è diventato occasionale, legato ai giorni più pesanti. ## Cosa puoi fare tu - **Alzati ogni 30-40 minuti** e fai qualche movimento: braccia in alto, rotazioni del busto, spalle indietro. - **Esercizio delle braccia aperte.** Seduto o in piedi, apri le braccia ai lati con i palmi in avanti e porta le scapole leggermente indietro, senza alzare le spalle. Tieni qualche respiro e rilassa. Ripeti cinque o sei volte. - **Respirazione con le coste.** Mani sui fianchi, inspira lentamente cercando di allargarle, espira con calma. Due o tre minuti al giorno bastano per cominciare. - **Rotazioni da seduto.** Seduto sul bordo della sedia, braccia incrociate sul petto, ruota lentamente il busto a destra e a sinistra, fin dove è comodo. - **Calore** la sera sulla zona dolente, se ti dà sollievo. Trovi altri movimenti semplici in [esercizi per la schiena a casa](https://matteobertacca.com/articoli/esercizi-per-la-schiena-a-casa/). ## Quando andare prima dal medico Il dolore tra le scapole è quasi sempre muscolare, ma in alcuni casi può essere il segnale di un problema diverso, che va escluso dal medico. Rivolgiti prima a lui, o al pronto soccorso se il dolore è forte e improvviso, quando: - il dolore arriva all'improvviso, è intenso e si accompagna a oppressione al petto, fiato corto, sudorazione, nausea, o si irradia al braccio sinistro o alla mandibola; - c'è febbre, tosse persistente o dolore che peggiora molto respirando; - il dolore è legato ai pasti, alla digestione, o si accompagna a bruciore di stomaco; - c'è stato un trauma, come una caduta sulla schiena; - il dolore è presente anche di notte a riposo, senza posizioni che lo allevino, o c'è perdita di peso senza motivo. Ricevo nello studio di Camaiore. Se il dolore tra le scapole ti accompagna da tempo, [qui puoi fissare una prima visita](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Postura e lavoro al computer: perché fa male e cosa fare davvero > Schiena, collo e spalle dopo otto ore al computer o in smart working: cosa conta davvero nella postura, come sistemare la postazione e cosa può fare l'osteopata. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-09-21 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/postura-e-lavoro-al-computer/ Una buona parte delle persone che entrano nel mio studio lavora seduta: uffici, smart working, partite IVA al tavolo della cucina. I sintomi sono sempre gli stessi: collo rigido, spalle contratte, schiena bassa che tira a fine giornata, a volte formicolio alle mani. E molti arrivano convinti di avere «una brutta postura». ## Esiste una postura corretta? Non esiste la postura perfetta. Esiste la postura **tenuta troppo a lungo**. Puoi stare seduto nel modo più corretto del mondo: se non ti muovi per tre ore, i muscoli si stancano, le articolazioni si irrigidiscono e qualcosa inizia a dolere. Il corpo è fatto per cambiare posizione in continuazione. Il problema del lavoro al computer non è *come* stai seduto, ma che stai seduto *sempre nello stesso modo*. Quindi, più che cercare la posizione giusta, conviene cambiarla spesso. ## Perché fa male proprio lì **Il collo.** Lo schermo è basso (il portatile, quasi sempre) e la testa va in avanti. I muscoli della nuca reggono cinque chili in posizione sfavorevole per ore. Ne ho parlato in [Cervicale e mal di testa](https://matteobertacca.com/articoli/cervicale-e-mal-di-testa/). **Le spalle.** Le braccia sono in avanti sulla tastiera, le spalle le seguono e si chiudono. I muscoli tra le scapole si allungano e si stancano, quelli davanti si accorciano. **La schiena bassa.** Seduti, il bacino tende a ruotare indietro e la curva lombare si appiattisce. I dischi sono più caricati che in piedi. Dopo un po' la zona si irrigidisce e, quando ti alzi, ci vogliono due passi per «raddrizzarsi». **Le mani.** Polsi piegati su tastiera e mouse per ore comprimono i nervi che passano di lì: da qui formicolii e intorpidimento. ## Cosa può fare l'osteopata Il trattamento lavora sulle zone che si sono irrigidite: la parte alta della schiena (che nei lavoratori seduti è quasi sempre bloccata), il collo, le spalle, il bacino, il diaframma. L'obiettivo è ridare al corpo il movimento che le ore di sedia gli hanno tolto, in modo che la giornata lavorativa pesi su un sistema più libero. Va detto però che, se tratto la tua schiena e tu torni alla stessa postazione per otto ore al giorno, il beneficio dura pochi giorni. Per questo nella prima seduta dedico sempre del tempo a come è fatta la tua postazione. Spesso bastano due modifiche per cambiare la situazione. ## Come sistemare la postazione 1. **Lo schermo all'altezza degli occhi.** Se usi un portatile, serve un supporto (va bene anche una pila di libri) e una tastiera e un mouse esterni. Questa è la modifica più importante di tutte. 2. **I gomiti a 90 gradi**, appoggiati o vicini al corpo. Se la scrivania è alta, alza la sedia e metti qualcosa sotto i piedi. 3. **La schiena appoggiata.** Usa lo schienale. Se la sedia non sostiene la zona lombare, un cuscino arrotolato dietro la schiena funziona. 4. **Il telefono non tra orecchio e spalla.** Auricolari o vivavoce. 5. **Luce e vista.** Se strizzi gli occhi per leggere, allunghi il collo in avanti. Aumenta il carattere, controlla la vista. ## Muoversi durante la giornata Più delle regole sulla postazione, conta questo: - **Alzati ogni 30-40 minuti**, anche solo per un minuto. Metti un timer. Vai a prendere l'acqua, guarda fuori dalla finestra. - **Cambia posizione** anche da seduto: appoggiati indietro, piegati in avanti, accavalla, scavalla. - **Due minuti di mobilità** un paio di volte al giorno: cerchi con le spalle, rotazioni del busto, qualche piegamento in avanti. - **Cammina** almeno mezz'ora al giorno. In Versilia il lungomare e la pineta sono comodi per farlo. ## Un esempio Un'avvocata di Pietrasanta, 38 anni, smart working da tre anni al tavolo della cucina con il portatile. Collo, spalle e mal di testa quotidiano. Parte alta della schiena completamente bloccata. Tre sedute, un supporto per il portatile da venti euro, una tastiera esterna e un timer sul telefono ogni quaranta minuti. Dopo un mese: «Non mi ricordo l'ultimo mal di testa». Se vuoi fissare una visita, [qui trovi i contatti](https://matteobertacca.com/#contatti): ricevo a Camaiore e seguo persone da tutta la Versilia. --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Dolore all'anca: inguine, gluteo e il legame con schiena e ginocchio > Dolore all'anca, all'inguine o al gluteo, rigidità al mattino e fatica a mettere le scarpe: cause comuni, segnali da non ignorare e come lavora l'osteopata. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-09-16 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/dolore-anca-osteopatia/ Quando una persona mi dice «mi fa male l'anca», la prima cosa che le chiedo è di indicarmi dove. Le risposte sono molto diverse: c'è chi mette la mano sull'inguine, chi sul fianco, chi sul gluteo. Sono tre zone diverse e spesso corrispondono a problemi diversi. In questo articolo ti spiego come ragiono di fronte a un dolore all'anca e perché, quasi sempre, guardo anche schiena e ginocchio. ## Dove fa male, e cosa può voler dire **Inguine.** Il dolore nella piega tra coscia e addome è quello più legato all'articolazione dell'anca vera e propria. Spesso si accompagna a rigidità: fatica a mettere le calze o le scarpe, a salire in macchina, ad accavallare le gambe. Dopo i cinquanta anni una causa frequente è l'artrosi, ma lo vedo anche in persone più giovani e sportive. **Fianco.** Il dolore sulla parte esterna, sopra l'osso che sporge, è spesso legato ai tendini e alle borse dei muscoli che stabilizzano il bacino. Tipicamente fa male dormire su quel lato, stare in piedi su una gamba sola, salire le scale. È frequente nelle donne dopo i quaranta anni e in chi cammina o corre molto. **Gluteo.** Qui bisogna fare attenzione, perché il dolore al gluteo spesso non viene dall'anca ma dalla schiena o dall'articolazione tra osso sacro e bacino. Se scende anche nella gamba, ne parlo in [Sciatica](https://matteobertacca.com/articoli/sciatica-osteopatia/). ## Anca, schiena e ginocchio: perché li guardo insieme L'anca è un'articolazione fatta per muoversi molto: ruota, si flette, si apre. Quando perde movimento, le zone vicine compensano. - **La schiena lombare** ruota e si piega al posto dell'anca. Molte lombalgie che vedo hanno un'anca rigida alle spalle, come racconto nell'articolo sul [mal di schiena](https://matteobertacca.com/articoli/mal-di-schiena-osteopatia/). - **Il ginocchio** subisce torsioni che non dovrebbe fare. Un'anca che ruota poco verso l'interno, o muscoli del gluteo deboli che lasciano cadere il ginocchio verso l'interno quando scendi le scale, possono contribuire al [dolore al ginocchio](https://matteobertacca.com/articoli/dolore-al-ginocchio-osteopatia/). - **Il piede** cambia appoggio, e il carico si distribuisce in modo diverso su tutta la gamba. Vale anche al contrario: una caviglia che si è storta anni fa o un ginocchio operato possono cambiare il modo in cui cammini e sovraccaricare l'anca. ## Quando andare prima dal medico - Dolore comparso dopo una caduta, soprattutto in una persona anziana o con osteoporosi: potrebbe esserci una frattura, anche se riesci a camminare. - Anca calda, gonfia, con febbre. - Dolore forte di notte che non cambia con la posizione. - Zoppia improvvisa senza motivo evidente. - Nei bambini e nei ragazzi, un dolore all'anca o al ginocchio con zoppia va sempre visto dal pediatra o dal medico. Per l'artrosi avanzata il punto di riferimento è l'ortopedico, che valuta se e quando serve un intervento. Il trattamento manuale può aiutare a gestire il dolore e la rigidità, ma non cambia la forma dell'articolazione. ## Cosa faccio in studio Nella valutazione osservo come cammini, come ti alzi da una sedia, come stai in equilibrio su una gamba. Poi controllo il movimento dell'anca in tutte le direzioni, il bacino, la zona lombare, il ginocchio e il piede. Cerco di capire quale zona sta lavorando troppo e quale troppo poco. Il trattamento dipende da quello che trovo. Sull'anca uso spesso mobilizzazioni ripetute e lente, a volte con una leggera trazione, per recuperare un po' di movimento senza dolore. Lavoro con tecniche sui tessuti sui muscoli intorno all'articolazione, spesso molto tesi, e sulla zona lombare e sul bacino quando sono coinvolti. Ti do quasi sempre uno o due esercizi da fare a casa, perché il movimento ottenuto in seduta va mantenuto. **Un esempio.** Un uomo di Seravezza, 67 anni, pensionato e appassionato di camminate, aveva dolore all'inguine destro da qualche mese e faticava a mettersi le scarpe. L'ortopedico aveva confermato un'artrosi moderata e gli aveva consigliato di restare attivo. In studio l'anca ruotava poco e i muscoli della coscia erano molto contratti. Dopo quattro sedute e un paio di esercizi quotidiani riusciva a calzare le scarpe senza aiuto e a camminare un'ora con un fastidio leggero. L'artrosi naturalmente è rimasta, ma la gestisce meglio. ## Cosa puoi fare tu - **Continua a muoverti.** L'anca rigida peggiora con l'inattività. Camminare in piano, la bicicletta e il nuoto sono di solito ben tollerati. - **Rinforza i glutei.** Un esercizio semplice: sdraiato sul fianco, con le ginocchia piegate, apri il ginocchio di sopra tenendo i piedi uniti, poi richiudi. Dieci ripetizioni per lato, senza dolore. - **Dormire sul fianco** può dare fastidio se il dolore è laterale: prova con un cuscino tra le ginocchia, così il bacino resta allineato. - **Evita di stare a lungo con le gambe accavallate** o seduto su sedute molto basse. - **Scarpe comode** e con un buon appoggio, soprattutto se cammini molto su terreni irregolari. Per chi ha superato i sessantacinque anni e vuole restare attivo, ho scritto qualche indicazione in più in [Osteopatia dopo i 65 anni](https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-over-65/). Lo studio è a Camaiore, in Versilia. Se vuoi fissare una prima visita, [qui trovi i contatti](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Dolore al ginocchio senza trauma: scale, discese e il ruolo di anca e piede > Dolore al ginocchio senza una caduta o una distorsione, che peggiora sulle scale e in discesa: cause comuni, legame con anca e piede e come lavora l'osteopata. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-09-11 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/dolore-al-ginocchio-osteopatia/ Quando il ginocchio fa male dopo una distorsione o una caduta, la causa è di solito chiara e il primo passo è la visita ortopedica. Molto spesso però le persone arrivano in studio con un ginocchio che fa male senza un motivo preciso: il dolore è comparso piano piano, magari dopo aver ripreso a correre o dopo un periodo di camminate, e peggiora scendendo le scale. In questo articolo parlo soprattutto di questo secondo tipo di dolore. ## I disturbi che vedo più spesso **Dolore davanti, intorno o dietro la rotula.** È il più comune. Fa male scendere le scale, accovacciarsi, stare seduti a lungo con le ginocchia piegate (al cinema, in macchina) e poi rialzarsi. Si vede in chi corre, in chi va in bicicletta, ma anche in chi ha aumentato di colpo le camminate. **Dolore sul lato esterno.** Spesso compare dopo un certo numero di chilometri di corsa o di cammino, soprattutto in discesa, ed è legato ai tessuti che scorrono lungo il lato esterno della coscia. All'inizio sparisce a riposo, poi tende a comparire sempre prima. **Dolore sul lato interno.** Più frequente dopo i cinquanta anni, a volte legato a un inizio di artrosi o a un sovraccarico dei tendini che si inseriscono sotto il ginocchio. ## Perché anca e piede contano Il ginocchio sta in mezzo tra due articolazioni che si muovono molto, l'anca e la caviglia, e subisce quello che succede sopra e sotto. - **Sopra.** Se i muscoli del gluteo non stabilizzano bene il bacino, quando scendi un gradino la coscia ruota verso l'interno e il ginocchio «cade» in dentro. La rotula scorre in modo meno regolare e i tessuti intorno si sovraccaricano. Un'anca rigida può dare lo stesso effetto: ne parlo in [Dolore all'anca](https://matteobertacca.com/articoli/dolore-anca-osteopatia/). - **Sotto.** Un piede che si appiattisce molto durante il passo, o una caviglia che si piega poco dopo una vecchia distorsione, cambiano la direzione delle forze che arrivano al ginocchio. Anche un dolore al tallone che ti fa camminare in modo diverso può avere un effetto sul ginocchio. Per questo, quando valuto un ginocchio, ti chiedo quasi sempre di toglierti le scarpe e guardo come appoggi il piede, come fai un piccolo piegamento su una gamba e come scendi da un gradino. ## Le discese e le scale Molte persone si stupiscono che il ginocchio faccia più male in discesa che in salita. Il motivo è che in discesa i muscoli della coscia lavorano frenando il movimento: è un lavoro faticoso, e il carico sulla rotula è maggiore. In Versilia lo vedo spesso in chi fa escursioni sulle Apuane: si sale bene e si scende con dolore. Ho raccolto alcuni consigli pratici in [Escursioni sulle Apuane](https://matteobertacca.com/articoli/escursioni-sulle-apuane/). Alcuni accorgimenti che aiutano: - in discesa fai passi più corti e tieni le ginocchia leggermente piegate; - usa i bastoncini, soprattutto nelle discese lunghe; - sulle scale scendi appoggiandoti al corrimano finché il dolore è presente; - aumenta i dislivelli in modo graduale, settimana dopo settimana. ## Quando andare prima dal medico - Il ginocchio si è gonfiato molto, è caldo o arrossato, soprattutto se hai anche febbre. - Il ginocchio si blocca e non riesci a estenderlo del tutto, o ti «cede» spesso. - Non riesci a caricare il peso sulla gamba. - Il dolore è comparso dopo un trauma, una torsione o una caduta. - Hai polpaccio gonfio, caldo e dolente, soprattutto dopo un viaggio lungo o un periodo di immobilità: in questo caso serve una visita urgente. In questi casi serve prima una diagnosi, a volte con un'ecografia o una risonanza. Il trattamento manuale può venire dopo, in accordo con l'ortopedico o il fisioterapista. ## Cosa faccio in studio Dopo la valutazione lavoro sul ginocchio con mobilizzazioni della rotula e dell'articolazione e con tecniche sui tessuti della coscia, spesso molto tesi in chi ha dolore da tempo. Poi passo a quello che ho trovato sopra e sotto: l'anca, il bacino, la caviglia e il piede. Se c'è un problema di carico, ne parliamo: a volte basta modificare per qualche settimana il chilometraggio o il tipo di allenamento. Per chi fa sport ho scritto qualcosa di più in [Osteopatia e sport](https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-e-sport/). Do quasi sempre qualche esercizio di rinforzo per glutei e cosce, perché i muscoli che lavorano bene proteggono il ginocchio più di qualsiasi trattamento. **Un esempio.** Una donna di Lido di Camaiore, 42 anni, aveva iniziato a correre sul lungomare e dopo due mesi aveva dolore intorno alla rotula destra, soprattutto scendendo le scale di casa. Nella valutazione il piede destro si appiattiva molto e il ginocchio andava verso l'interno quando si piegava su una gamba. Abbiamo lavorato sulla caviglia e sull'anca, ridotto per un mese le uscite di corsa e introdotto due esercizi per i glutei. Dopo tre sedute in cinque settimane le scale non le davano più fastidio e ha ripreso a correre in modo graduale. ## Cosa puoi fare tu - **Non fermarti del tutto**, ma riduci quello che provoca dolore. Camminare in piano o pedalare con poca resistenza di solito va bene. - **Rinforza la coscia e il gluteo** con esercizi semplici: alzarsi e sedersi da una sedia lentamente, ponte sdraiato sulla schiena. - **Evita di stare a lungo con le ginocchia molto piegate**; se sei al cinema o in aereo, distendi la gamba ogni tanto. - **Controlla le scarpe**, soprattutto quelle da corsa: se sono molto consumate, è il momento di cambiarle. Se il ginocchio ti dà fastidio da qualche settimana e vuoi una valutazione nello studio di Camaiore, [puoi prenotare da qui](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Escursioni sulle Apuane: ginocchia, schiena e caviglie in salita e in discesa > Escursioni sulle Alpi Apuane e sulle colline della Versilia: come proteggere ginocchia in discesa, schiena con lo zaino e caviglie, e come recuperare dopo. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-09-06 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/escursioni-sulle-apuane/ Una delle cose belle di vivere in Versilia è avere le Apuane alle spalle del mare. In un'ora si passa dalla spiaggia a sentieri seri: la Pania della Croce, il Monte Forato, il Procinto, il Gabberi e il Prana sopra Camaiore, i sentieri che salgono da Seravezza e da Stazzema. Molte persone che vedo in studio camminano in montagna regolarmente, altre ci vanno due o tre volte l'anno, spesso in primavera o in autunno, o in estate quando arrivano gli amici da fuori. I disturbi che seguono un'escursione sono abbastanza ricorrenti, e molti si possono prevenire. ## Perché le Apuane sono impegnative Non sono montagne altissime, ma hanno caratteristiche particolari. I dislivelli sono forti in poco spazio: si parte spesso da poche centinaia di metri e si arriva sopra i mille in un paio d'ore. I sentieri sono ripidi, con molti tratti di pietra, ghiaia e gradoni irregolari, e in alcuni punti c'è roccia esposta. In estate fa caldo anche in quota, e in autunno il fondo bagnato diventa scivoloso. Questo significa che lavorano molto le ginocchia, le caviglie e la schiena, in modo diverso rispetto a una camminata in pianura. ## Ginocchia: il problema è la discesa Quasi tutti pensano che la parte faticosa sia la salita. Per il cuore e il fiato è così, ma per le ginocchia è più pesante la discesa: a ogni passo il ginocchio deve frenare il peso del corpo, e il quadricipite lavora in allungamento sotto carico, che è il tipo di lavoro che affatica e indolenzisce di più. Il fastidio tipico è davanti al ginocchio, intorno alla rotula, e spesso compare il giorno dopo. Alcuni accorgimenti: - in discesa fai passi corti e tieni le ginocchia leggermente piegate, senza bloccarle; - evita di saltare da un gradone all'altro: scendi un piede alla volta, cercando l'appoggio; - nei tratti molto ripidi scendi un po' di traverso, a zig zag se il sentiero lo permette; - usa i bastoncini, di cui parlo più sotto. Se il ginocchio ti dà fastidio anche fuori dalla montagna, trovi più informazioni in [Dolore al ginocchio](https://matteobertacca.com/articoli/dolore-al-ginocchio-osteopatia/). ## Schiena e spalle: lo zaino Uno zaino regolato male è una causa frequente di dolore lombare e tra le scapole dopo un'escursione. - **Peso**: per un'escursione di un giorno basta poco. Acqua, qualcosa da mangiare, un antivento, il kit di base. Molti portano il doppio del necessario. - **Cintura in vita**: se lo zaino ce l'ha, va chiusa sulle anche, non sulla pancia. Così buona parte del peso passa sul bacino invece che sulle spalle. - **Spallacci**: abbastanza stretti da tenere lo zaino aderente alla schiena. Uno zaino che oscilla costringe la schiena a correggere a ogni passo. - **Carico**: le cose pesanti (l'acqua soprattutto) vanno vicino alla schiena e in alto, non in fondo allo zaino. In salita è normale piegarsi un po' in avanti, ma se ti accorgi di camminare curvo con la testa bassa per ore, fermati qualche minuto e raddrizzati. ## Caviglie e piedi Sui sentieri sassosi la caviglia lavora di continuo per adattarsi al terreno, e le distorsioni sono frequenti, soprattutto in discesa e quando si è stanchi. - Scarpe da escursionismo con suola scolpita e, se hai caviglie deboli o hai già avuto distorsioni, scarponcini alti. - Scarpe già usate prima: le Apuane non sono il posto giusto per provare un paio nuovo. - Attenzione nell'ultima ora: la maggior parte delle storte arriva quando le gambe sono stanche e l'attenzione cala. Chi ha avuto una distorsione importante e non l'ha mai riabilitata del tutto spesso ha una caviglia che si muove meno, e il ginocchio o l'anca dello stesso lato compensano. È una cosa che controllo spesso nella valutazione. ## I bastoncini e la preparazione I bastoncini da trekking sono utili soprattutto in discesa: scaricano una parte del peso dalle ginocchia e danno appoggio sui tratti instabili. Vanno regolati in modo che, con la punta a terra, il gomito sia piegato ad angolo retto; in discesa si allungano di qualche centimetro. Sui tratti di roccia dove servono le mani è meglio chiuderli e fissarli allo zaino. Per quanto riguarda la preparazione, non serve un allenamento specifico per le gite più semplici, ma se hai in programma un'escursione lunga ti conviene arrivarci con qualche camminata in collina nelle settimane prima, magari salendo e scendendo le scale, ed esercizi semplici per rinforzare cosce e glutei. Se ne vuoi qualcuno, trovi una base in [Esercizi per la schiena a casa](https://matteobertacca.com/articoli/esercizi-per-la-schiena-a-casa/). ## Dopo l'escursione - Fai qualche minuto di camminata lenta in piano prima di risalire in macchina. - La sera, un allungamento leggero di polpacci, cosce e glutei. - Il giorno dopo muoviti: una camminata breve aiuta l'indolenzimento a passare più del riposo assoluto. - Un indolenzimento muscolare che dura uno o due giorni è normale. Un dolore localizzato in un'articolazione, un gonfiore o un dolore che aumenta invece di diminuire meritano attenzione. Dopo una caduta con dolore forte, gonfiore rapido o difficoltà a caricare il peso sulla gamba, la prima cosa è farsi vedere da un medico o in pronto soccorso per escludere una frattura o una lesione dei legamenti. **Un esempio.** Un uomo di 52 anni, di Seravezza, che sale in Pania da quando era ragazzo. Da un paio d'anni, dopo ogni discesa, aveva male davanti al ginocchio destro per due o tre giorni. Nella valutazione la caviglia destra, distorta più volte in passato, si piegava molto meno della sinistra, e l'anca dello stesso lato era rigida. Abbiamo lavorato su caviglia e anca in tre sedute, gli ho dato due esercizi per le cosce e ha iniziato a usare i bastoncini in discesa. Il fastidio non è sparito del tutto, ma ora dura qualche ora invece di qualche giorno. Ricevo a Camaiore, ai piedi delle Apuane: se dopo le tue escursioni qualcosa continua a dare fastidio, [qui trovi come prenotare una visita](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Spalla dolorosa: il braccio che non si alza e il legame con collo e torace > Spalla dolorosa o rigida, braccio che non si alza, fatica a dormire sul fianco: cause comuni, quando serve il medico e come lavora l'osteopata su spalla, collo e torace. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-09-01 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/spalla-dolorosa-osteopatia/ La spalla è l'articolazione più mobile del corpo, e proprio per questo è anche una di quelle che si sovraccaricano più facilmente. In studio vedo spesso persone che non riescono più ad alzare il braccio sopra la testa, che sentono una fitta quando si infilano la giacca o che si svegliano di notte perché si sono girate sul lato dolente. In questo articolo ti spiego le situazioni più comuni, quando serve il medico e come lavoro io. ## Le situazioni più comuni **Dolore alzando il braccio.** Il dolore compare in un arco preciso del movimento, di solito quando il braccio è all'altezza della spalla, e poi diminuisce se sali ancora. Spesso sono coinvolti i tendini della cuffia dei rotatori, cioè i piccoli muscoli che tengono la testa dell'omero centrata nell'articolazione. È frequente in chi fa lavori con le braccia alzate (imbianchini, elettricisti, chi lavora il marmo), in chi nuota o gioca a tennis, ma anche in chi ha passato un fine settimana a potare le siepi. **Spalla rigida.** Il braccio non si alza, non ruota, e non è solo una questione di dolore: anche se qualcuno prova a muoverlo al posto tuo, si ferma. È il quadro della cosiddetta spalla congelata (capsulite adesiva), più frequente tra i quaranta e i sessanta anni e in chi ha il diabete o problemi alla tiroide. Ha un decorso lungo, spesso di molti mesi, e va seguita dal medico. **Dolore che parte dal collo.** A volte il dolore si sente sulla spalla o sul braccio, ma l'origine è nella zona cervicale. In questo caso la spalla si muove abbastanza bene, mentre girare o inclinare la testa cambia il dolore. ## Collo, torace e scapola Quando alzi il braccio non si muove solo la spalla. La scapola ruota e scivola sulla gabbia toracica, la parte alta della schiena si estende un po', le coste si aprono. Se una di queste parti è rigida, la spalla deve fare più lavoro del dovuto e i tendini si sovraccaricano. Per questo nella valutazione guardo sempre: - **la parte alta della schiena** (dorsale): se è curva e rigida, la scapola non ruota bene e lo spazio sotto la spalla si riduce. Il dolore tra le scapole spesso va insieme a quello della spalla, e ne parlo in [Dolore tra le scapole](https://matteobertacca.com/articoli/dolore-tra-le-scapole/); - **il collo**: per escludere che il dolore venga da lì e perché i muscoli che salgono dalla spalla al collo sono spesso contratti, come racconto in [Cervicale e mal di testa](https://matteobertacca.com/articoli/cervicale-e-mal-di-testa/); - **le coste e la respirazione**: una respirazione corta e alta tiene in tensione i muscoli intorno alla spalla; - **il gomito e la mano**, se il dolore scende nel braccio. ## Quando andare prima dal medico - Dolore comparso dopo una caduta sul braccio o sulla spalla, soprattutto se non riesci più ad alzarlo: può esserci una frattura, una lussazione o una rottura di un tendine. - Spalla gonfia, calda, con febbre. - Dolore alla spalla sinistra con fiato corto, oppressione al petto, sudorazione o nausea: chiama subito il 118, perché può essere un problema cardiaco. - Formicolio o perdita di forza nel braccio e nella mano. - Dolore forte e continuo di notte, che non cambia con nessuna posizione. - Spalla che si blocca sempre di più nel giro di settimane. In molti casi il medico prescrive un'ecografia per vedere lo stato dei tendini. È un esame utile, ma l'immagine non racconta tutto: molte persone hanno piccole alterazioni dei tendini e nessun dolore. ## Cosa faccio in studio Dopo la valutazione lavoro sulla spalla con mobilizzazioni lente, in posizioni che non provocano dolore, e con tecniche sui tessuti sui muscoli intorno alla scapola e alla spalla. Poi passo alla parte dorsale, alle coste e al collo, dove spesso trovo rigidità che la persona non aveva notato. Quando ha senso e sei d'accordo, uso manipolazioni sulla parte alta della schiena, quasi mai sulla spalla. Nella spalla congelata il mio ruolo è più limitato: posso aiutare a gestire il dolore e a mantenere il movimento che c'è, lavorando insieme al medico e al fisioterapista, ma i tempi del recupero restano lunghi. **Un esempio.** Un uomo di Querceta, 54 anni, lavora in un laboratorio di marmo e da due mesi aveva dolore alla spalla destra quando alzava il braccio. L'ecografia mostrava un'infiammazione del tendine, senza rotture. Nella valutazione la parte alta della schiena era molto rigida e la scapola destra si muoveva poco. Abbiamo lavorato sul dorso e sulla scapola, e lui per qualche settimana ha organizzato il lavoro per tenere meno a lungo le braccia alzate. Dopo quattro sedute il dolore compariva solo a fine giornata, e con gli esercizi per la scapola è continuato a migliorare nei mesi successivi. ## Cosa puoi fare tu - **Non tenere il braccio fermo.** Muovilo nell'arco che non fa male: per esempio, piegato in avanti, lascia pendere il braccio e fai piccoli cerchi rilassati. - **Riduci i gesti con il braccio sopra la testa** per qualche settimana: sposta in basso gli oggetti che usi spesso, usa una scala per arrivare in alto. - **Per dormire**, se il dolore ti sveglia, sdraiati sul lato sano con un cuscino davanti al petto su cui appoggiare il braccio dolente. Se dormi sulla schiena, un cuscino sotto il gomito aiuta. Qualche indicazione in più sul riposo la trovi in [Dormire bene: cuscino e materasso](https://matteobertacca.com/articoli/dormire-bene-cuscino-e-materasso/). - **Muovi la parte alta della schiena**: seduto, con le mani dietro la nuca, apri i gomiti e porta leggermente indietro il petto, poi torna. Dieci volte, più volte al giorno. - **Fai pause** se lavori al computer: le spalle tendono a salire e a chiudersi in avanti. Ricevo a Camaiore e vedo spesso spalle doloranti di persone che lavorano con le braccia, in tutta la Versilia. Per prenotare una visita, [qui trovi tutte le informazioni](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Dormire bene senza dolori: posizioni, cuscino e materasso > Ti svegli con la schiena rigida o il collo dolorante? Come scegliere cuscino e materasso, quali posizioni aiutano a dormire bene e cosa fare con un letto nuovo. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-08-27 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/dormire-bene-cuscino-e-materasso/ «Vado a letto bene e mi alzo tutto rotto.» Lo sento dire spesso in studio. Passiamo a letto circa un terzo della giornata, e in quelle ore la schiena e il collo restano a lungo nella stessa posizione. Se la posizione, il cuscino o il materasso non vanno bene per te, al mattino te ne accorgi. Allo stesso tempo, non esiste il letto perfetto per tutti, e la rigidità al risveglio non dipende sempre dal letto. ## Perché ci si sveglia rigidi Un po' di rigidità al mattino è normale, soprattutto dopo i quarant'anni: durante la notte ci si muove poco e i tessuti hanno bisogno di qualche minuto per «scaldarsi». Se passa entro mezz'ora, dopo che ti sei alzato e mosso, di solito non è un problema. Diventa un segnale da considerare quando: - il dolore ti sveglia di notte o ti costringe a cambiare posizione di continuo; - al mattino la rigidità dura a lungo, più di un'ora; - ti svegli spesso con il collo bloccato o con formicolii alle braccia; - stai meglio quando dormi fuori casa, o al contrario peggio. Le cause più comuni che vedo sono una posizione mantenuta male per molte ore, un cuscino non adatto, un materasso molto vecchio o non adatto al tuo corpo, e una schiena che arriva a sera già affaticata dalla giornata. ## Le posizioni **Sul fianco.** È la posizione più comune e in genere ben tollerata. Il cuscino deve riempire lo spazio tra la spalla e la testa, in modo che il collo resti in linea con la colonna. Un cuscino sottile tra le ginocchia aiuta a tenere il bacino allineato ed è utile a chi ha mal di schiena lombare o dolore all'anca. **Sulla schiena.** Va bene per molte persone. Il cuscino deve essere più basso rispetto a chi dorme sul fianco, altrimenti spinge la testa in avanti. Un cuscino sotto le ginocchia riduce la tensione sulla zona lombare. **A pancia in giù.** È quella che crea più problemi al collo, perché costringe a tenere la testa girata da un lato per ore. Se ti viene naturale e non hai disturbi, non c'è motivo di cambiare. Se invece hai spesso il collo rigido o il [torcicollo al risveglio](https://matteobertacca.com/articoli/torcicollo-cosa-fare/), vale la pena provare a passare gradualmente al fianco, magari con un cuscino lungo da abbracciare. Durante la notte ci si muove comunque, ed è giusto così: l'obiettivo non è restare immobili, ma partire da una posizione comoda. ## Il cuscino Il cuscino serve a tenere la testa in linea con la schiena. L'altezza giusta dipende dalla posizione in cui dormi e dalla larghezza delle tue spalle: chi dorme sul fianco e ha spalle larghe ha bisogno di un cuscino più alto di chi dorme sulla schiena. Alcuni criteri pratici: - sul fianco, la testa non deve cadere verso il materasso né essere spinta verso l'alto; - sulla schiena, il mento non deve avvicinarsi al petto; - un cuscino che dopo pochi minuti si schiaccia del tutto non sostiene più; - i cuscini durano qualche anno: se è deformato o ha perso spessore, è il momento di cambiarlo. I modelli in memory, in lattice o in piuma possono andare tutti bene. Conta più l'altezza che il materiale, e conta che tu ci stia comodo. ## Il materasso Una convinzione molto diffusa è che per la schiena serva un materasso duro. In realtà un materasso troppo rigido non si adatta alle curve del corpo e concentra la pressione su spalle e anche; uno troppo morbido lascia affondare il bacino e la schiena si incurva. Per la maggior parte delle persone va bene una rigidità media, che sostenga senza essere scomoda. Qualche indicazione: - se al mattino senti di essere «sprofondato», o il materasso ha un avvallamento visibile, probabilmente non sostiene più; - se ti svegli con dolore alle spalle o alle anche quando dormi sul fianco, potrebbe essere troppo rigido; - un materasso nuovo richiede qualche settimana di adattamento: i primi giorni un po' di rigidità può essere normale; - prima di comprarlo, se puoi, provalo per qualche minuto nella posizione in cui dormi davvero. **Il letto della casa vacanza.** In estate in studio a Camaiore vedo spesso persone che hanno affittato una casa in Versilia e dopo due o tre notti si svegliano con il collo o la schiena bloccati. Materassi molto morbidi o vecchi e cuscini alti sono la causa più frequente. Se puoi, porta il tuo cuscino da casa: occupa poco spazio e fa una buona differenza. Se il materasso è troppo morbido, a volte aiuta un asciugamano piegato sotto il bacino. Di dolori in vacanza parlo anche in [osteopata in vacanza in Versilia](https://matteobertacca.com/articoli/osteopata-in-vacanza-in-versilia/). **Un esempio.** Un signore di Marina di Pietrasanta, pensionato, si svegliava da mesi con la zona lombare rigida, che migliorava solo a metà mattina. Il materasso aveva più di quindici anni e dormiva sul fianco con le ginocchia raccolte. In valutazione anche e bacino si muovevano poco. Dopo tre sedute la rigidità era diminuita; ha poi cambiato il materasso e iniziato a mettere un cuscino tra le ginocchia. Al mattino ha ancora bisogno di qualche minuto per sciogliersi, ma non più di un'ora come prima. ## Quando sentire prima il medico Rivolgiti al medico se il dolore ti sveglia di notte e non cambia con la posizione, se la rigidità del mattino dura più di un'ora per settimane, se si accompagna a febbre, perdita di peso senza motivo, gonfiore delle articolazioni, o a formicolii e perdita di forza alle braccia o alle gambe. Anche il russare forte con pause nel respiro e la stanchezza continua durante il giorno meritano una visita medica. Per il mal di schiena in generale ti rimando a [come lo affronta l'osteopata](https://matteobertacca.com/articoli/mal-di-schiena-osteopatia/). Se ti svegli spesso con la schiena o il collo rigidi e vuoi una valutazione, [qui trovi i contatti per prenotare](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Torcicollo al risveglio: cosa fare nei primi giorni > Torcicollo al mattino, collo bloccato e dolore a girare la testa: perché succede, cosa fare nei primi giorni e quando rivolgersi all'osteopata o al medico. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-08-22 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/torcicollo-cosa-fare/ Ti svegli, provi a girare la testa per guardare la sveglia e senti una fitta sul lato del collo. Riesci a ruotare solo da una parte, e per guardare a destra o a sinistra devi girare tutto il busto. È il torcicollo, uno dei disturbi più frequenti che vedo in studio, soprattutto nei cambi di stagione. Fa male e spaventa un po', ma nella grande maggioranza dei casi passa in pochi giorni. ## Perché succede Il torcicollo comune è una contrattura dei muscoli del collo, spesso di un lato solo. I muscoli si irrigidiscono per proteggere un'articolazione o un tessuto che si è irritato, e questa difesa limita il movimento e provoca dolore. Di solito non c'è un'unica causa. Le situazioni che sento raccontare più spesso sono queste: - una notte passata in una posizione scomoda, per esempio a pancia in giù con la testa girata tutta da un lato, oppure con un cuscino troppo alto; - un colpo d'aria o di aria condizionata sul collo sudato, magari dopo una giornata in spiaggia o in macchina con il finestrino aperto; - giorni di lavoro intenso al computer, con le spalle alte e la testa in avanti; - un periodo di stress, in cui i muscoli di collo e spalle restano contratti anche quando dormi; - un movimento brusco, come girarsi di scatto in retromarcia o sollevare un peso con il collo teso. Spesso il torcicollo arriva quando il collo era già carico da tempo, e la posizione della notte è solo l'ultimo fattore. ## Cosa fare nei primi giorni Nei primi due o tre giorni l'obiettivo è non peggiorare la contrattura e aiutare il muscolo a rilassarsi. Ecco cosa consiglio di solito: - **Calore.** Una borsa dell'acqua calda o un panno caldo sul lato dolente, per 15-20 minuti, due o tre volte al giorno. Il caldo aiuta i muscoli a sciogliersi. Il ghiaccio in questo caso è meno utile. - **Movimento dolce.** Non tenere il collo immobile. Fai piccoli movimenti lenti, girando la testa solo fin dove non fa male, e ripetili più volte nella giornata. Il raggio di movimento di solito aumenta un po' ogni giorno. - **Niente collari** se non te li ha prescritti il medico: tengono fermo il collo e rallentano il recupero. - **Attenzione alla notte.** Usa un cuscino che tenga la testa in linea con la schiena e prova a dormire sul fianco o sulla schiena. Ne parlo più a fondo in [come dormire bene: cuscino e materasso](https://matteobertacca.com/articoli/dormire-bene-cuscino-e-materasso/). - **Pause dal computer e dal telefono.** Se lavori seduto, alzati spesso e cerca di non tenere la testa piegata in avanti. - **Farmaci** solo se te li consiglia il medico o il farmacista, che conoscono la tua situazione. Evita di cercare da solo lo «schiocco» del collo con movimenti bruschi o di farti tirare il collo da qualcuno: rischi di irritare ancora di più i muscoli. ## Quando può servire l'osteopata Se dopo tre o quattro giorni il collo è ancora molto bloccato, oppure se il torcicollo torna più volte all'anno, una valutazione ha senso. Durante la visita controllo come si muove il collo nelle varie direzioni, ma guardo anche la parte alta della schiena, le spalle, le prime coste e la respirazione. Molto spesso trovo una zona dorsale rigida che costringe il collo a lavorare più del dovuto: in quel caso il collo si contrae al primo motivo in più. Ne parlo anche nell'articolo sul [dolore tra le scapole](https://matteobertacca.com/articoli/dolore-tra-le-scapole/). Nella fase acuta il trattamento è delicato. Uso mobilizzazioni lente e tecniche sui tessuti intorno alla zona dolente, senza forzare il movimento. Le manipolazioni del collo in un torcicollo acuto le evito quasi sempre. Quando il dolore si è calmato, si lavora sulle cause che lo hanno favorito, per ridurre la probabilità che ritorni. **Un esempio.** Una signora di Camaiore, insegnante, veniva con il terzo torcicollo dall'inizio dell'anno, sempre a sinistra. Parlando è venuto fuori che correggeva i compiti la sera sul divano, con la testa piegata e girata verso la lampada, e che dormiva su un cuscino molto alto. In valutazione la parte alta della schiena e le prime coste si muovevano poco. Abbiamo fatto due sedute ravvicinate per il blocco e una terza dopo qualche settimana; lei ha cambiato cuscino e ha spostato la correzione dei compiti al tavolo. Nei mesi successivi ha avuto ancora qualche rigidità al mattino, ma nessun blocco come i precedenti. ## Quando andare prima dal medico Il torcicollo comune non è pericoloso, ma alcuni segnali richiedono una visita medica prima di qualsiasi trattamento manuale: - dolore al collo dopo un trauma, come un incidente in auto, una caduta o un colpo in testa; - febbre alta con collo rigido, soprattutto se piegare la testa in avanti è molto doloroso, o se c'è mal di testa forte e fastidio alla luce; - formicolii, perdita di forza o di sensibilità a un braccio o a una mano; - vertigini importanti, disturbi della vista o della parola, difficoltà a deglutire; - dolore che non migliora per niente dopo una settimana, o che peggiora di notte a riposo; - torcicollo nei bambini piccoli, che va sempre fatto vedere al pediatra. In questi casi la priorità è capire cosa sta succedendo con il medico. Se vuoi un riferimento più generale, trovi una lista in [quando andare dall'osteopata e quando no](https://matteobertacca.com/articoli/quando-andare-dall-osteopata-e-quando-no/). ## Come ridurre il rischio che torni Chi ha un torcicollo all'anno di solito ha un collo che lavora sempre al limite. Alcune abitudini aiutano: - tieni lo schermo all'altezza degli occhi e il telefono davanti al viso, non in grembo; - durante la giornata fai qualche rotazione lenta della testa e qualche cerchio con le spalle; - in estate evita il getto diretto dell'aria condizionata sul collo, in casa e in macchina; - controlla il cuscino: se è vecchio, schiacciato o troppo alto, vale la pena cambiarlo; - se lo stress ti tiene le spalle alte, cerca dei momenti per scaricare la tensione, anche solo una camminata. Ricevo a Camaiore e vedo spesso persone da tutta la Versilia per questo disturbo. Se il collo non si sblocca o il torcicollo si ripete, puoi [prenotare una prima visita qui](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Cervicale e mal di testa: il legame che spesso non si vede > Collo rigido, spalle contratte, mal di testa che parte dalla nuca: perché sono collegati e come l'osteopatia lavora su queste tensioni. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-08-17 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/cervicale-e-mal-di-testa/ «Ho la cervicale» è una delle frasi più dette in Italia. In realtà la cervicale ce l'abbiamo tutti: è la parte alta della colonna, le sette vertebre del collo. Quello che la gente intende è il dolore e la rigidità in quella zona, spesso accompagnati da mal di testa, senso di pesantezza, a volte vertigini leggere. È un disturbo che vedo tantissimo, soprattutto in chi lavora tante ore al computer o al telefono, ma anche in chi dorme male o vive un periodo di stress. ## Perché il collo e la testa sono collegati Il collo sostiene la testa, che pesa tra i quattro e i cinque chili. Quando la testa è allineata sopra le spalle, i muscoli del collo fanno poca fatica. Quando è spostata in avanti, come succede guardando uno schermo, il carico sui muscoli della nuca aumenta molto. È come tenere un sacchetto da cinque chili vicino al corpo oppure a braccio teso: il peso è lo stesso, ma la fatica è molto diversa. I muscoli della nuca, tenuti in tensione per ore, iniziano a dolere. E quel dolore, per come sono fatti i nervi di quella zona, viene spesso sentito **dietro la testa, sopra l'occhio, alla tempia**. È il cosiddetto mal di testa cervicogenico o tensivo: parte dal collo, ma lo senti alla testa. Non tutti i mal di testa sono così. L'emicrania, per esempio, è un'altra cosa e va seguita dal medico. Ma una quota importante dei «soliti mal di testa» ha una componente muscolare che si può trattare. ## I segnali tipici - Il dolore inizia dalla nuca e sale. - Peggiora dopo tante ore al computer o alla guida. - Il collo è rigido, girare la testa per fare retromarcia è faticoso. - Le spalle sono «su», contratte, e non te ne accorgi finché qualcuno te lo fa notare. - Al mattino va meglio, la sera peggio. ## Cosa guarda l'osteopata Il collo è spesso la vittima, non il colpevole. Quando valuto una persona con cervicalgia controllo: - **la parte alta della schiena** (dorsale): se è rigida e curva, il collo deve lavorare di più per tenere la testa su; - **le spalle e la gabbia toracica**: una respirazione corta e alta, fatta con le spalle, tiene i muscoli del collo in tensione continua; - **la mandibola**: chi stringe i denti di notte ha quasi sempre il collo contratto; - **gli occhi e la vista**: se non vedi bene lo schermo, allunghi il collo in avanti senza accorgertene. Il trattamento lavora sul collo, certo, ma soprattutto su quello che lo costringe a faticare. Uso molto le mobilizzazioni lente e le tecniche sui tessuti; le manipolazioni del collo le uso raramente e solo quando ha senso. **Un esempio.** Un ragazzo di Viareggio, grafico, veniva con mal di testa quasi quotidiano da sei mesi. Esami neurologici a posto. Aveva la parte dorsale bloccata e respirava solo con la parte alta del torace. Abbiamo lavorato sul dorso e sul diaframma, lui ha sistemato l'altezza del monitor e ha iniziato a fare due pause in più al giorno. Dopo tre sedute i mal di testa erano scesi a uno o due a settimana, dopo cinque quasi spariti. ## Cosa puoi fare tu - **Alza lo schermo** all'altezza degli occhi. Se usi un portatile, un supporto e una tastiera esterna fanno una grande differenza. - **Telefono all'altezza del viso**, non in grembo. - **Ogni ora, trenta secondi**: gira lentamente la testa a destra e a sinistra, poi su e giù, poi fai qualche cerchio con le spalle. - **Respira con la pancia** qualche volta al giorno: inspira e lascia che si gonfi l'addome, non le spalle. - **Cuscino**: né troppo alto né troppo basso, la testa deve stare in linea con la schiena. ## Quando fare attenzione Se il mal di testa è il «peggiore della tua vita», è arrivato all'improvviso come un colpo, si accompagna a febbre, confusione, vomito, disturbi della vista o della parola: pronto soccorso, non osteopata. Sono casi rari. Per tutto il resto, se vuoi una valutazione, [qui trovi i contatti](https://matteobertacca.com/#contatti): ricevo a Camaiore, in Versilia. --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Sciatica: quando il dolore scende nella gamba > Sciatica e dolore che dalla schiena scende nel gluteo e nella gamba: cause comuni, quando andare prima dal medico, cosa fa l'osteopata e cosa fare nel frattempo. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-08-12 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/sciatica-osteopatia/ Molte persone arrivano in studio dicendo «ho la sciatica». Di solito intendono un dolore che parte dalla zona lombare o dal gluteo e scende lungo la parte posteriore o laterale della coscia, a volte fino al polpaccio e al piede. Può essere bruciante, elettrico, oppure un dolore sordo accompagnato da formicolio. In questo articolo provo a spiegarti cosa succede, quando serve prima il medico e come lavoro io in questi casi. ## Che cos'è la sciatica Il nervo sciatico è il nervo più grande del corpo. Nasce da alcune radici nervose che escono dalla parte bassa della colonna, passa nel gluteo e scende lungo la gamba. Quando una di queste radici è irritata o compressa, il dolore viene sentito lungo il percorso del nervo, anche lontano dalla schiena. Per questo capita di avere poco mal di schiena e molto dolore al polpaccio. Non tutto il dolore che scende nella gamba è sciatica in senso stretto. Spesso vedo dolori «riferiti»: partono da un'articolazione della schiena, dal bacino o da muscoli del gluteo contratti e si irradiano nella coscia, di solito senza superare il ginocchio. Distinguere le due situazioni è una delle prime cose che faccio durante la valutazione, perché cambia il modo di procedere. ## Le cause più comuni Le situazioni che incontro più spesso sono queste: - **una protrusione o un'ernia del disco** lombare che irrita una radice nervosa, spesso dopo uno sforzo o dopo un periodo di mal di schiena; - **un restringimento degli spazi** da cui escono i nervi, più frequente dopo i sessanta anni, che dà dolore camminando e sollievo sedendosi o piegandosi in avanti; - **muscoli del gluteo molto tesi**, come il piriforme, che possono dare sintomi simili, per esempio in chi sta tante ore seduto in macchina; - **un bacino o un'anca che si muovono poco**, per cui la zona lombare si carica di più. Una risonanza può mostrare un'ernia, ma come per il [mal di schiena](https://matteobertacca.com/articoli/mal-di-schiena-osteopatia/) l'immagine da sola non spiega tutto: ci sono persone con ernie evidenti e pochi sintomi, e persone con molto dolore e immagini quasi normali. ## Quando andare prima dal medico Ci sono segnali che richiedono una visita medica prima di qualsiasi trattamento: - perdita di forza nella gamba o nel piede (per esempio il piede che «ciabatta» o non riesci a camminare sulle punte o sui talloni); - intorpidimento nella zona dei genitali o dell'interno cosce, difficoltà a urinare o a trattenere urina e feci: in questo caso si va al pronto soccorso; - dolore forte anche di notte, a riposo, che non cambia con la posizione; - febbre, perdita di peso senza motivo, una storia di tumori; - sintomi in entrambe le gambe. Se hai dubbi, ne parlo più in generale in [Quando andare dall'osteopata e quando no](https://matteobertacca.com/articoli/quando-andare-dall-osteopata-e-quando-no/). In molti casi il percorso migliore è quello in cui medico e osteopata lavorano in parallelo: il medico inquadra il problema e gestisce l'eventuale terapia, io mi occupo della parte meccanica. ## Cosa faccio io in studio Nella prima seduta ti chiedo come è iniziato il dolore, dove arriva, cosa lo peggiora e cosa lo allevia. Poi faccio alcuni test di movimento e alcuni test neurologici semplici (forza, riflessi, sensibilità), per capire se il nervo è coinvolto e in che misura. Se trovo qualcosa che non mi convince, ti indirizzo dal medico prima di trattare. Quando il quadro lo permette, il trattamento non punta a «spingere dentro» il disco, che è un'idea diffusa ma sbagliata. Cerco di ridurre l'irritazione e di dare spazio e movimento alle strutture intorno al nervo. Lavoro sulla zona lombare con mobilizzazioni dolci, sul bacino, sull'anca e sui muscoli del gluteo con tecniche sui tessuti. Nella fase acuta le manipolazioni sulla zona lombare di solito le evito: preferisco tecniche lente e posizioni che non aumentano i sintomi in gamba. Se nel corso delle sedute il dolore si ritira dalla gamba verso la schiena è un buon segno; se invece si estende verso il piede o compare debolezza, mi fermo e ne parliamo con il medico. **Un esempio.** Un uomo di Camaiore, 45 anni, magazziniere, aveva dolore dal gluteo sinistro fino al polpaccio da circa tre settimane, dopo aver sollevato dei pacchi. Il medico aveva escluso segni neurologici importanti e gli aveva prescritto antinfiammatori. In studio il bacino era molto rigido e i muscoli del gluteo sinistro erano contratti. Dopo tre sedute in due settimane il dolore al polpaccio era sparito e restava un fastidio al gluteo, che è migliorato nel mese successivo con il ritorno graduale al lavoro e qualche esercizio quotidiano. ## Cosa puoi fare nel frattempo - **Resta in movimento.** Camminare per brevi tratti, anche più volte al giorno, è di solito meglio che stare a letto. - **Cerca le posizioni che danno sollievo.** Per alcuni è stare sdraiati sulla schiena con le gambe su una sedia, per altri camminare; nota quali posizioni fanno ritirare il dolore dalla gamba e usale. - **Evita di stare seduto a lungo**, soprattutto su divani bassi o in macchina. Se devi guidare, fai soste frequenti. - **Non forzare gli allungamenti.** Tirare la gamba tesa per «allungare il nervo» spesso lo irrita di più. Meglio movimenti piccoli e ripetuti. - **Segui le indicazioni del medico** sui farmaci, senza aumentare le dosi da solo. Quando la fase più acuta è passata, qualche esercizio semplice aiuta a ritrovare fiducia nel movimento: ne trovi alcuni in [Esercizi per la schiena a casa](https://matteobertacca.com/articoli/esercizi-per-la-schiena-a-casa/). ## Quanto tempo ci vuole La sciatica tende a migliorare nel giro di alcune settimane, ma i tempi variano molto da persona a persona. Il dolore in gamba di solito è l'ultimo a scomparire del tutto, e un leggero formicolio può restare più a lungo. In studio, a Camaiore, preferisco sedute ravvicinate all'inizio e poi più distanziate, controllando ogni volta come stanno andando forza e sensibilità. Se vuoi una valutazione per un dolore che scende nella gamba, [qui trovi come prenotare](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Lavori fisici e dolori: marmo, edilizia, ristorazione e stagione balneare > Dolori da lavoro fisico in Versilia: laboratori del marmo, cantieri, cucine, sale e stabilimenti balneari. Carichi, gesti ripetuti e come recuperare tra un turno e l'altro. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-08-07 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/lavori-fisici-e-dolori/ Quando si parla di dolori legati al lavoro si pensa subito alla scrivania e al computer. In Versilia però molte persone fanno lavori fisici: nei laboratori del marmo di Pietrasanta e Querceta, nelle cave sopra Seravezza, nei cantieri, nelle cucine e nelle sale dei ristoranti, negli stabilimenti balneari durante la stagione. In studio vedo spesso queste persone, di solito quando il dolore dura già da un po' e ha iniziato a pesare sul lavoro. Qui spiego cosa succede al corpo in questi mestieri e cosa si può fare per reggere meglio, senza pretendere di cambiare il lavoro. ## Tre fattori: carico, ripetizione, recupero I disturbi di chi fa lavori fisici nascono quasi sempre da un insieme di tre cose. **Il carico.** Sollevare, spingere, trascinare: lastre, sacchi di cemento, casse di bevande, pentole, ombrelloni. Non è solo il peso, conta anche come lo prendi. Lo stesso sacco da 25 chili pesa in modo molto diverso sulla schiena se lo tieni vicino al corpo o con le braccia tese. **La ripetizione.** Lo stesso gesto per ore: lucidare una superficie con la smerigliatrice, portare piatti su un braccio, stare chini a impastare o a tagliare. Un gesto leggero ripetuto migliaia di volte affatica tendini e muscoli quanto un gesto pesante fatto poche volte. **Il recupero.** È il fattore che si trascura di più. Turni lunghi, sei o sette giorni su sette durante la stagione, poco sonno. Il corpo si adatta bene alla fatica se ha il tempo di recuperare; quando non ce l'ha, i piccoli fastidi si sommano. ## Marmo e cave Chi lavora il marmo passa molte ore in piedi, spesso piegato in avanti sul pezzo, con le braccia sollevate o tese, e usa attrezzi che vibrano. I disturbi che vedo più spesso: - dolore lombare, legato alle ore chinati e ai sollevamenti; - dolore alle spalle e al collo, soprattutto in chi lavora con le braccia sopra il livello delle spalle o tiene a lungo la smerigliatrice; - fastidi a gomito, polso e mano, da presa prolungata e vibrazioni. In cava si aggiungono il terreno irregolare, il freddo e l'umidità d'inverno, i mezzi pesanti. Qui la sicurezza e le indicazioni del medico del lavoro vengono prima di tutto. ## Edilizia Nei cantieri il carico è spesso il primo problema: sacchi, secchi, blocchi, attrezzi. Poi le posizioni: in ginocchio per i pavimenti, con le braccia alzate per soffitti e cartongesso, a lungo su scale e ponteggi. Ginocchia, spalle e schiena sono le zone che soffrono di più. ## Ristorazione e stagione balneare D'estate il lavoro in Versilia cambia ritmo. Camerieri, cuochi, baristi, bagnini, addetti agli stabilimenti lavorano per mesi con pochissime pause. - **Camerieri**: chilometri al giorno, spesso su pavimenti duri, piatti e vassoi su un braccio, chinati sui tavoli. Piedi, polpacci, schiena e la spalla che porta il vassoio. - **Cuochi**: in piedi davanti al piano di lavoro, spesso troppo basso, con il collo piegato in avanti. Dolore tra le scapole e in fondo alla schiena, a volte mal di testa da collo. - **Bagnini e addetti alla spiaggia**: aprire e chiudere ombrelloni e lettini ogni giorno, spostare attrezzature sulla sabbia, ore in piedi o seduti in torretta. Schiena e spalle soprattutto. Molte persone arrivano a settembre con dolori accumulati in tre mesi senza un giorno libero. Il dolore ai piedi e al tallone è frequente in chi sta in piedi tutto il giorno: ne parlo in [Fascite plantare](https://matteobertacca.com/articoli/fascite-plantare-dolore-al-tallone/). ## Cosa puoi fare tu Non sempre si può cambiare il modo di lavorare, ma alcune cose sono quasi sempre possibili: - **sollevare vicino al corpo**, con le ginocchia piegate e senza ruotare la schiena mentre sei carico: gira i piedi, non il busto; - **alternare il lato** quando puoi: il vassoio, il secchio, la borsa degli attrezzi; - **piccole pause attive**: anche un minuto ogni ora per raddrizzarti, aprire le spalle, muovere il collo; - **scarpe adatte**, soprattutto per chi sta in piedi molte ore: suola ammortizzata, non troppo piatta, non consumata; - **alzare il piano di lavoro** se possibile, anche con un rialzo: lavorare chinati per ore è una delle cause più comuni di dolore lombare (ne parlo in [Mal di schiena](https://matteobertacca.com/articoli/mal-di-schiena-osteopatia/)); - **dormire abbastanza** nei mesi più pesanti, e usare il giorno libero anche per camminare o nuotare, non solo per stare sul divano. Alcuni esercizi semplici per la schiena, da fare a casa a fine turno, li trovi in [Esercizi per la schiena a casa](https://matteobertacca.com/articoli/esercizi-per-la-schiena-a-casa/). ## Dove può aiutare l'osteopata, e dove no Nella valutazione guardo dove si concentra il carico nel tuo lavoro e quali zone si muovono poco e costringono le altre a compensare. Con il trattamento manuale (mobilizzazioni, tecniche sui tessuti, manipolazioni quando servono e sei d'accordo) cerco di restituire movimento e ridurre la tensione, e ti do indicazioni pratiche sul modo di fare i gesti che ripeti ogni giorno. Per chi fa la stagione, spesso funziona un percorso breve a inizio estate e un controllo a metà o a fine stagione. Ci sono però situazioni in cui serve prima il medico: un infortunio sul lavoro, un dolore con formicolio o perdita di forza a braccia o gambe, un dolore che non cala neanche a riposo. Il medico del lavoro resta il riferimento per l'idoneità e la prevenzione in azienda. **Un esempio.** Un uomo di 44 anni di Querceta, lucidatore in un laboratorio di marmo a Pietrasanta. Da mesi aveva dolore alla spalla destra e al collo, peggiore il venerdì. Teneva la smerigliatrice sempre con la stessa presa e il piano di lavoro gli arrivava sotto la vita. Nella valutazione la parte alta della schiena era molto rigida e la spalla compensava. Dopo quattro sedute in sei settimane, un rialzo sotto il pezzo e due esercizi per le pause, il dolore si è ridotto a un fastidio che compare solo nelle settimane più cariche. Lo studio è a Camaiore e, quando possibile, cerco un orario compatibile con i turni: per fissare una prima visita [trovi qui i contatti](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Quante sedute servono dall'osteopata? Come si costruisce un percorso > Una, tre, dieci? Quante sedute osteopatiche servono davvero, a che distanza, e come capire se il percorso sta funzionando. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-08-02 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/quante-sedute-servono-dall-osteopata/ È una delle domande più frequenti alla fine della prima visita. La risposta dipende da diversi fattori, ma si possono dare dei numeri indicativi. ## I numeri, in media Nella mia esperienza: - **Problema recente e acuto** (un blocco alla schiena di tre giorni fa, un torcicollo): **1-3 sedute**, ravvicinate, a distanza di qualche giorno. - **Problema che c'è da qualche mese**: **3-5 sedute**, a distanza di una o due settimane. - **Problema cronico, che c'è da anni**: **5-8 sedute**, più distanziate verso la fine, e qualche cambiamento nelle abitudini. - **Mantenimento** per chi fa sport intenso o ha un lavoro pesante: **una seduta ogni 1-3 mesi**, ma solo se ha senso per te. Se dopo tre sedute non c'è nessun miglioramento, qualcosa non torna: o il problema non è di mia competenza, o va rivista la strategia. In quel caso ne parliamo e valutiamo insieme come procedere. ## Da cosa dipende **Da quanto tempo c'è il problema.** Un corpo che si è adattato a un dolore per dieci anni ha costruito compensi su compensi: ci vuole più tempo per smontarli. Un problema di una settimana, invece, non ha ancora «messo radici». **Dalla tua età e dalla tua forma.** Non per fare il pessimista: a vent'anni il corpo risponde più in fretta che a settanta. Ma ho visto settantenni attivi recuperare meglio di trentenni sedentari. **Da cosa fai tra una seduta e l'altra.** Se lavoro un'ora sulla tua schiena e poi tu passi le altre 167 ore della settimana nella posizione che l'ha fatta ammalare, il risultato dura poco. Non ti chiedo di stravolgere la vita: di solito bastano due o tre cose piccole fatte con costanza. **Dal problema stesso.** Un blocco articolare risponde spesso in modo rapido e netto. Una tensione diffusa, legata a stress e sonno, ha bisogno di più tempo e di un lavoro più ampio. ## Perché non una sola seduta A volte una seduta basta. Succede, ed è bello. Ma di solito non è così, per un motivo semplice: il corpo ha bisogno di tempo per **integrare** un cambiamento. Se restituisco movimento a un'articolazione rigida da anni, i muscoli intorno devono imparare a usare quel movimento nuovo. Ci mettono giorni, a volte settimane. La seduta successiva serve a vedere cosa ha tenuto, cosa no, e a fare il passo seguente. È un po' come imparare a nuotare: una lezione ti dà le basi, ma il corpo capisce davvero solo con la ripetizione. ## Perché nemmeno troppe Dall'altra parte, diffida di chi ti propone pacchetti da venti sedute dalla prima volta. L'osteopatia ha senso finché produce cambiamenti. Quando il problema è risolto, o quando il corpo ha trovato un equilibrio stabile, il percorso finisce. ## Come capire se sta funzionando Dopo ogni seduta ti chiedo di notare, nei giorni seguenti: - il dolore è cambiato di intensità? di frequenza? di posizione? - riesci a fare qualcosa che prima non riuscivi (allacciarti le scarpe, dormire su un fianco, fare retromarcia senza girare tutto il busto)? - ti senti più libero nei movimenti? Il dolore che **si sposta** o **cambia carattere** è spesso un buon segno: vuol dire che il sistema si sta riorganizzando. Il dolore che resta identico dopo tre sedute, invece, è un segnale che dobbiamo cambiare qualcosa. **Un esempio.** Un'insegnante di Camaiore con dolore alla spalla da un anno. Dopo la prima seduta: «sento uguale, ma riesco a mettere la giacca senza aiutarmi con l'altra mano». Dopo la seconda: dolore ancora presente, ma solo a fine giornata. Dopo la quarta: due o tre giorni a settimana senza niente. Ci siamo fermati alla sesta, con un paio di esercizi da fare a casa. ## Se hai poco tempo Se sei in Versilia per le vacanze e hai una o due settimane, si può fare un percorso concentrato: 2-3 sedute ravvicinate e un piano per quando torni a casa. Ne parlo in [Osteopata in vacanza in Versilia](https://matteobertacca.com/articoli/osteopata-in-vacanza-in-versilia/). Per iniziare, [contattami](https://matteobertacca.com/#contatti): parliamo del tuo caso e ti dico cosa mi aspetto. --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Fascite plantare: perché il tallone fa male al mattino > Fascite plantare e dolore al tallone appena scendi dal letto: cause, legame con polpaccio, caviglia e anca, scarpe giuste e camminate a piedi nudi in spiaggia. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-07-28 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/fascite-plantare-dolore-al-tallone/ Ti alzi dal letto, appoggi il piede a terra e senti una fitta sotto il tallone, come se ci fosse un sassolino o un chiodo. I primi passi sono faticosi, poi dopo qualche minuto il dolore cala. Torna magari dopo essere stato seduto a lungo, o la sera dopo una giornata in piedi. È la descrizione tipica della fascite plantare, uno dei disturbi del piede che vedo più spesso in studio, soprattutto all'inizio e alla fine dell'estate. ## Che cos'è la fascite plantare Sotto la pianta del piede c'è una fascia di tessuto robusto, la fascia plantare, che va dal tallone alla base delle dita. Fa da sostegno all'arco del piede e lavora a ogni passo, come una corda che si tende e si rilascia. Quando viene sovraccaricata per settimane, il punto in cui si attacca al tallone si irrita e diventa dolente. Il dolore al mattino ha una spiegazione semplice: di notte il piede resta a riposo con la punta leggermente rivolta verso il basso, la fascia e il polpaccio si accorciano un po', e i primi passi li mettono in tensione di colpo. Il medico può confermare il sospetto con la visita e, se serve, con un'ecografia. Lo «sperone calcaneare» che a volte compare in radiografia non è necessariamente la causa del dolore: molte persone ce l'hanno senza alcun fastidio. ## Perché si sovraccarica Raramente c'è una sola ragione. Le più comuni sono: - **un polpaccio rigido**, che tira sul tallone e costringe la fascia a lavorare di più; - **una caviglia che si piega poco**, magari per una vecchia distorsione; - **un aumento improvviso del carico**: hai iniziato a correre, hai fatto molte più ore in piedi del solito, hai preso qualche chilo; - **scarpe molto piatte o consumate**, oppure il passaggio brusco da scarpe ammortizzate a calzature senza sostegno; - **il modo in cui carichi il peso**, che dipende anche da anca e ginocchio. Se un'anca ruota poco, il piede spesso compensa appiattendosi a ogni passo. Per questo nella valutazione guardo il piede, ma anche caviglia, polpaccio, ginocchio, anca e il modo in cui cammini. Il trattamento usa mobilizzazioni delle articolazioni del piede e della caviglia, tecniche sui tessuti per il polpaccio e la pianta del piede e, quando serve, un lavoro sull'anca e sul bacino. Chi fa sport trova qualche indicazione in più in [Osteopatia e sport](https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-e-sport/). ## Scarpe e piedi nudi in Versilia Qui in Versilia la fascite ha una stagione. Da maggio in poi molte persone passano in pochi giorni dalle scarpe chiuse alle infradito piatte, o camminano a piedi nudi per ore. Il piede non è abituato e la fascia lavora molto di più. Camminare a piedi nudi sulla sabbia non è di per sé un male, anzi, ma conta come lo fai: - **la sabbia asciutta e morbida** fa lavorare molto polpaccio e piede, perché il tallone affonda. Per un piede già dolente è faticosa; - **la battigia**, dove la sabbia è bagnata e compatta, è più regolare e di solito più tollerata; - **il lungomare e la passeggiata** non vanno fatti a piedi nudi o in infradito sottili: l'asfalto e il cemento sono duri e senza ammortizzazione; - **inizia con gradualità**: se ti piace camminare scalzo, comincia con dieci o quindici minuti e aumenta nel giro di qualche settimana. In generale, finché il tallone fa male, è meglio usare scarpe con un minimo di tacco (un centimetro o poco più), una suola che ammortizza e un buon sostegno. Anche in casa evita di camminare scalzo sul pavimento duro, soprattutto appena alzato. Chi fa trekking sulle Apuane trova consigli sulle calzature in [Escursioni sulle Apuane](https://matteobertacca.com/articoli/escursioni-sulle-apuane/). **Un esempio.** Una signora di Lido di Camaiore, 52 anni, gestiva uno stabilimento balneare. Ogni estate, verso luglio, iniziava a sentire male al tallone sinistro, che durava fino all'autunno. Passava la giornata scalza o in infradito, tra sabbia e pedana di legno. Il polpaccio sinistro era molto rigido e la caviglia si piegava meno della destra, residuo di una distorsione di anni prima. Abbiamo lavorato su caviglia e polpaccio, le ho dato due esercizi per il mattino e lei ha iniziato a usare un sandalo con un po' di sostegno durante il lavoro. In un mese il dolore al mattino era molto diminuito. L'estate dopo è tornata a giugno, prima che il disturbo ricominciasse. ## Cosa puoi fare tu - **Prima di alzarti**, ancora seduto sul letto, muovi il piede su e giù una ventina di volte e fai qualche cerchio con la caviglia. - **Allunga il polpaccio** due o tre volte al giorno: mani al muro, la gamba dolente indietro con il tallone a terra e il ginocchio dritto, tieni 30 secondi. Poi ripeti con il ginocchio leggermente piegato. - **Fai rotolare una pallina** (da tennis, o una bottiglietta d'acqua fredda) sotto la pianta del piede per un paio di minuti, con una pressione che non dà dolore. - **Riduci per un periodo** le attività che peggiorano il dolore, senza fermarti del tutto: camminare va bene, correre su asfalto per qualche settimana meglio di no. La fascite plantare di solito migliora, ma richiede pazienza: spesso servono alcune settimane, a volte qualche mese. ## Quando andare prima dal medico Rivolgiti al medico, all'ortopedico o al podologo prima di un trattamento se: - il dolore è iniziato dopo una caduta, un salto o un trauma; - il tallone è gonfio, arrossato o caldo, o hai febbre; - senti formicolio, bruciore o intorpidimento nella pianta del piede; - il dolore è forte anche a riposo e di notte; - soffri di diabete e hai dolore o ferite ai piedi; - il dolore è in entrambi i talloni insieme ad altre articolazioni doloranti. Il medico o il podologo possono anche valutare se ti serve un plantare. Se invece vuoi una valutazione osteopatica nel mio studio di Camaiore, [qui trovi come prenotare](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Osteopatia e sport: corsa, bici, nuoto, padel e tutto quello che si fa in Versilia > Come l'osteopatia aiuta chi fa sport, dall'amatore al competitivo: prevenire gli infortuni ricorrenti, recuperare meglio e capire perché un dolore torna sempre nello stesso punto. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-07-23 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-e-sport/ La Versilia è un posto dove ci si muove: si corre sul lungomare da Viareggio a Forte dei Marmi, si pedala sulle colline di Camaiore e verso le Apuane, si nuota, si gioca a padel, beach volley, beach tennis, si fa surf e sup quando il mare lo permette. Risultato: una buona parte delle persone che vedo in studio sono sportivi, amatori o agonisti, con un dolore che gli impedisce di fare quello che amano. ## Il problema tipico dello sportivo Non è l'infortunio grave: per quello ci sono il medico e il fisioterapista. È il **fastidio che torna**: il ginocchio che inizia a tirare dopo dieci chilometri, la spalla che a fine allenamento di nuoto brucia, la schiena che si blocca ogni due mesi in bici, il gomito del padel. Spesso succede così: ci si ferma una settimana, il dolore passa, si riprende ad allenarsi e dopo un po' torna. Quando un dolore torna sempre nello stesso punto, di solito è perché quel punto **sta lavorando al posto di un altro**. Non è il ginocchio il problema; è l'anca che non ruota abbastanza, o il piede che non si appoggia bene, e il ginocchio si sovraccarica. ## Cosa fa l'osteopata per chi fa sport **Cerca il perché.** Valuto tutto il corpo in rapporto al gesto sportivo. Un corridore lo guardo in piedi su una gamba sola, un ciclista gli chiedo come sta sulla bici, un nuotatore gli faccio simulare la bracciata. **Restituisce movimento dove manca.** Se l'anca è rigida, lavoro sull'anca. Se la gabbia toracica non ruota, lavoro lì. L'obiettivo è ridistribuire il carico, così che nessun punto sia sovraccaricato. **Accelera il recupero.** Dopo una gara o un periodo di carico intenso, un trattamento aiuta i tessuti a sciogliersi e il corpo a tornare in equilibrio più in fretta. **Non ti ferma, se possibile.** Preferisco modificare un allenamento che sospenderlo. Il movimento è quasi sempre parte della soluzione. ## Qualche esempio per sport **Corsa.** Il classico dolore laterale al ginocchio (la «bandelletta») o alla tibia. Spesso c'è di mezzo un bacino poco stabile o una caviglia rigida da una vecchia distorsione. Lavorando su quelli, il ginocchio smette di protestare. **Bici.** Dolore lombare dopo un'ora in sella, o collo e spalle a pezzi. Qui la rigidità della parte alta della schiena è quasi sempre coinvolta: se il dorso non si piega, lo fanno la lombare e il collo. A volte basta anche un controllo della posizione in sella. **Nuoto.** La «spalla del nuotatore». Spesso la spalla è vittima di una gabbia toracica che ruota poco o di una scapola che non scivola bene. Si lavora lì, non solo sulla spalla. **Padel e tennis.** Gomito e spalla, ma anche la schiena per i colpi in rotazione. Il gomito, in particolare, risponde bene quando si libera il polso e la spalla. **Surf e sup.** Lombare e collo per il paddling, spalle per la remata. Chi lo fa solo d'estate arriva al primo giorno senza preparazione: le prime sedute servono a sbloccare quello che si è irrigidito. ## Un esempio Un runner di Lido di Camaiore, 42 anni, preparava la maratona. Da due mesi dolore al ginocchio destro oltre i 12 km. Esami puliti. Nella valutazione l'anca destra ruotava molto meno della sinistra, e stava su una gamba sola molto peggio a destra. Tre sedute sull'anca e sul bacino, un paio di esercizi di stabilità, e il ginocchio ha smesso di farsi sentire. A ottobre ha corso la maratona senza problemi. ## Prevenzione: ha senso? Per chi si allena regolarmente, sì. Un controllo ogni due o tre mesi, prima che qualcosa faccia male, permette di trovare le rigidità che si stanno accumulando e di sistemarle in una seduta invece che in cinque. Non è obbligatorio e non lo propongo a tutti, ma per chi ha carichi importanti è un buon investimento. Ricevo a Camaiore, in Versilia. Se hai un fastidio che torna durante lo sport, [scrivimi](https://matteobertacca.com/#contatti) e fissiamo una valutazione. --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Colpo della strega: cosa fare nelle prime 48-72 ore > Colpo della strega o lombalgia acuta: cosa fare nei primi giorni, cosa evitare, quali segnali richiedono il medico e quando ha senso venire dall'osteopata. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-07-18 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/colpo-della-strega-cosa-fare/ Il colpo della strega di solito arriva in un momento banale: ti chini per allacciare una scarpa, prendi una cassa d'acqua dal bagagliaio, ti giri di scatto. Senti una fitta in fondo alla schiena e da lì in poi ogni movimento è difficile. A volte resti piegato in avanti o storto da un lato e non riesci a raddrizzarti. In questo articolo mi concentro sui primi giorni, perché sono quelli in cui le persone mi scrivono più spesso chiedendo cosa fare. ## Cosa succede nella schiena Nella maggior parte dei casi il blocco acuto non è dovuto a una lesione grave. Una piccola struttura della zona lombare (un'articolazione tra le vertebre, un legamento, il disco o un muscolo) viene sovraccaricata, e i muscoli intorno si contraggono con forza per proteggerla. È questa contrattura che ti tiene bloccato e che fa così male quando provi a muoverti. Spesso il gesto che scatena il dolore è solo l'ultimo di una serie. Nei giorni precedenti magari hai dormito poco, hai passato molte ore in macchina, hai fatto un trasloco o un lavoro in giardino. La schiena era già stanca e il movimento banale ha fatto il resto. Ne parlo in modo più ampio nell'articolo sul [mal di schiena](https://matteobertacca.com/articoli/mal-di-schiena-osteopatia/). ## Cosa fare nelle prime 48-72 ore - **Muoviti un po', anche se fa male.** Il riposo assoluto a letto non aiuta e spesso allunga i tempi. Alzati ogni ora, cammina per casa, anche per pochi minuti. Il dolore all'inizio del movimento è normale e di solito si attenua dopo qualche passo. - **Trova una posizione di riposo comoda.** Molti stanno meglio sdraiati sulla schiena con le gambe piegate su un cuscino o su una sedia, altri sul fianco con un cuscino tra le ginocchia. Non c'è una posizione giusta per tutti: usa quella che ti dà sollievo. - **Caldo sulla zona lombare.** Una borsa dell'acqua calda o una doccia calda aiutano i muscoli a rilasciarsi. Il ghiaccio è utile soprattutto dopo un trauma; nel blocco muscolare la maggior parte delle persone si trova meglio con il caldo. - **Alzati dal letto «a blocco».** Girati sul fianco con le ginocchia piegate, fai scendere le gambe dal letto e spingiti su con le braccia. In questo modo la schiena lavora pochissimo. - **Farmaci solo su indicazione.** Se il dolore non ti fa dormire, chiedi al tuo medico o al farmacista quale antidolorifico o antinfiammatorio puoi prendere. ## Cosa evitare - Stare fermo a letto per giorni. - Fare allungamenti forti o esercizi visti online per «sbloccare» la schiena: in questa fase rischiano di aumentare la contrattura. - Sollevare pesi, anche piccoli, piegandoti con la schiena. - Stare seduto a lungo su divani bassi e morbidi, da cui è difficile alzarsi. - Lunghi viaggi in macchina, se puoi rimandarli. - Farti manipolare la schiena da chi non ha fatto una valutazione: anche in studio, nei primi giorni, lavoro in modo molto delicato. ## Quando andare subito dal medico Il colpo della strega di solito non è grave, ma ci sono situazioni in cui serve una visita medica prima di tutto: - il dolore è comparso dopo una caduta o un incidente; - hai febbre, ti senti male in generale o hai perso peso senza motivo; - hai difficoltà a urinare, perdita di controllo di vescica o intestino, intorpidimento nella zona genitale (in questo caso pronto soccorso); - hai perso forza in una gamba o il dolore scende sotto il ginocchio con formicolio importante (qui può esserci un coinvolgimento del nervo, ne parlo in [Sciatica](https://matteobertacca.com/articoli/sciatica-osteopatia/)); - il dolore è molto forte anche a riposo e di notte, senza nessuna posizione che dia sollievo. ## Quando venire in studio Puoi venire anche nei primi giorni, se riesci a muoverti abbastanza per arrivare. In questa fase il trattamento è leggero: lavoro con mobilizzazioni dolci e tecniche sui tessuti, spesso intorno alla zona dolorosa più che direttamente sopra, per aiutare i muscoli a ridurre la contrattura. Controllo anche il bacino, le anche e la parte alta della schiena, perché un blocco lombare di solito porta con sé rigidità anche nelle zone vicine. Le manipolazioni le valuto più avanti, se servono e se sei d'accordo. Se preferisci aspettare, va bene lo stesso. Un buon momento è quando, dopo due o tre giorni, il dolore non migliora, oppure quando migliora ma resti rigido e storto. Per un blocco acuto di solito bastano due o tre sedute ravvicinate; i tempi dipendono da te e dalla situazione, e ne parlo in [Quante sedute servono](https://matteobertacca.com/articoli/quante-sedute-servono-dall-osteopata/). **Un esempio.** Una donna di Massarosa, 39 anni, si era bloccata sollevando il figlio dal seggiolino della macchina. Il giorno dopo camminava piegata in avanti e storta verso destra. La prima seduta è stata molto leggera e le ho dato indicazioni su come alzarsi e su come prendere il bambino nei giorni successivi. Alla seconda seduta, tre giorni dopo, era dritta e il dolore era sceso molto. Alla terza abbiamo lavorato anche sull'anca e sul dorso, che erano rigidi da prima del blocco. ## Dopo il blocco Una volta passata la fase acuta, è utile capire perché la schiena si è bloccata proprio in quel momento. Spesso emergono abitudini che si possono cambiare: tante ore seduti senza pause, poco movimento durante la settimana, un modo di sollevare i pesi che carica tutto sulla zona lombare. Lavorare su questi aspetti riduce la probabilità che il blocco si ripresenti. Ricevo a Camaiore e vedo spesso persone da tutta la Versilia con blocchi acuti. Se vuoi prenotare, [trovi i contatti qui](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Mal di schiena: come lo affronta l'osteopata > Lombalgia, colpo della strega, schiena rigida al mattino: perché la schiena fa male, cosa guarda l'osteopata e cosa puoi fare tu nel frattempo. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-07-13 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/mal-di-schiena-osteopatia/ Il mal di schiena è il motivo numero uno per cui le persone entrano nel mio studio. È un disturbo molto comune e nella maggior parte dei casi non ha cause gravi. Però, se non si capisce da dove nasce, tende a ripresentarsi. ## Tre tipi di mal di schiena che vedo spesso **Il blocco improvviso.** Ti pieghi per prendere una borsa della spesa, senti una fitta e non riesci più a raddrizzarti. Il famoso «colpo della strega». Fa molto male, ma di solito non è pericoloso: è un meccanismo di difesa, i muscoli si contraggono per proteggere la zona. **Il dolore che c'è sempre.** Un fastidio sordo in fondo alla schiena, peggio al mattino o dopo tanto tempo seduti. Non ti blocca, ma non ti lascia mai del tutto. È il più comune in chi lavora al computer o fa molte ore in macchina. **Il dolore che scende nella gamba.** Dalla schiena verso il gluteo, a volte fino al piede. Qui spesso c'è un nervo irritato (il classico «nervo sciatico»). Merita attenzione in più: quando c'è formicolio persistente o perdita di forza, prima si passa dal medico. ## Perché la schiena fa male Quasi mai per una sola ragione. Una schiena che fa male di solito ha accumulato più cose: - ore e ore nella stessa posizione; - muscoli che lavorano troppo (la zona lombare) perché altri lavorano troppo poco (addome, glutei); - un'anca o un bacino che si muovono poco, per cui la schiena deve compensare; - stress e sonno scarso, che abbassano la soglia del dolore; - un vecchio infortunio mai del tutto risolto. Per questo, anche quando la radiografia mostra «un po' di artrosi» o la risonanza «una protrusione», non è detto che sia quella la causa: moltissime persone hanno le stesse immagini e nessun dolore. ## Cosa faccio io Nella [prima seduta](https://matteobertacca.com/articoli/come-funziona-una-seduta-dall-osteopata/) cerco di rispondere a una domanda: **perché proprio questa schiena, proprio ora?** Guardo come stai in piedi, come ti pieghi, come ruoti. Controllo con le mani la zona lombare, ma anche il bacino, le anche, il diaframma, la parte alta della schiena. Molto spesso la lombare è rigida perché sta sopperendo a un'anca che non ruota o a una gabbia toracica che non si espande. Poi lavoro per restituire movimento dove manca, con mobilizzazioni, tecniche sui tessuti e, quando serve e sei d'accordo, manipolazioni. Nel blocco acuto le prime sedute sono delicate: si lavora intorno alla zona, non sopra. **Un esempio.** Una signora di Forte dei Marmi, 58 anni, veniva da anni di dolore lombare «da postura». Durante la valutazione l'anca destra ruotava pochissimo: ricordò di essersi rotta il femore da ragazza. La schiena girava al posto dell'anca da quarant'anni. Abbiamo lavorato sull'anca, non sulla schiena, e in quattro sedute il dolore è sceso a un livello che non ricordava da tempo. ## Cosa puoi fare tu, subito - **Muoviti.** Il riposo a letto, salvo rari casi, peggiora le cose. Cammina, anche poco, anche se fa un po' male. - **Cambia posizione spesso.** Non esiste la postura perfetta; esiste la postura tenuta troppo a lungo. Alzati ogni 30-40 minuti. - **Caldo** sulla zona lombare rilassa i muscoli: una borsa dell'acqua calda la sera aiuta. - **Niente panico.** La paura del dolore fa irrigidire ancora di più. Nella stragrande maggioranza dei casi la schiena guarisce. ## Quando invece andare subito dal medico Se il mal di schiena arriva con febbre, perdita di peso senza motivo, difficoltà a controllare vescica o intestino, perdita di forza a una gamba, o dopo una caduta importante: prima il medico, poi tutto il resto. Ne parlo meglio in [Quando andare dall'osteopata e quando no](https://matteobertacca.com/articoli/quando-andare-dall-osteopata-e-quando-no/). ## Il percorso Per un blocco acuto bastano di solito 2-3 sedute ravvicinate. Per un dolore cronico servono più tempo e qualche cambiamento nelle abitudini, ma il percorso è di solito breve: ne parlo in [Quante sedute servono](https://matteobertacca.com/articoli/quante-sedute-servono-dall-osteopata/). Ricevo a Camaiore e seguo persone da Pietrasanta, Forte dei Marmi, Viareggio e da tutta la Versilia. Se vuoi fissare una visita, [qui trovi i contatti](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Osteopata, fisioterapista o chiropratico? Le differenze spiegate semplici > Tre professioni che si confondono spesso. Cosa fa ciascuna, quando ha senso scegliere l'una o l'altra e perché a volte lavorano insieme. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-07-08 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/osteopata-fisioterapista-chiropratico-differenze/ «Ho mal di schiena: vado dall'osteopata, dal fisioterapista o dal chiropratico?» È una domanda che sento ogni settimana, e la confusione è comprensibile: tutte e tre le figure lavorano con le mani su muscoli e articolazioni. Ma partono da idee diverse e, nella pratica, fanno cose diverse. Qui spiego in breve che cosa fa ciascuna. ## Il fisioterapista Il fisioterapista è un professionista sanitario laureato che si occupa di **riabilitazione**. Il suo terreno è il recupero della funzione dopo un danno: un intervento al ginocchio, una frattura, una lesione muscolare, un ictus. Usa le mani, ma anche esercizi, macchinari (tecar, laser, ultrasuoni) ed educazione del paziente. Lavora di solito su prescrizione medica e segue protocolli precisi. **Esempio:** ti sei rotto il polso, hai tenuto il gesso un mese, ora non riesci a girare la mano. Il fisioterapista ti aiuta a recuperare movimento e forza con un programma di esercizi progressivi. È il suo ambito specifico. ## Il chiropratico Il chiropratico si concentra soprattutto sulla **colonna vertebrale** e sul suo rapporto con il sistema nervoso. La tecnica tipica è l'aggiustamento vertebrale: una manipolazione rapida e precisa, spesso con il classico «crack». Le sedute sono generalmente brevi e molto mirate. In Italia la figura è meno diffusa e meno regolamentata che negli Stati Uniti, dove è nata. **Esempio:** hai un blocco acuto alla zona lombare, un «colpo della strega». Il chiropratico valuta la colonna e, se lo ritiene indicato, esegue una manipolazione per sbloccarla. ## L'osteopata L'osteopata lavora sul **corpo nel suo insieme**. Il ragionamento è: il dolore è in un punto, ma la causa può essere altrove, e il corpo si adatta continuamente. Quindi guarda la colonna, ma anche piedi, bacino, gabbia toracica, respirazione, addome. Le tecniche sono molto varie: dalle manipolazioni (come il chiropratico) alle mobilizzazioni lente, fino a tecniche delicatissime. L'osteopata sceglie in base alla persona, non in base a un protocollo. **Esempio:** hai un dolore alla spalla da mesi, senza una causa evidente. Gli esami sono puliti. L'osteopata valuta tutto il corpo e magari scopre che la spalla lavora male perché la gabbia toracica è rigida da un lato, e lavora lì. Ne ho parlato più a fondo in [Che cos'è l'osteopatia](https://matteobertacca.com/articoli/che-cos-e-l-osteopatia/). ## Una tabella per orientarsi | | Fisioterapista | Chiropratico | Osteopata | |---|---|---|---| | **Su cosa si concentra** | Recupero della funzione | Colonna vertebrale | Corpo intero | | **Strumenti** | Mani, esercizi, macchinari | Manipolazioni vertebrali | Solo le mani, tecniche varie | | **Quando ha senso** | Dopo infortuni, interventi, malattie | Blocchi articolari della schiena | Dolori ricorrenti senza causa chiara, postura, tensioni | | **Durata seduta** | 30-60 min | 15-30 min | 45-60 min | Le righe sono per forza una semplificazione. Ci sono fisioterapisti che lavorano in modo molto globale e osteopati molto specializzati sulla colonna. ## Quale scegliere? Una regola pratica: - **C'è stato un evento preciso** (frattura, intervento, lesione diagnosticata)? Parti dal medico e poi dal **fisioterapista**. - **Hai un dolore che va e viene da tempo**, gli esami sono a posto e nessuno ti ha dato una spiegazione convincente? L'**osteopata** è una buona scelta. - **Hai un blocco acuto della schiena** e cerchi un intervento rapido sulla colonna? Il **chiropratico** o l'osteopata. A volte serve più di una figura. Mi capita di seguire persone in parallelo con un fisioterapista: lui lavora sul recupero della forza, io sulle tensioni e sugli adattamenti del resto del corpo. ## Un ultimo consiglio Al di là del titolo, un buon professionista, qualunque sia il titolo, ti ascolta, ti spiega cosa sta facendo, non promette risultati che non può garantire e ti dice quando non è lui quello che ti serve. Se vuoi capire se l'osteopatia è la strada giusta per il tuo caso, [scrivimi](https://matteobertacca.com/#contatti): ricevo a Camaiore e seguo persone da tutta la Versilia, da Forte dei Marmi a Viareggio. --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Schiena e collo in spiaggia: consigli pratici per l'estate in Versilia > Mal di schiena e collo rigido in spiaggia: lettino, sdraio, lettura a pancia in giù, bambini in braccio, ombrellone e sport estivi. Consigli pratici per l'estate in Versilia. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-07-03 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/schiena-in-spiaggia/ In estate cambia il tipo di persone che vedo in studio, e cambiano anche i motivi per cui vengono. Meno dolori da scrivania, più schiene bloccate dopo aver piantato l'ombrellone, colli rigidi dopo un pomeriggio a leggere sul lettino, spalle infiammate dal primo giorno di paddle. Sono quasi sempre disturbi banali, ma possono rovinare qualche giorno di vacanza. Qui raccolgo le situazioni più comuni in spiaggia e cosa puoi fare per evitarle. ## Lettino, sdraio e telo: come stai sdraiato Passare ore sdraiati sembra riposante, ma la schiena e il collo non sono abituati a stare così a lungo in posizioni particolari. - **Leggere a pancia in giù** è la posizione che crea più problemi: per tenere il libro o il telefono davanti agli occhi inarchi la zona lombare e pieghi il collo all'indietro, spesso per un'ora di fila. Meglio leggere sdraiato su un fianco, con un asciugamano arrotolato sotto la testa, o seduto con lo schienale del lettino alzato. - **A pancia in giù per prendere il sole** la testa resta girata da un lato. Ricordati di cambiare lato ogni tanto, o appoggia la fronte sulle mani incrociate per tenere il collo dritto. - **Sulla sdraio bassa** il bacino scivola in avanti e la schiena si incurva. Un telo piegato dietro la vita aiuta a mantenere la curva lombare. - **Sul telo in spiaggia libera** la sabbia non è piatta: prima di sdraiarti, sistemala in modo da avere un appoggio regolare. Il principio è lo stesso che vale alla scrivania: nessuna posizione va bene se la tieni troppo a lungo. Alzati, fai due passi sul bagnasciuga, poi torna giù. ## Ombrellone, borse e bambini: i carichi Molti blocchi lombari che vedo in agosto nascono in pochi secondi, con un gesto fatto di fretta. - **Piantare l'ombrellone** richiede una rotazione con la schiena piegata e le braccia che spingono. Meglio tenere i piedi larghi, piegare le ginocchia e ruotare con tutto il corpo, non solo con la schiena. - **Borse frigo, sedie, giochi**: è meglio fare due viaggi dalla macchina che uno solo con le braccia piene. Distribuisci il peso tra le due mani e tieni le borse vicino al corpo. - **I bambini in braccio** pesano di più di quanto sembri, soprattutto se li porti sempre sullo stesso fianco, con l'anca spinta di lato. Cambia lato spesso e, quando puoi, usa il passeggino o un marsupio anche in spiaggia. - **Sollevare un bambino dall'acqua** o dalla sabbia, con la schiena piegata e le braccia tese: piegati sulle ginocchia e avvicinalo a te prima di alzarti. Se nonostante tutto ti blocchi, trovi le prime cose da fare in [Colpo della strega: cosa fare](https://matteobertacca.com/articoli/colpo-della-strega-cosa-fare/). ## Nuoto, beach volley e paddle Lo sport in vacanza fa bene, ma molti passano da undici mesi di poco movimento a due ore di beach volley il primo giorno. - **Il primo bagno**: nuotare è ottimo per la schiena, ma se non nuoti da mesi parti con poco. Venti minuti a stile libero dopo un anno di stop affaticano spalle e collo, soprattutto se respiri sempre dallo stesso lato o nuoti a rana tenendo la testa fuori dall'acqua. - **Beach volley**: salti e atterraggi sulla sabbia sono più morbidi, ma la sabbia fa lavorare molto caviglie e polpacci. Scalda bene le gambe prima e fermati quando senti le gambe pesanti. - **Paddle e SUP**: pagaiare sollecita spalle e parte alta della schiena, e stare in piedi sulla tavola richiede equilibrio continuo. Le prime uscite brevi, poi si allunga. - **Racchettoni**: tanti colpi sempre con lo stesso braccio, spesso con il busto ruotato. Alterna i momenti di gioco e le pause. Se ti fa male una spalla dopo qualche giorno di nuoto o di paddle, ne parlo in [Spalla dolorosa](https://matteobertacca.com/articoli/spalla-dolorosa-osteopatia/). Per chi fa sport con regolarità c'è anche l'articolo su [osteopatia e sport](https://matteobertacca.com/articoli/osteopatia-e-sport/). ## Il collo e il sole Il collo soffre in spiaggia anche per motivi meno ovvi. Dormire sotto l'ombrellone con la testa piegata su una borsa, passare l'aria condizionata della macchina o della casa in affitto dopo ore al caldo, il primo bagno freddo con il collo sudato. Questi passaggi bruschi non causano da soli un torcicollo, ma su un collo già teso possono far scattare una contrattura. Un piccolo cuscino gonfiabile da spiaggia e un asciugamano sulle spalle nelle ore di vento sono accorgimenti semplici. **Un esempio.** Una mamma di 38 anni, di Bergamo, in vacanza a Marina di Pietrasanta con due bambini di 2 e 5 anni. Dopo una settimana di spiaggia aveva un dolore in fondo alla schiena e tra le scapole che peggiorava la sera. Il più piccolo stava quasi sempre in braccio, sul fianco sinistro, e il pomeriggio lei leggeva a pancia in giù. Nella valutazione bacino e parte alta della schiena erano molto rigidi. Abbiamo fatto due sedute nella stessa settimana e cambiato alcune abitudini: lato del bambino alternato, lettura sul fianco. Il dolore della sera si è ridotto molto, non è sparito del tutto ma le ha permesso di finire la vacanza senza pensarci troppo. ## Quando venire in studio Se un fastidio dura più di qualche giorno nonostante le accortezze, o ti limita nelle cose che vorresti fare in vacanza, un breve percorso può essere utile. Per chi è in Versilia per una o due settimane organizzo due o tre sedute concentrate nel soggiorno: lo spiego in [Osteopata in vacanza in Versilia](https://matteobertacca.com/articoli/osteopata-in-vacanza-in-versilia/). Se invece il dolore arriva dopo una caduta, scende nella gamba con formicolio o debolezza, o si accompagna a febbre, la prima cosa da fare è sentire un medico. Lo studio è a Camaiore, comodo da Forte dei Marmi, Marina di Pietrasanta e Lido di Camaiore: per fissare una seduta durante le vacanze puoi [scrivermi](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Mal di schiena in viaggio: come arrivare in Versilia senza schiena e collo bloccati > Mal di schiena e collo rigido dopo un lungo viaggio in auto: come sederti alla guida, quando fare le pause e cosa fare all'arrivo in Versilia. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-06-28 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/mal-di-schiena-in-viaggio/ D'estate, nella prima settimana di luglio e di agosto, vedo arrivare in studio molte persone appena scese dalla macchina. Vengono da Milano, Torino, Bologna, a volte dalla Germania, e dopo quattro, cinque o sei ore di autostrada hanno la schiena rigida, il collo che gira poco o un fastidio al gluteo che prima non c'era. Quasi sempre non è niente di grave, ma è un peccato iniziare le vacanze così. Qui spiego cosa succede alla schiena in un lungo viaggio e cosa puoi fare prima, durante e dopo. ## Perché un viaggio lungo pesa sulla schiena Stare seduti non fa male di per sé. Il problema è stare seduti a lungo nella stessa posizione, con poche possibilità di cambiarla. In macchina succedono alcune cose insieme: - il bacino resta fermo e leggermente ruotato all'indietro, quindi la zona lombare perde la sua curva naturale; - chi guida tiene le gambe in una posizione fissa, con il piede destro sempre sull'acceleratore e l'anca destra un po' ruotata; - le spalle e il collo lavorano per tenere le braccia sul volante e lo sguardo sulla strada, spesso con la testa portata in avanti; - le vibrazioni continue dell'auto affaticano i muscoli profondi della schiena; - la tensione del viaggio (traffico, bambini dietro, orari) fa contrarre ancora di più spalle e mandibola. A questo si aggiungono le cose che facciamo prima di partire: caricare valigie, borse frigo, biciclette sul portapacchi. Spesso la schiena arriva al viaggio già stanca. ## Come sederti alla guida Non esiste una posizione perfetta, ma alcune regolazioni fanno una differenza reale: - **Sedile vicino abbastanza** da arrivare a premere la frizione fino in fondo con il ginocchio ancora un po' piegato. Se devi allungare la gamba del tutto, il bacino scivola in avanti. - **Schienale quasi dritto**, leggermente inclinato. Uno schienale molto reclinato costringe a portare la testa in avanti per vedere la strada. - **Fondoschiena ben in fondo al sedile**, in modo che la zona lombare appoggi. Se il sedile non ha un supporto lombare, un asciugamano arrotolato dietro la vita può aiutare. - **Volante raggiungibile** con i gomiti piegati e le spalle appoggiate allo schienale. - **Poggiatesta** all'altezza della parte alta della testa, non del collo. - **Portafoglio e telefono fuori dalle tasche posteriori**: stare seduti ore su un portafoglio inclina il bacino da un lato. Per chi viaggia come passeggero vale lo stesso: meglio evitare di dormire con la testa piegata di lato contro il finestrino. Un cuscino da viaggio a ciambella aiuta a tenere il collo in una posizione più neutra. ## Le pause: quando e cosa fare Il consiglio più utile è anche il più semplice: fermati ogni due ore circa, anche solo per dieci minuti. In un viaggio da Milano alla Versilia questo vuol dire una o due soste. Durante la pausa: - cammina, anche solo intorno all'area di servizio, per qualche minuto; - porta le mani sui fianchi e inarca piano la schiena all'indietro qualche volta, senza forzare; - fai qualche rotazione lenta delle spalle e porta il mento verso il petto, poi guarda lentamente a destra e a sinistra; - se hai una fitta al gluteo, appoggia un piede su un gradino o sul paraurti e piegati leggermente in avanti con la schiena dritta. Se viaggiate in due e potete, alternatevi alla guida. Anche cambiare piccole cose durante il tragitto aiuta: spostare di poco lo schienale, cambiare l'appoggio delle mani sul volante, usare il cruise control per staccare ogni tanto il piede. ## Cosa fare all'arrivo Il primo istinto, dopo ore di macchina, è scaricare tutto in fretta e sdraiarsi. Meglio fare il contrario: - **scarica con calma**, una borsa alla volta, piegando le ginocchia e tenendo i pesi vicini al corpo; - **fai una camminata** di mezz'ora, sul lungomare o in pineta: è il modo più semplice per far ripartire la schiena; - **una doccia calda** la sera aiuta a sciogliere la tensione di collo e spalle; - **attenzione al letto nuovo**: un materasso diverso dal tuo può dare fastidio le prime notti. Se è molto morbido, a volte aiuta mettere un cuscino sotto le ginocchia se dormi a pancia in su. Nella maggior parte dei casi la rigidità passa da sola in uno o due giorni. **Un esempio.** Un signore di 45 anni, di Torino, in affitto con la famiglia a Lido di Camaiore. Era arrivato dopo sei ore di coda con una sola sosta, e la mattina dopo non riusciva a girare la testa verso sinistra né a stare seduto senza un fastidio in fondo alla schiena. Durante la valutazione la parte alta della schiena e il passaggio tra collo e torace erano molto rigidi. Abbiamo fatto due sedute a quattro giorni di distanza, con mobilizzazioni e tecniche sui tessuti, e gli ho dato due esercizi per le pause. Il collo è tornato a girare quasi del tutto dopo la prima seduta; per il viaggio di ritorno ha programmato tre soste e mi ha scritto che è arrivato a casa senza problemi. ## Quando ha senso venire in studio Se dopo due o tre giorni di vacanza la schiena o il collo sono ancora bloccati, o se il fastidio ti impedisce di goderti il mare, un trattamento breve può aiutare. Per chi è in vacanza organizzo percorsi di due o tre sedute concentrate nel periodo del soggiorno: come funzionano lo spiego in [Osteopata in vacanza in Versilia](https://matteobertacca.com/articoli/osteopata-in-vacanza-in-versilia/). Se il problema principale è il collo, trovi altre indicazioni in [Torcicollo: cosa fare](https://matteobertacca.com/articoli/torcicollo-cosa-fare/). Ci sono però situazioni in cui la prima cosa da fare è andare dal medico o in pronto soccorso: un dolore che scende nella gamba con formicolio o perdita di forza, difficoltà a controllare vescica o intestino, febbre, oppure dolore dopo un incidente, anche lieve. Ne parlo in [Quando andare dall'osteopata e quando no](https://matteobertacca.com/articoli/quando-andare-dall-osteopata-e-quando-no/). Lo studio è a Camaiore, vicino all'uscita Viareggio-Camaiore dell'autostrada; se vuoi fissare una seduta durante il soggiorno, [qui trovi come contattarmi](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Osteopata in vacanza in Versilia: un percorso breve mentre sei qui > Sei in vacanza a Forte dei Marmi, Pietrasanta, Camaiore o Viareggio e hai un dolore che ti trascini da mesi? Come funziona un percorso osteopatico concentrato in una o due settimane. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-06-23 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/osteopata-in-vacanza-in-versilia/ Ogni estate la Versilia si riempie di persone che vengono da Milano, Firenze, Bologna, Torino, e sempre più spesso anche dall'estero. Molti arrivano con una valigia e un dolore: la schiena che li accompagna da mesi, il collo che non gira, la spalla che fa male a nuotare. A casa «non c'è mai tempo». In vacanza, per una volta, il tempo c'è. Negli ultimi anni ho organizzato per queste persone percorsi brevi e concentrati. Funzionano bene, e qui spiego come. ## Perché la vacanza è un buon momento I motivi sono tre. **Hai tempo.** A casa, tra lavoro e famiglia, trovare tre sedute in due settimane è difficile. In vacanza è facile. **Sei meno stressato.** Lo stress tiene i muscoli in tensione e abbassa la soglia del dolore. Dopo qualche giorno di mare il corpo è già più disponibile a cambiare. **Ti muovi di più e meglio.** Cammini sulla spiaggia, nuoti, vai in bici sul lungomare. È esattamente quello che consiglierei a chiunque dopo un trattamento, e qui lo fai senza nemmeno pensarci. ## Come funziona il percorso breve Lo adatto alla durata del soggiorno, ma la struttura tipica è questa: - **Prima seduta** nei primi giorni: colloquio, valutazione completa e primo trattamento. Dura circa un'ora. Come si svolge lo racconto in [questo articolo](https://matteobertacca.com/articoli/come-funziona-una-seduta-dall-osteopata/). - **Seconda seduta** dopo 3-4 giorni: vedo come ha risposto il corpo e faccio il passo successivo. - **Terza seduta** (se la vacanza lo permette) prima di partire: consolido e ti do un piano per casa, con due o tre esercizi semplici e, se serve, un'indicazione su cosa cercare nella tua città. Per chi sta un fine settimana lungo, si può fare una valutazione e un trattamento e dare comunque indicazioni utili. Per chi sta un mese, il percorso è quasi completo. ## Per chi ha senso Il percorso breve è adatto se hai: - un dolore che va e viene da mesi (schiena, collo, spalla, anca) e non sei mai riuscito a occupartene; - una rigidità che senti crescere, senza un vero dolore, ma che ti limita; - un problema recente legato alla vacanza stessa: il collo dopo sei ore di macchina, la schiena dopo la prima notte su un materasso diverso, la spalla dopo il primo giorno di nuoto o di paddle; - bambini e ragazzi che, con lo sport estivo, si lamentano di qualcosa. Non ha senso, invece, se il problema richiede un lavoro lungo e continuativo o se ci sono segnali che richiedono prima un medico. In quel caso te lo dico subito e, se serve, ti indirizzo alle strutture della zona. ## Un esempio Una coppia di Milano, in affitto a Marina di Pietrasanta per tre settimane. Lui, 50 anni, dolore lombare da un anno, «ci convivo». Lei, 48, mal di testa da collo quasi ogni sera. Due sedute ciascuno la prima e la seconda settimana, una terza prima di partire. Lui ha ripreso a dormire supino senza svegliarsi; lei ha avuto, nelle ultime dieci sere, due mal di testa invece di dieci. Sono tornati a casa con tre esercizi a testa e un consiglio sul cuscino. L'estate dopo sono ripassati per un controllo. ## Dove ricevo Lo studio è a **Camaiore**, a pochi chilometri da Lido di Camaiore, Pietrasanta, Viareggio e Forte dei Marmi. È comodo anche per chi sta a Massarosa, Seravezza o sulle colline. Nei mesi estivi tengo qualche posto libero ogni settimana per chi è in vacanza, ma conviene scrivere con qualche giorno di anticipo. Un messaggio WhatsApp basta: mi dici quanto stai, qual è il problema e troviamo il modo migliore di usare il tempo che hai. [Qui trovi i contatti](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Come funziona una seduta dall'osteopata: cosa aspettarsi la prima volta > Dal colloquio al trattamento: cosa succede davvero durante una prima visita osteopatica, quanto dura, cosa portare e come ci si sente dopo. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-06-18 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/come-funziona-una-seduta-dall-osteopata/ Molte persone rimandano la prima visita dall'osteopata perché non sanno cosa aspettarsi. Fa male? Devo spogliarmi? Quanto dura? Qui racconto, passo per passo, come si svolge una seduta nel mio studio a Camaiore. Altri osteopati possono lavorare in modo un po' diverso, ma la struttura è più o meno questa ovunque. ## Prima di venire Porta con te eventuali esami che hai già fatto: radiografie, risonanze, referti del medico. Non sono indispensabili, ma aiutano. Vieni con abiti comodi: pantaloncini o leggings e una maglietta vanno benissimo. Non serve essere a digiuno, ma evita un pranzo abbondante subito prima. Se hai un dubbio su un problema di salute, parlane prima con il tuo medico. L'osteopatia lavora bene insieme alla medicina, non al suo posto. ## 1. Il colloquio (15-20 minuti) La seduta inizia parlando. Ti chiedo: - che cosa senti e dove; - da quanto tempo; - come è iniziato (un movimento preciso? piano piano?); - cosa lo peggiora e cosa lo migliora; - se hai avuto altri problemi in passato, anche lontani: una distorsione da ragazzo, un intervento, una gravidanza; - che lavoro fai, che sport pratichi, come dormi. Da queste risposte parte tutto il resto. Un esempio: un signore di Camaiore venne da me per un dolore al ginocchio sinistro. Durante il colloquio mi disse che da vent'anni, quando guida, tiene il piede sinistro appoggiato in un modo strano «perché così sto più comodo». Quel dettaglio è stato utile quanto la risonanza per capire il problema. ## 2. La valutazione (10-15 minuti) Poi ti osservo. In piedi, seduto, mentre ti pieghi in avanti, mentre giri la testa. Guardo come distribuisci il peso, se una spalla è più alta, se il bacino è dritto. Dopo, con le mani, controllo il movimento delle articolazioni e la tensione dei tessuti. Cerco le zone che si muovono meno del dovuto, non solo quelle che fanno male. Spesso non coincidono. Potrei chiederti di togliere la maglietta per vedere meglio la schiena, ma non è obbligatorio: si lavora bene anche attraverso un tessuto leggero. ## 3. Il trattamento (20-30 minuti) Qui dipende tutto da cosa ho trovato e da chi sei. Le tecniche che uso più spesso: - **Mobilizzazioni articolari**: muovo lentamente un'articolazione nelle direzioni in cui è rigida, per restituirle ampiezza. - **Tecniche sui tessuti molli**: pressioni e allungamenti su muscoli e fasce, un po' simili a un massaggio ma mirati. - **Tecniche di manipolazione**: movimenti rapidi e precisi, quelli che a volte producono il classico «crack». Le uso solo quando servono e solo se sei d'accordo. Molte persone non le ricevono mai. - **Tecniche delicate**: pressioni leggere, tenute per qualche decina di secondi, che lavorano sul sistema nervoso e sulla tensione generale. Dall'esterno possono sembrare poca cosa, ma hanno un effetto preciso. Regola fissa: nessuna tecnica deve fare male. Un po' di fastidio può capitare quando si lavora su una zona molto tesa, ma se senti dolore vero me lo dici e cambiamo approccio. ## 4. Le conclusioni (5 minuti) Ti spiego cosa ho trovato, in parole normali. Ti dico se ha senso continuare, quante sedute servono indicativamente e a che distanza. A volte ti do uno o due esercizi semplici da fare a casa, o un consiglio su come sistemare la postazione di lavoro. A volte ti dico che, secondo me, prima devi vedere un medico o fare un esame: può capitare, e in quel caso te lo dico subito. ## Come ci si sente dopo Dipende. Molte persone escono più leggere e con più movimento. Altre, nelle 24-48 ore successive, sentono una stanchezza diffusa o un indolenzimento simile a quello dopo una sessione di ginnastica: è normale e passa da solo. Bevi acqua, muoviti con calma, non fare sforzi intensi lo stesso giorno. Se qualcosa ti preoccupa, chiamami. ## Quanto dura, in tutto La prima visita dura circa un'ora. Le sedute successive sono più brevi, 40-45 minuti, perché il colloquio iniziale non va rifatto da capo. Se vuoi capire meglio come si costruisce un percorso e quante sedute servono, ne parlo in [questo articolo](https://matteobertacca.com/articoli/quante-sedute-servono-dall-osteopata/). Se invece hai già deciso di provare, [qui trovi i contatti](https://matteobertacca.com/#contatti). --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063. # Articolo: Che cos'è l'osteopatia, spiegata con parole semplici > L'osteopatia spiegata a chi non la conosce: cosa fa l'osteopata, su cosa lavora, per quali problemi ha senso e cosa aspettarsi dalla prima seduta. - Autore: Matteo Bertacca, osteopata a Camaiore (Versilia) - Pubblicato: 2026-06-13 - Pagina: https://matteobertacca.com/articoli/che-cos-e-l-osteopatia/ Quando dico che sono osteopata, la domanda che mi fanno più spesso è: «Quindi sei una specie di fisioterapista?». No, sono due professioni diverse, anche se spesso lavorano insieme. In questo articolo spiego che cosa fa l'osteopata. ## Una definizione semplice L'osteopatia è un approccio **manuale**: l'osteopata usa le mani, e solo quelle, per valutare e trattare il corpo. Niente farmaci, niente macchinari, niente aghi. L'idea di fondo è semplice: il corpo è un sistema unico, in cui tutto è collegato. Muscoli, articolazioni, legamenti, ma anche il modo in cui respiri, come stai in piedi, come dormi. Quando una parte si muove male, le altre si adattano. A volte l'adattamento regge per anni, a volte, a un certo punto, qualcosa inizia a far male. L'osteopata cerca di capire **da dove nasce** il problema, non solo dove si manifesta, e usa tecniche manuali per restituire movimento dove si è perso. ## Un esempio concreto Pensa a una persona che lavora tutto il giorno al computer e ha male alla spalla destra. Il dolore è alla spalla, quindi la tentazione è trattare la spalla. Ma se la guardi nel suo insieme, magari scopri che tiene il bacino un po' ruotato perché anni fa si è fatta male a una caviglia, che per compensare ha irrigidito la parte bassa della schiena, che la gabbia toracica si è adattata a sua volta e che la spalla, alla fine di questa catena, è quella che ha ceduto per prima. Trattare solo la spalla può dare sollievo per qualche giorno; trattare anche le zone che la costringono a compensare dà di solito risultati più duraturi. È questo il ragionamento osteopatico. ## Cosa fa l'osteopata in pratica Una seduta tipica ha tre momenti. 1. **Il colloquio.** Mi racconti cosa senti, da quanto, cosa lo peggiora, cosa lo migliora, che lavoro fai, che sport pratichi, come dormi. Da qui ricavo buona parte delle informazioni che mi servono. 2. **La valutazione.** Ti osservo in piedi, seduto, mentre ti muovi. Poi con le mani cerco le zone che si muovono meno del dovuto o che sono più tese. 3. **Il trattamento.** Uso tecniche manuali diverse a seconda della persona e del problema: alcune sono mobilizzazioni lente delle articolazioni, altre lavorano sui tessuti molli, altre ancora sono molto delicate e quasi non le senti. Alla fine ti spiego cosa ho trovato e cosa possiamo fare. Nessuna tecnica dovrebbe essere dolorosa: se qualcosa fa male, lo dici e cambiamo strada. ## Per quali problemi ha senso L'osteopatia viene cercata soprattutto per disturbi dell'apparato muscolo-scheletrico: - mal di schiena, lombalgia, «colpo della strega»; - dolori al collo, cervicalgia, rigidità al risveglio; - mal di testa di origine muscolare o tensiva; - dolori a spalle, gomiti, anche, ginocchia che non hanno una causa chiara; - problemi posturali; - recupero dopo sforzi, distorsioni o piccoli infortuni sportivi. Non è una cura per tutto e non sostituisce il medico. Se arrivi con un dolore che ha segnali che non mi piacciono, la prima cosa che faccio è indirizzarti a chi deve vederti prima di me. ## Cosa non è L'osteopatia non è «scrocchiare la schiena». Le tecniche con il rumore esistono, ma sono una piccola parte del lavoro e non sempre sono la scelta giusta. Molti miei pazienti non le ricevono mai. E non è nemmeno un massaggio. Un massaggio rilassa i tessuti; un trattamento osteopatico parte da una valutazione e ha un obiettivo preciso, che cambia da persona a persona. ## Dove trovarmi Ricevo a Camaiore e seguo persone di tutta la Versilia: Pietrasanta, Forte dei Marmi, Viareggio, Lido di Camaiore, Seravezza, Massarosa. Se sei qui in vacanza e hai poco tempo, possiamo organizzare un percorso breve: ne parlo in un [articolo dedicato](https://matteobertacca.com/articoli/osteopata-in-vacanza-in-versilia/). Nei prossimi articoli entrerò nel dettaglio: come funziona una seduta, le differenze con fisioterapia e chiropratica, quante sedute servono davvero. Se hai una domanda che vorresti vedere trattata, scrivimi. --- Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una prima visita gratuita con Matteo Bertacca: https://matteobertacca.com/#contatti · WhatsApp +39 340 797 0063.